LO SGUARDO VELATO

 

2016

 

 

 

 

La vita nascosta

 

 

L'esistere specchiato

 

con lo stillicidio

del tempo a subire

questa piaga dalle nove porte 

 

ma a te presente 

il Sé -il celeste- l'esistere

specchiato: vita che si guarda

vivere 

  

un mondo in un altro

 

 

Le nove porte: gli orifizi del corpo secondo la Bhagavadgita

 

 

 

Un dio cibernetico?

 

vita asettica: grado

zero del divino Onniforme

-ma la notte del sangue

conserva memoria di volo

 

vita 

sovrapposta alla sfera celeste 

regno d'immagini

epifaniche 

 

emozioni

elettroniche

 

eclissi dell'occhio-pensiero

 

 

 

Nel paese interiore

 

nel paese interiore 

eiaculo i miei sogni -

vivo una stagione 

rubata al tempo -mimesi

icariana sul vetro del cielo-

 

nel paese interiore 

brucia il mio daimon

di febbre e di luce

 

 

 

Dell' indicibile essenza

 

dell' indicibile essenza  

noi sostanza e pienezza

 

solleva l'angelo un lembo

di cielo: 

 

in questa vastità soli

non siamo: miriadi

di mondi-entità ognuno

in una goccia 

di luce

 

 

 

Angeli caduti

 

fuori dal cielo

bevvero l'acqua del Lete

 

ora 

non sanno più chi sono

 

presi nella ruota 

del tempo

mendicano avanzi di luce - 

curano

le ali spezzate

 

per risalire nell'azzurro 

 

 

 

Presentire

 

finirà qui tutto

il visibile

-col panorama dei sensi

 

a sopravviverci voce 

di sangue in un non-tempo

inconoscibile

 

l'astronave-di-luce

tra cirri e nembi e corpi

celesti

 

 

 

L'Albero

 

di Te 

il dito

la saliva il fiato:

 

ri-fiorire vita

in cuore disabitato

 

e gli esecrandi

crimini? non

ricordi

 

dal sacrificio estremo

l'Albero di sangue

si è ingemmato

 

sopra uno 

sconquasso di secoli

 

 

 

Epifanie

 

vita che si guarda

vivere e ci guarda

vita che si pensa ed è

 

-riflessa vita che 

apre la fronte del mattino

 

ed è esistere

nel suo ricrearsi

 

epifanie 

 

 

 

Farsi infinito

 

in apparente spaziotempo

un infinito sospeso

 

-sogno fatto

carne

 

la vita è alfabeto del tempo

da sillabare

vuoto di forme - ombre

 

nel bianco respiro

dalle labbra quest'anima s'invola

 

 

 

L'abbraccio

 

(in dormiveglia)

 

si concentra ed espande

l'amore in quel vivere-morire

delle prensili braccia

sospensione apparente carne e cielo

 

 

 

Il sogno di te

 

in una sospensione lucente

ride la tua immagine d'aria

 

nella fodera del cuore

ho intagliato

il sogno di te

 

sulle ali del vento le parole

che ti dedico

 

 

 

 

La casa delle nuvole 

 

ha bisogno di manutenzione -sai

per produrre versi come miele

-vanno oliati gl'ingranaggi

verificata la tenuta

perfetta dell'ossatura

l'efficienza della struttura

 

tenerla in ordine come

un condominio

 

ma tu la ritieni come fosse

di proprietà esclusiva:

 

contenitore di sogni

è risorsa a cui chiunque

 può accedere -ti basta?

 

 

Di qua del velo 

 

(non qui né altrove:

semplicemente essere

nel Tutto

-porta della conoscenza)

 

di qua del velo di maya

trottola del tempo

consuma il suo perno

 

nella palpebra del sole

un embolo d'ombra dimora

che insanguina il vento

 

 

Momenti

 

di cos'è fatta la vita-energia

se non di momenti

rallentati

-per cui è un girare in tondo

su te stesso

 

o forse

di virgole di sangue

e amore

rapprese in un grido

sul vetro del cielo

 

 

Nell'uno

 

dal Tutto

ritrovarsi nell'uno

a vivere il sogno della carne

 

il sangue che cavalca il vento dove

crescono i passi

 

lacerato dalle lancette

d'un orologio interiore

un Lazzaro a sollevarsi da cento morti

 

 

 

 

Il sogno di Dio

 

in seno a cieli

di cui non è memoria

assai prima del corpo

quando già da sempre era la Parola

 

il sogno di Dio

 

il Suo soffio

 

poi la fatidica

domanda “dove sei

Adamo”

 

e furono

i cieli

capovolti 

 

 

 

 

 

Brandelli d'amore 

 

falesie di pensieri

tesse ragno di luce

 

vertigine: come

sarà senza il corpo

-serbata la vita

nella Pietà del sangue

 

solo espanso

pensiero saremo?

 

ci consoli certezza

di portare in salvo brandelli

d'amore

 

 

Gl' intoccabili

 

sì onorarli

i morti che

ci perdonano con un velo di pietà

 

quelli che sognarono

il loro eldorado

ragazzi degli anta presto

dipartiti

 

ora di qualcuno

d'essi verrà detto

era un pezzo di pane

-anche se di certo avrà

portato con sé i suoi scheletri

 

o si saranno nell'altra

dimensione dissolti

 

 

Infinitudine

 

parabole di carne

 

siamo archi tesi 

nella mano

dell'eterno presente

 

noi

nel divenire appoggiati ad una

spalliera d'aria

 

 

Distacco

 

giungere dove ogni 

linea s'annulla

un brivido bianco 

e sei altro

 

fiume 

che perde nel mare 

il suo nome 

 

 

 

Transiti e sospensioni

 

 

Inanellati aleggiano pensieri

 

(la fatica dello scrivere)

 

inanellati aleggiano pensieri

si frantumano ri-compongono

tu aureolato di fumo

a lasciarti corteggiare

dal misterico chiarore d'una

complice luna

 

rima sì rima no baciata o

interna e che suoni

 

un corpo-a-corpo con la parola

 

intanto

 

di Selene un dardo

il foglio trapassa

dove ristagna esangue

poesia

 

 

 

Dall'immagine infranta

 

(a Danilo Dolci)

 

risalire dall'immagine infranta

-quella dopo 

la caduta-

dove è voce 

del sangue la ferita del cielo

 

limare le parti

non combacianti

con la figura del divino

 

innamorato

dell'uomo nuovo 

tu guardi al bambino

 

che tende 

le prime radici nell'aria

 

 

 

Fiore di poesia

 

'lo gnaolio dei gatti

in amore tra gugliate di luce'

 

belli sti versi 

che leggo sorseggiando 

un drink ma dove

vai a parare me lo dici?

 

timore della pagina bianca?

 

scandagliare devi

macerarti

immergere le mani nel sangue

a far nascere nuovo fiore 

di poesia

 

musica

che arrivi al cuore

 

 

 

Creatura di sabbia

 

io non io esisto

di qua di là dello specchio -una

distanza mi separa: vivo mi

avviluppo in un sogno

lucido 

 

Sogno sono di me 

 

io creatura 

di sabbia

 

 

 

Quella sospensione

 

non già l'appagata

sorpresa ma in vita

tenere l'attesa

cullare 

il desiderio 

-avrebbe forse

sentenziato il saggio 

de 'I Ching'

 

sentire nelle vene

serpeggiare

il prolungarsi d'un'attesa

lancinante ma dolce

 

trattenere quella

sospensione lucente

simile a stillicidio 

che scavi la pietra

 

 

 

I Ching - Il Libro dei Mutamenti

 

 

 

Libro di poesie

 

aspettare per farne

-forse- un "mattone"? o subito

licenziarlo

libercolo smilzo?

 

alle spalle

l'assedio degli anni: mi spingono nella

strettoia -o foce-

dell'ignoto

 

gioco

col tempo che resta

a sfidare la morte

 

visti non visti

i giorni

sciabolate di luce

 

a sfogliare mesi anni

 

Mimesi

 

icaro e le ore

acrobate

dove spegnere

inconfessati ardori

 

il "grido"

espanso

che nell'aria trema

 

l'angelo

è di cenere

 

 

 

Fame

 

tutto relativo

non Dio

non la fame

 

ho visto un'ombra

aggirarsi tra i rifiuti

non era un cane randagio

era

un uomo

 

pro(re)gresso?

 

la giustizia

artiglia urla

fame di Dio

 

 

 

Nero della notte

 

(a un dissoluto)

 

punto di non ritorno?

 

quale

sprofondo ad accoglierti

 

non sai più

chi sei 

dentro giorni perduti

 

ah ti trapassi una spada di luce

ti canti nel sangue

un angelo

che ti aiuti a grattare il nero

della notte

 

a sollevarti

dal tuo sudario

di morte

 

 

 

Vertigine 

 

'donnez moi 

dammi una scala per il paradiso' 

dicevo

in dormiveglia e ancora

quali nonsense

aborti di parole frasi

sconnesse

 

strascichi 

bave

 

era uno scivolare

in me senz'appiglio

 

come 

affetto da demenza

senile o

scoprire in me il bimbo

accoccolato nella mente

 

 

 

Migrante

 

il ragazzo lasciato bocconi

sull'arenile

sembra dormire

avvolto dal manto della notte

gli lava dalla salsedine

la parte del viso 

un cane randagio

 

ora non sentirà più i morsi 

della fame

 

è sazio di cielo

 

sul corpo un fremito di stelle

 

 

 

Del sogno

 

linea di divisione

-luna del sangue

a ricreare ancestrale

luogo-non luogo

 

ectoplasmi

 

-cerchio del sogno

 

asimmetrico volo

 

 

 

Associazioni

 

i nasi all'insù contro la luce

livida d'un cielo che non promette

un rondone rimasto impigliato

chissà come sbatte furioso le ali

 

strana associazione

d'idee se va la mente

al 'falco alto levato' di Montale

 

 

[Le parole virgolettate nell'ultimo verso sono tratte da Ossi di seppia, 1920-1927.] 

 

 

 

Conosco le voci 

 

(a tutte le vittime per la giustizia)

 

conosco voci che aprono strade

di libertà e amore

conosco i nemici della luce

che aizzano i cani neri della notte

lacerando i sogni di nuovi mattini

 

conosco i nomi

dei poeti assassinati

che dal sangue han levato la voce

-i loro j'accuse

come lingue di fuoco

 

conosco la "fame" dei senzavoce

il profondo dove  si apre il grido

 

 

 

L'albero di Giuda

 

tagliando per la pianura

non trovavi più il cuore

 

sulle punte delle stelle ti volevi 

trafitto

e il sangue quasi ricamasse 

una scritta ingloriosa

 

ma il tuo albero

ecco venirti incontro

 

e già il cappio

vederlo

-sinistro 

 

 

 

Prima del gesto  

 

(altra visione di Giuda)

 

ti saresti ubriacato col prezzo del sangue

soffocando nel vino

quella lacerazione infinita

 

ma avresti solo ritardato la fine

 

prima del gesto estremo

scacciasti via da te quella luce

a guisa d'angelo

 

non potevi saperlo

eri scritto nel Libro per un ruolo

ingrato

-sulle labbra ancora il fuoco

del bacio

 

 

[Giuda Iscariota, secondo Giuseppe Berto, nel romanzo "La Gloria", aveva una missione da compiere e non è morto dannato.]

 

 

Luce e ombra 

 

se posso 

mi cerco un posto all'ombra

-non m'ispira il tipo lucertola-

ti guardo attraverso gli occhiali

scuri mentre leggi per ore 

distesa su uno scoglio

 

ha un che d'incantesimo

questa sospensione palpabile nell'aria

 

linea d'ombra e luce

a separarci

ma metti i tuoi ridicoli puntigli

 

 

Stanze 

 

le notti inzuppate di sogni

quando

nonsense veleggiano

sulle ondivaghe acque dell'inconscio

 

o ti vedi seguire 

una successione di stanze

e ti perdi e ti ritrovi

in un'altra realtà-sogno o dimensione

 

 

Isole

 

concatenarsi di sequenze evanescenti

sognare di te tu di me ma mai

questi mondi paralleli s'incontreranno

li inghiottiranno onirici buchineri

così le nostre vite

trasversali un fondersi di corpi

ma isole

gli universi dell'anima mondi

di celeste fuoco che si sfiorano e

mai

combaciano

 

 

Un cielo bianco di silenzi

 

(L'ortografia)

 

punto sul vivo

da strafalcioni

anche il foglio sembra aggricciarsi

attraversato da una fuga d' immagini

 

in un bailamme di fonemi -dalle acque

del sogno a risalire strambe 

parole nell'aria di cristallo-

 

illividisce

un cielo bianco di silenzi

 

 

Lo spazio d'un soffio

 

schegge di voci

di abbandono

 

il pallore di luna riflette

nel bicchiere luce ubriaca

 

occupi

lo spazio d'un soffio

 

in fine consegnerai

il nome

 

 

 

Poesia-finestra

 

dici poesia intendi finestra

 

affaccio dell'anima

bagnata da alfabeti di lune

 

è finestra su un mare aperto 

poesia 

 

per l'orecchio del cuore-conchiglia

 

 

Il tuo volare alto

 

l'anima spando sulla terra

a ricambiarmi una solitudine

ampia come il cielo

 

mi appresto a gran passi agli ottanta

e ancor più poesia ti canto 

-del mio sangue azzurra ala 

 

ai confini della sera in quel

farneticare che richiama la morte

 

il tuo volare alto

come preghiera

 

 

Il saluto spezzato

 

[11 settembre: a 15 anni dalla strage]

 

tutti ricordano dove si trovavano

in quei fatali attimi

quando il cielo si oscurava

ingoiando cenere e odio

 

tutti

ricordano -i superstiti- l'ultimo gesto

-uno per tutti la mano levata

quel saluto spezzato

 

come il battito dell'ora in cima

alla torre

 

come il pulsare del cuore

straziato

 

 

Ulisside

 

(l'ispirazione)

 

prende forma la vela

dalle profondità inconsce

la governa ulisside

o forse si lascia guidare

 

sull'infinito mare del sogno

 

speculari all'acqua

emergere vede parole

 

il fonema del canto

su curvature di luce

 

 

Nei miei sogni

 

c'è un donnone nei miei sogni

mi perdo fra le sue grandi mammelle

piccolo piccolo mi faccio e

come scricciolo

mi c'infilo

nel suo caldo grembo

 

al riparo degli tsunami del mondo

 

 

Un secchio di stelle

 

un secchio di stelle

acqua e pensieri

ondivaghi e le stimmate 

di te

nella memoria come sangue 

rappreso

 

nel fondo a ravvivarsi 

ali

e venti aquilonari 

l'ingoio di soli su orizzonti

di fuoco

 

 

L'accumulo

 

Tu non persegui

chi usa bilance false

lasci gli si ritorca

l'ingiustizia e l'oro

diventi capestro o ruggine

 

ahi l'accumulo

cui spezza il cerchio

la morte

 

 

Nomade d'amore 

 

gli occhi luccicanti

delle finestre

contro la lavagna della notte

che disegna arabeschi

di mistero

 

dove ti porta il filo

dell'immaginario o del

sognare

 

dove

questa strana ma feconda

inquietudine

serpeggiante nel sangue

tutti i libri letti i mari

solcati -odisseo tu

nello spirito- dove

questo cuore nomade

d'amore

ti porta

 

 

La tua vaga essenza

 

tocco in sogno la fiorita

riva delle tue braccia:

è una dolce pena questo lieve

sfiorare la tua vaga essenza

a un lunare complice chiarore

 

 

Il Grido

 

non altro che

raccogliere su foglio

il Grido l'amaro

sangue -morte per acqua-

 

parole a segnare

vergogne

 

dall'alto spettrale

silenzio su vite

lacerate

 

 

Casa di riposo (2)

 

-nella vita chi non si dà muore

mangia se stesso- sentenzia

il "saggio" in degenza

 

la nuvola 

di vapore dalla cucina offre

un che di magico un familiare

tepore

 

là fuori un mondo che vive

la recrudescenza dell'inverno - gli alberi

orfani di foglie e canti

.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ASIMMETRICI VOLI

 

 

 

Hitchcock

 

mi ha squarciato la carotide

un solitario uccello nero

sparito poi alla vista

nel cielo di cobalto

 

distratti mi oltrepassavano i passanti

mentre mi dissanguavo

 

sul marciapiede

il sangue disegnava arabeschi

del sogno

-degni

del genio di dalì

 

 

Quel sussulto del sangue

 

come

non trattenere il muto grido che sale

fin dal midollo delle ossa

per te Nina ora come stella

del cielo

come quel sussulto

del sangue a non espandersi

in vasti echi

contro muri di cristallo

in questa solitudine che artiglia

 

morta in me l'attesa

e il giorno azzurro

e il vento e l'odore di te

oggi

che del sangue sei grumo raccolto

negli occhi

 

 

L'angelo 

 

(conversione di San Paolo)

 

l'angelo sognai

sulla via di Damasco

aprirmi l'altra faccia del giorno

caddi bocconi in estasi

vedevo gli alberi camminare

tutto il mare

in una brocca

 

 

In sogno 

 

si amalgama il sangue

con alfabeti d'acqua

se inattesi

risalgono

dal mare i miei morti

nell'alone di luna

 

 

Chissà forse una nota

 

un rebus di parole

frammenti

di nonsense emersi

dal sogno non del tutto svaniti

tentare di farne una

poesia?

 

ma è come volere

estrarre sangue dalle pietre

 

quel gabbiano che ora vedi danzare

sulla spuma dell'onda

-non certo uscito

dal tuo sogno-

chissà non ti porti nel becco

una felice nota

 

 

Come ostia di luce

 

[Ai martiri della cristianità, che hanno combattuto la buona battaglia.]

 

irta di rovi

la "parete" inclinata del cielo

 

vi lasciaste brandelli

d'anima e pelle

ora

il sangue a fiorire

come ostia di luce

 

 

Ulisside 

 

ordito del tempo-maya

isso la vela

per terre

in sogno intraviste

risillabando 

palpiti di soli

miraggi d'eldoradi

-la prua che fende

le onde

esce dalla coda dell'occhio

La grande avventura la vita

 

impastato di sole tu

senza paese

di terra e cielo sei

ricorda ti veste dignità

 

ancor giovane hai braccia 

forti

per capovolgerla la vita

esci dall'inedia solleva

sulle larghe spalle i tuoi figli

fagli scoprire

gli orizzonti

dove grida la luce

 

 

 

Dell'eden

 

proiezione sei e lamento

come d'animale disperso 

 

a trapassarti una spada di luce

 

riflesso di Vita vera

se dell'eden 

ti abita solo

quella vaghezza come in sogno

 

 

La svolta

 

impalpabile

mistero è a volte la vita

come il sogno

coi suoi criptati messaggi

da decifrare

 

ti senti pedina

sulla scacchiera

in un magico sincronismo

 

ed è la svolta

che poi

ti rivolta la vita

 

 

Qui da dove guardi

 

gratifichi la stima

di te con un éclair

insieme le ingoi

quelle morti per acqua

tutto già visto già ingerito

 

pure

cos'è che d'irreale aleggia

nell'aria vitrea qui

da dove guardi

giro piatto d'orizzonte

 

 

Nella pienezza

 

asessuato angelo

dall'immarcescibile aureola

so chi sei ti riconosco

venendomi in sogno

angelo mio specchio

io di te riflesso

nient'altro anelo

che riunificarmi

a te nella pienezza

 

 

Levante 

 

[leggendo David Maria Turoldo]

 

quanta pena

-Cristo- per togliere

il pungiglione alla morte

 

quando

si apriranno i cieli

 

e l'alba

per noi sarà luce

frontale?

 

 

 

 

 

Nulla si perde

 

se

di sé

fu a innamorarti 

una melodia ora smarrita 

nel tempo

 

vedrai tornerà -

sì tornerà all'orecchio del cuore

viva come allora

valicando gli anni alle spalle

 

pure

ogni essenza potrai ritrovare

che ti appartiene

varcato che avrai il muro del tempo

 

come l'odore della salsedine

del legno bagnato

 

o -sublimati-

quello della pelle

dell'amore

 

 

 

L'essenza

 

inadeguati noi

gettati nel mare-mondo

legati ad una stella di sangue

 

noi siamo l'alfabeto del corpo

che grida

il suo esserci

 

noi essenza degli elementi

 

appendici della terra

 

labbra del cielo

 

 

 

Non domandiamo

 

non svegliamo le lune di vetro

assopite

nella valigia dei nostri spostamenti

 

da dietro il velario

esse non sanno

dirci se siamo assoluti

 

non domandiamo

 

tantomeno alle stelle

a sbiadire nella prim'alba

 

e noi

nomadi d'amore

non si sa dove poggiare il capo

 

 

Spalliera d'aria

 

s'adagia ad una spalliera d'aria

l'anima monca

 

in occhi di verdecielo

una luce analfabeta

 

invertigina l'essere in questo

slontanare

 

ma il nome è da sempre

nel seno di Dio

 

 

Chi può dire

 

[a un ragazzo degli anni 60]

 

non certo beata 

gioventù

-chi può dire

cosa s'agita in un profondo fitto

di grovigli freudiani

 

volevi uscire da te

ti attrasse il salto nel vuoto

 

"non entrambi i polsi legati

un'intera nottata a fissare il soffitto

no non faccio del male ora

neanche a me stesso"

 

poi il fiotto di luce

a investirti

e le venti candeline -simboliche- da spegnere

non era l'ora che partissi dal mondo

quel mondo che ancora ti chiamava

nel suo grembo di cenere e oro

 

 

 

Delta

 

dove è grido rappreso

la voce del deserto

 

si dirama l'essere

aprendo

di solitudine le braccia rotte

 

 

A specchio di cielo

 

fraternizzo con Campana

se anelo al silenzio

in un gran porto chiuso ai mali

del mondo

 

dove a specchio

di cielo sia riflessa

unicamente la bellezza

 

 

[Dino Campana, "Canti orfici".]

 

 

I sogni alla deriva

 

insieme a questo corpo

vedrò staccarsi i sogni -quelli mondani

su vascelli di nuvole-

andare alla deriva

sopra un mare che più non m'appartiene

 

 

Un'ala d'angelo

 

propedeutico è l'abbraccio

bellezza nell'umano

che schiude mondi ignoti

 

un'ala d'angelo vibra

sulle schiuse labbra

a sigillare nuova vita

 

 

Estasi

 

[gli ultimi giorni di Paolo (Saulo) di Tarso]

 

ovunque mi seguivano i tuoi occhi buoni

 

l'anima

affacciata sul Tuo sangue lucente

ha danzato per il tempo che restava

 

 

Dietro il viola

 

non hai un appiglio

mentre

a superarti è una luce blanda

anneghi in un mare vasto

di ossimori

come un film sfocato

questa vita in controsenso

quasi una

finzione o solo

apparenza

dietro il viola della memoria

affondano nel nulla i tanti io

 

 

L'impronta

 

ricominciare da qui: dove l'occhio

del cuore

segue la curva della luce

 

dove si schiude la rosa

tra cristalli di gelo -mentre

lasci l'impronta del "fare"

anima

 

ti fondi nell'azzurro

rapito dal canto di Silesius

 

 

[Angelus Silesius - 1624-1677 -; poeta e mistico tedesco.]

 

 

La slavina

 

perla nel cuore del Gran Sasso

il "quattro stelle" non esiste più

ghermito dalla mostruosa

mano di ghiaccio

 

meglio la sorte dei sopravvissuti

ti dici

e ancora sperare

sotto la neve una voce udire

pensi ai familiari perduti

deglutendo caffelatte e lacrime

 

 

[tragedia del 18 gennaio 2017]

 

 

Sillabe

 

(visione)

 

mettere ordine

nei cassetti della mente

non trovare una pagina volata chissà

vedi rotolano giù

dall'emisfero destro parole ubriache

mentre sul bordo

delle orbite

piccioni piluccano sillabe s-cadute

 

 

Cavalli di nuvole

 

i primi smarrimenti: quando ti sembrava

dovesse cascare il mondo

-disegnavi angosce o voli

pindarici nell'aria

 

da una feritoia ti guardava

un pezzo di cielo

-tu ragazzino -ricordi-

rifugiato in una baracca

a smaltire l' "onta" di una derisione

non sapendola costellata di prove

la tua stella

 

intanto

cavalli di nuvole 

a sequenza

dicevano la vita leggera

 

 

Nel sangue della parola 

 

ti fai strada nel sangue della parola

al primo chiaro con la luna

che spiove sui tuoi fogli

 

d'indicibili fonemi s'imbeve

ora la nuova fragile

tua creatura

 

 

In magico defluire

 

peschi un verso dal fondo del tempo

tuo non più tuo

come una matrioska altri ne nascono

in magico defluire

 

non sai mai dove

ti porta poesia

 

altri ne scaturiscono che

da dentro premono

spingendo contro il costato

grembo dove sosta un dio minore

 

e devi gestirne

l'impeto di sangue e luce

 

 

Palpiti

 

la parola graffiante

ferita viva lascia nel bianco

 

l'anima in luce

di sangue

si china sulla bellezza

mentre

rossi palpiti annoda

un navigar di vele

sull'aperto mare del sogno

 

 

Da un altrove

 

a volte la tua vita la pensi

come fosse

in mano a un vento che t'avvolga

in un mantello di luce

 

tu che in azzurre volte

ti perdi: dimmi cosa

senti da un altrove?

 

forse

lontananza che richiama

un altro Sé?

 

 

Dove nasce una poesia

 

non puoi sapere come e dove nasce

una poesia - arco 

teso dell'essere che

 

sulle ali del vento

corteggia il sogno e

pentagrammi disegna

 

mentre la Musa

come una Venere

esce da un bagno di liquida luce

 

 

Scrivi sul vento

 

non vedi di là del tuo naso 

se ridimensioni la trave nell'occhio 

dove l'ego veleggia 

per terre di conquista

 

corri sul filo di abissi 

di vanagloria

 

il tuo sogno

cattedrali di nulla

 

girasoli accesi ed arco-

baleni pare t'invitino

stolto che te depredi

del bello

 

metti in tavola

pane e rancore

 

disamore scrivi sul vento

 

 

Verità

 

non scritte sull'acqua

le mie parole

 

pure mi nascondo

come l'inchiostro simpatico

mi paleso a chi mi sa

leggere tra le righe

 

sarebbe

dare perle ai porci

uno sbandierarmi ai quattro venti

per chi è sordo

alla stregua dei potenti

 

 

L'accumulo 

 

ti preoccupi per il vestito? e

per l'oro nei

forzieri dove urlerà

la ruggine?

 

la so quella certa

malattia contagiosa

serpeggiarti nel sangue

 

guarda i gigli

del campo - Lui dice

 

ti senti come chiuso

all'angolo

 

Lui: ti fidi?

 

mai hai visto un sì benigno

Cielo

 

 

Per volare

 

pensa: sono appena passato "di là"

eppure

non me ne sono accorto

 

vi si sta d'un bene ed è come

in un sogno 

tanto ma tanto più vivido

 

ora 

aspetto soltanto di vestire

un corpo fatto d'aria

 

per poter

volare

 

 

Parole 

 

parole sulla bocca

dell'alba

in dormiveglia mentre

inizi l'interiore viaggio

 

cavare sangue

da neo-nate parole

in seno a un dio

non visto

 

dove sale la luce

 

 

Vele di nuvole

 

escono fonemi

dal ventre della notte

quasi ectoplasmi

nell'alone di luna

 

saltabeccanti passeri

sbocconcellano

interpunzioni vaganti

con vele di nuvole

 

 

Velario

 

amare è fatica

 

caduta delle braccia

 

ma dal peso

mortale un cielo ci nasce

 

strappa dunque

il velario volgi lo sguardo

sul monte

al Cristo trasfigurato

 

agli ultimi 

della terra

 

 

Distacco

 

ti fai fragile foglia

appoggiata ad una spalliera di brezza

 

 

Fantasia 

 

entravano nella cruna del sogno

salendo su per il naso

vele e gabbiani danzanti sulle creste

nei mari di Melville

 

era voce d'acque a lenire giorni 

feriti

nell'anima a perdere

 

 

Arco d'amore

 

noi siamo proiezione di Dio

e come angeli incarnati

del nostro Sé

similmente di noi

i nostri figli

 

-frecce scoccate oltre

il corpo

dall'arco teso dell'amore

 

 

Acqua e memoria

 

in cadenza di respiro

acqua e memoria 

siamo

scafi a solcare oceani

del periglioso esistere

 

su un vento salato 

s'invola

la sacralità della parola

 

 

Dietro il velo

 

splende rosacea luce

sulla bocca dell'alba

 

miriadi

di stelle nascoste alla vista

 

come la vita

dietro il velo della morte

-a cogliere

aneliti d'infinito

 

 

Le voci remote

 

un'accoppiata

di parole o una frase

sentita o letta risuonano e

sono una fitta

nella mente che inizia a elaborare

 

il letto del fiume

è un sudario

che raccoglie le voci remote

delle anime in sogno fermatesi lì

sotto la luna menomante

di Seferis

 

 

Ghiorgos Seferis, poeta greco – 1900-1971

 

 

Liquida

 

è striscia di luce verde 

la mente

mentre la forma

assumi

dell'involucro-status quo

 

alchimie del sangue

nel vestire la vita

 

il chi-sei

serpeggia

si morde la coda

 

 

 

 

Primavera

 

si posano le uve dei suoi occhi

su silenzi sospesi

teneri corpi come giunchi

dondolano nella luce

sognando la vita altra

 

*

 

 


FELICE SERINO

NELL’INFINITO DI NOI

(2015 – 2016)

 

 


Lo sguardo velato

 

 

Lo sguardo velato

dò i miei "occhi" a quel che passa
in questo scorcio di tempo che mi resta
d'intenerimento

la stessa
luce la losanga sul letto
la goccia pendente
dal ciglio lo sguardo velato

ora come allora

quando
"morte ti colse fior
di giovinezza" scrivevo
ventenne o giù di lì

-ah ridicolaggini

 


Come sbuffo di fumo

 

riconoscilo
l'hai tirata per i piedi
non un'immagine
viva che susciti
un tuffo al cuore
né metafore o
enjambements

se spazi nel tuo mondo trovi

-anche un
batter d'ali a ispirarti

invece
buttata lì

lei dal fondo
del bianco grida
la immeritata
striminzita vita

 


Vaghezza d'immagini

 

non un appiglio neppure
l'aggancio da un sogno

vaghezza d'immagini
preavvertite quasi
a scivolare di sguincio
nella immensità dei silenzi
senza il tempo di rubargli
l'ultimo fiato

-complice una quasi
misterica luce

boccheggia l'anima
nell'eco d'un grido
come di un frantumarsi di cristalli

 


Colui che intinge con me (2)

 

Gesù aveva i suoi "followers"
ma per nessuno vorresti la sua fine
(in)gloriosa

quale fuoco ti attraversa la carne
giuda-di-turno

nel laccio dell'inganno il mondo

la croce è la porta stretta che
ha chiavi d'aria

 


Quante piccole vite
(a Iqbal)

 

tra trame
di tappeti e catene lasciò
a terra la sua ombra e
s'involò

quante piccole vite
su di sé per farne
una

-indivisa-
 
la sua
firma di sangue su
un Sogno immenso

 

 

Spleen

 

brusio di voci

galleggiare di volti
su indefiniti fiati

si sta come
staccati
da sé

golfi di mestizia
mappe segnate
dietro gli occhi

vi si piega
il cuore
nella sanguigna luce

 


Trompe-l'oeil

(l'ispirazione)

 

nella mezzaluce
t'invita l'occhieggiare
del trompe-l'oeil

la visione centrata
nell'intime corde
ti sale
da un remoto
di ancestrali lidi

 


Il Tuo splendere

 

su un remoto
di assonnate rive
-spiumata
di luce l'anima-
torna
 
a far breccia il Tuo splendere

settanta volte sette
ho conficcato i chiodi
altrettante non
basteranno
lacrime da versare

sulle Tue luminose piaghe

 


Il pensiero vola

 

il pensiero vola

quindi
volo

anche se zavorra
giù mi trattiene

le invidio tuttavia
per quegli ossicini cavi
le creature del cielo

noi
-peso di terra-
ossa come vetro
a sbriciolarsi con gli anni

 


Nudità

(di un sogno ricorrente)

 

labirintici corridoi

ti vedi venire contro
traversandoti una
moltitudine

ti fa strano che
non fan caso che giri nudo

poi come un ladro ti trovi a spiare
dentro stanze ottocentesche
aspettandoti semmai
un incontro piccante

 


Chimera

 

vaghezza di nuvole a stracci

tu
nella mezza luce mi chiami
poesia chimera

mi conforta la tua ala
vellutata d'angelo

quando come in sogno
visiti
le vuote stanze
di quest'anima vagante

 


I passi all'indietro

 

nell'ora dolente
Ti consegno i passi all'indietro
le volte
che ho svoltato l'angolo
davanti all'ingiustizia

al cuore sperso
dona corazza
di verità senz'alibi

rivestimi Signore
con veste di fuoco

 


Auschwitz

 

il velo della memoria
in luce di sangue si ravviva

è fiore che s'apre
nell'urlo

 


Fammi luce

 

ti prego fammi luce
in questo pauroso dedalo dell'io
assalito dai mostri della mente
avvolto
nella camicia di nesso degl'istinti

sono cieco fiume senza foce
da me diviso arreso

fammi luce

e sarà giorno quando
ti saprò riconoscere
staccato dalla mia ombra mortale

 


Cul-de-sac

 

dritto ti c'infili
se pensi che
la fine è sempre in atto
e il mondo
è un addio dopo l'altro
è maschera invece per chi
finge di non accorgersi

negli occhi ti restano
saltabeccanti
sui resti di una festa
colombi a frotte

 


E sarai raggio

 

sei disceso angelo per vivere
in carne la morte

non sguardo dal ponte: vieppiù ti lega
trama di dolore e rara gioia

le spoglie deporrai e sarai raggio
di quel Sole che non puoi vedere

 


Occhi secchi

 

clessidre di sangue emotivo
a sovrastarti
stillicidio nella mezzaluce

a chi chiedere di questo
ginepraio di pena e
l'oro del mattino fatto piombo

occhi secchi
a perdere
pezzi di cielo

nel sangue degli echi

 


Cielo amore

 

manto d'azzurro palpito
capovolto abisso

misericorde
ben conosci il fondo delle pene

di noi mendichi d'infinito
specchio sei

dove invertigina il cuore
nell'abbraccio delle stelle

 


Vele stanche

 

leggi scavi ché nasca
-ne va del creare affossato-
linfa nuova a diradare
quella nebbia della mente

dal grembo della notte esca
la tua barca

vi spiri augurante
il buon vento a gonfiare
le tue vele stanche
per nuova ventura nel mare
blu d'inchiostro

dove è bello
finanche morire

 


Doppio celeste

 

rigenerarsi in linfa a disperdere
grumi

dove si china
l'anima a contemplare

nel profondo di te ecco
il cielo farsi d'un "azzurro"
misterico e
tu da un suo lembo
a spiare

un te senza morte
-specchiato

 


Da un dove

 

i repentini voltafaccia del tempo
alle soglie dell'autunno
le foglie già morenti

invita due corpi il tepore
delle lenzuola
nella bocca dell'alba

sai
il momento migliore
per il dono dell'ispirazione è quando
ti giungono ovattati i rumori
e tu in un tuo mondo
col sonno di un eterno respiro

più tardi poi sul lungomare
sulla pelle la fresca brezza
forse un gabbiano
avrà per te
nel becco un verso prezioso

 


La parola

 

la parola è nostra
madre

che genera la
danza e la gioia nuda

la parola
dice di sé
del tempo del primo stupore

t'apre
il terzo occhio

parla all'orecchio del cuore

 


Navi di nuvole

(visione)

 

raggio verde balena
nel tramonto

su navi di nuvole
vedere apparire angeli
udirne i celesti canti

rassicuranti presenze
ondeggianti lievi
tra i pensieri
orfanezze d'amore a consolare

messaggeri
di luce
ondeggianti nel sogno
ad ascendere dove s'inalba
il cuore

 


Sotto porticati

 

sotto porticati
cartoni e
cappotti lisi hanno respiri

a un passo
vetrine ridono in abbagli di sole

più in là privati
paradisi

un rombo testarossa è strappo
d'anima a dividere
la terra tra i "morti" e i vivi

il mondo ha denti aguzzi

 


Alterigia

[Ispirandomi al verso di Vincenzo Cardarelli: "vorrei coprirti di fiori e d'insulti"]

 

m'appiglio alla tua fredda
grazia come ad un
corrimano: sto su inclinato
piano mentre t'offri
a una vertigine di distanze

ancor più ora ti fai
preziosa

 


Una certa luce a flettersi

 

di buon'ora bisticci con la lampo
t'insegue tiranno il tempo

una certa luce a flettersi nel cuore
fa strada a un dove che non trovi

perdurasse quel lampo che viene va
prima che lo fermi su carta ma

se non torna non ha "dignità"

raduni pezzi di un puzzle scombinato
nello sperdimento d'una stagione andata

 


Il carro dell'oro

 

sotto cielo aperto
una ad una
cadute le teste

a calcificarsi sorrisi ebeti
sul trasfigurato carro
dell'oro

 


L'oltraggio

 

perso nelle forme strane
delle nuvole mi sento
lontano da un mondo estraneo

assisto all'oltraggio
della rosa che si
perpetua

sono esposto alla vita

 


Nel vasto mare del sogno

 

nel vasto mare del sogno
galleggia l'immagine
di te esile scricciolo
a sussurrare all'orecchio
del cuore edulcorate parole

ritrovarci
nel nostro giardino d'infanzia
mano nella mano
impastati di sole a rincorrere
saltabeccanti piccioni
riandare alle incoscienti
acrobazie per i soli tuoi occhi

interrotte
dall'acuto richiamo
di tua madre per la merenda

smosse le acque del sogno
ora a svanire
da un oltre ti sento

 


Come asessuato angelo

 

sospesa nel vuoto m'appari
asessuato angelo
mentre in dormiveglia mi rigiro

giungerà mi dici squarciando
le nubi lui l'Atteso
ci sorprenderà come un ladro
a strapparci alla morte
carne della sua carne

e ruggine allora sarà l'oro

 


Il limite
(ad un materialista)

 

devi ammetterlo
come nave incagliata ti senti
bravo al più
nel leggere fondi di caffè

non certo alla tua portata
della poesia il rinnovato sangue
i frammenti di stelle la lucente
coda di cometa a cui s'attaccano
in sogno i bimbi

non certo quei misteri insondabili
che impregnano i muri di casa
con le anime dei morti
che abitano il tuo vuoto

non alla tua portata
quella profondità
del gran mare del sogno che
è vita che si lascia vivere

 


Nell'ora sospesa

 

quel giorno ti sbarberanno
t'infileranno il vestito buono
ma
non serve prodigarsi più di tanto
non restano che spoglie l'anima è già via

nell'ora sospesa
fisseranno compunti quel viso di marmo
mentre il tuo presente ha chiuso la porta

il pugno o la palata di terra
con la benedizione dell'officiante poi
a tavola com'è uso per dire la vita
continua

qualcuno forse già alticcio
leggerà con deferenza
alcuni tuoi versi trovati in tasca

restano in rete briciole di te

 


Già grande ti vedo

 

dai che ti porto alle giostre
finiti i compiti
promettimi
che prima di dormire
stasera dirai una preghierina
per quei bambini saltati in aria

-la larga macchia rossa sull'asfalto
nella liquida luce degli occhi
penetrare
in quell'abbaglio
fino al sogno-incubo

su
da bravo che ti porto alle giostre
ci perderemo nella
fantasmagoria di luci

ecco: già grande ti vedo

a risvegliarti domani
convitato di pietra
il Tempo

 


Aneliti d'infinito

 

è la vela rossa della Passione
a prendere vita nel tuo sangue spanto
nella luce

ti dai d'amore in aneliti
d'infinito
anima persa per rive sfiorite
negli occhi

 


Sfiorite rive

 

sfiorite rive
in cadenza d'anni l'azzurra
vastità di te solo

si svenano
in caducità di foglie i giorni
accartocciati
sul viale della dimenticanza

 


Vicolo

 

dolore antico
di donne in nero a segnarsi
se dal profondo si levano i morti
a dare infausti presagi

vicolo
inghiottito da un grappolo di case
appese a strapiombo

ricettacolo
d'umori ancestrali
in un tempo cristallizzato sospeso

 


Dammi l'abbrivio

 

dammi l'abbrivio musa
nel dormiveglia o
nel profondo fa che s'accenda
la mia casa di nuvole in verdi
cieli e alfabeti

sostieni quella
neo-nata struttura
arco di parole e suoni
che si parte
dal cuore a navigare
il più bello dei mari

 

[ultimo verso: da Hikmet]

 

 

A bocca piena

 

trucidata vita
dai lenzuoli di sangue nei telegiornali
un dire assuefatto freddo
che ti sorprende non più di tanto a bocca piena
che non arriva al cuore

-per quei bambini occhi rovesciati
a galleggiare
su un mare di speranza
la cui patria è ora il cielo

violata la sacralità
vita che non è più vita
vilipesa resa
quale fiore a uno strappo feroce
di vento

 

 

In una piega del vento

 

luce obliqua sui tuoi anni andati
sui tuoi fogli nell'aria sparsi

quale data incideranno
sulla tua lapide un giorno
non ti è dato sapere

ma sono degli uomini
le convenzioni
e scomodare kronos è eresia

rinascere in una piega del vento
senza guerre né odi
per la rotta del cielo

pindarici voli
che ti lasciano
le ali spezzate

 


Naufragi

 

il viso un libro
le pagine
gli io indefiniti
maschere che indosso
se non mi trovo

poi s'apre
il corpo -occhi
lapidati- nell'emergere
dai tanti me

 


Fantasia

 

dipingono il mio sonno i morti
veleggiando al chiaro d'una luna
complice sul filo
d'orizzonte
ricreando gl'incantesimi del
bambino in me mai perduto

veleggiano
discreti sul filo del respiro
entrandomi su dalle narici
con la barca di cristallo
dei sogni
le vele al vento per l'ignoto

 

 

Fantasia 2

 

la barca trasparente del sogno
dove ti porta?
palpiti
seguono la scia
uscendo dalla
camera della mente

immagini icastiche
gli argini rompono
del trasognato sguardo

 

Ulissidi

 

ulissidi e la vela della
passione su perigliosi flutti

intrisi di mistica luce
a sbraitare di gioia
il cuore
sull'orizzonte la terra
promessa

 


Un occhio di riguardo

 

un occhio di riguardo
per quei tralci che non
secchino anzitempo

-noi protendimento
dell'Albero che nei secoli affonda
le sue radici

un occhio di riguardo
ché a prezzo di sangue
fu il riscatto

 


Anamorfosi

 

del sognato
ricordi a brani
mentre l'io è anamorfosi
nella "valvola" del sogno

ti svegli e ti ritrovi davanti
a un te dagli enigmi irrisolti
un circolo vizioso
il tuo uroboro

ti appare anamorfosi
a volte
anche questa vita che imita
sempre più il sogno
nell'avvicendarsi degli anni
i treni persi
alle stazioni

 

 

 

 

 

Nell'infinito di noi

 

 

Dove l'angelo

 

falesie di pensieri
nella fragilità del giorno
quando alta
s'eleva la parola - dove
il senso di sé t'innamora

dove l'angelo
perde una piuma

 


Vaghezze di luna

 

vola nel sangue della parola
l'anima gemmante

un'alba cadmio
accoglie
in vaghezze di luna
l'erratico cuore

 


Cul-de-sac  (2)

 

tu che deambuli come
su inclinati piani
dimmi che vedi in questa
bolla d'alcool e droga
se mondi immaginifici o
sorta d'inferni

ti scagli sulla madre per la
giornaliera dose
tu potenziale omicida
su strade d'asfalto allucinate

ahi che non vede mai giorno
il tuo cul-de-sac
è rovi e croci
sangue pestato nei tuoi vaneggiamenti

 


Vertigine di specchi

 

un'incognita ti resta la vita
nebulosa sogno o cos'altro
che ti avviluppa in una bolla

o forse solo velo da strappare
col beneplacito del tuo angelo

vedi
alle spalle i frammenti di te
in una vertigine di specchi
aggrapparsi al vuoto
ricacciati
indietro
dall'unghiuta morte

 


Di luce l'abbaglio
(testimonianza)

 

colma la bocca
di luce l'abbaglio
della veste

sentivo nelle ossa un fuoco

come lazzaro
mi sono levato
e andavo leggero come nell'aria

 


Di fosfeni e nubi

 

a labbra di luce poesia mi desti
da assonnate rive

vaghezza
vi transita di fosfeni e nubi
ove intoccabili sogni
dimorano

 

 

Vivere in volo

 

fantasia questo vivere
in volo
nella liquida luce

notti acrobate
a fare incetta di sogni
per un'alba d'inchiostro

 

 

Blu marino

 

sciami di pensieri
sparpagliati
in riflessi di luna fantasma
ore dilatate un'alba fitta
d'inchiostro blu marino

altri me a sciorinare 
-tenerezze in sorrisi di fiori-
della vita anteriore

 


La tentazione

 

è innegabile
abbiano avuto debolezze i santi
prima d'involarsi

risalendo in strenua lotta
luce dopo luce
alla parte angelica

 

 

Il filo dei ricordi

 

aprire a ventaglio la mente
su pindarici voli e lucidi
sogni

vi ci trovi tra vaghe
nuvole un nugolo
di uccelli a farti corona
riportandoti
nel becco il filo dei ricordi
e i versi
amati e persi

 

 

Come monnalisa

 

dove trovarti nudità
di poesia tu assisa nell'olimpo
degli aedi
abiti forse nel puro
sguardo del neonato o nel bagliore
della lama
uscito da una novella di borges

imprendibile sei e sdegnosa
mi segui come lo sguardo
di monnalisa
esci dal quadro e
sguinzagli i malcelati sogni

 

 

Una certa luce a flettersi (2)

 

una certa luce a flettersi
nella dimora della mente:
quel tuo ostinato cercare
tra i naufragati ricordi
il volto amato
reciso dalle forbici del tempo

nell'assedio degli anni
oggi ti sorprendi
a dar corpo alle ombre

di fantasmi inanelli il tuo presente

 

 

Così la vita

 

sprovveduto senza guardia
andavi giù al primo colpo
quello non previsto
neanche dall'oroscopo

groggy ammaccato
ti avvitava l'umana giostra
come rivederti bambino
tra la folla la volta che
t'eri perso

così
a portarti in giro
su piani inclinati
la vita

 

 

Dai vetri

 

the per due ed un sorriso
ricambiando lo sguardo
sopra il bordo della tazza

dai vetri il fermento
con gli ultimi guizzi di luce
e un altr'anno alle spalle

altro non t'aspetti
non la bottiglia dall'oceano
tutto già accaduto

pure
tenti glissare
sui sussulti del sangue

 

 

Nell'armadio

 

a volte m'invita a visitarlo
lo spolvero lo lucido e
grato mi si apre in un sorriso
tutto denti
m'improvvisa una danza

indossa una maschera per
l'occasione

si sente solo
quando
le volte non lo considero
lo sento frugarmi nelle viscere
nutrirsi del mio sangue

fortuna ch'è un tipo da
acqua in bocca

 

 

Le tue case di vetro

(ad Antonia Pozzi)

 

vi specchiavi la verde età
fuggitiva
dipoi a trapassare i vent'anni
la freccia di cupido

ti abbeveravi nei cieli
di Poesia
dove ora svolazzano
senza tempo
bianche colombe le pagine
di vita

vergate fitte
al rango di passioni accese

 

[Luoghi dove ha soggiornato o abitato: Misurina, Pasturo, Milano.]

 

 

L'essenziale

 

molto dire con poco
degli elementi solo
un accenno come una
pennellata
lasciare immaginare
-l'acqua che canta alla fonte
lo specchio del ghiacciaio che acceca

non è detto potresti  rinvenire
come in sogno lucido
tra il soffice manto
il messaggio
di quel saggio abitatore delle nevi

“per una vita proba
l'essenziale”

 

 


Dal principio Qualcuno mi sognava

 

la mia essenza
si specchia
nel bianco di cieli anteriori

dove
a iniziare voli
in un battere d'ali fuggono
piccole morti

e ad abbracciare il sereno
quel ricucire strappi
nell'azzurro

io sto da sempre
nella scia d'infinito nascere

 

 

Guerriera di luce

(a Santa Madre Teresa)

 

toccato dalle tue scarne mani
il derelitto
come angelo passava nell'aria

guerriera di luce tu
ultima tra gli ultimi
facesti tua
del reietto la dolorante carne

il tuo annullarti
consegnato alla sacralità del giorno

 


Allunate derive

 

visioni aprono varchi
nel cuore ove fanno eco
i ricordi e allunate
derive trattengono
vibratile fiammella

resta indefinito
sogno o piuma di nulla
misteriosa fanciulla che si piega
nello specchio

 

 

 

Sinergie

 

sognare
immerso nell'azzurra luce
il sogno sono io disincarnato
che prove di volo inizio
falena contro il soffitto
col sembiante del fanciullo luminoso

ah quel senso d'onnipotenza
nel guidare
me stesso entro la via regia *
vedermi ospitale
dare udienza ai miei morti
che risalgono pare
dal mare
per "incarnare" il sogno

 


Vita contromano

(a James Dean)

 

il gesto del cogliere
la rosa sul filo del burrone
dove palpebra la luce
lo strappo
nella rete la smorfia che tradisce
quel mordere intestino

l'apparirti anamorfosi il mondo
che ravviva
non sai se deliri o sogni:

del tuo essere "bipolare"
ottenebrato splendere

 

 

In un levarsi di voli

 

scuce tempo Penelope sdegnosa
così noi a sfogliare le ore morte

fuori dal tempo uroborico
in un levarsi di voli sarà voce
del sangue a dirci che forse
non sarà stato che un sogno la vita

 


Complice la luna

 

entrare
nel labirintico specchio del sogno
dove inconfessate brame
si librano sul filo
di acrobate notti
complice una pettegola luna

 


Divagazioni

 

non vai da nessuna parte
quando dici
non siamo che manichini
in mano al destino -ce lo facciamo
in parte noi stessi

dovresti sapere che la vita
ha in tasca la morte e l'occhio
lungo oltre l'umano
orizzonte

in cospirazioni del nascere

come il puzzle di parole
neo-nate
a cui hai sospeso il respiro

custodite
in segreto
in luminosa nube

 


La misura del sogno

 

avevi l'occhio lungo tu
nel dire che la vita ricalca
le orme dei passi

altro sangue i destini
che ci unirono

sai:
nelle acque della memoria
oggi di te non cerco
che la misura del sogno

nell'ondivaga luce degli occhi
trasparenze

 


Una giornata di

 

suvvia eccedi
a chi pensi
dare la colpa
come si dice è stata una giornata
così

esageri se pare
ti si spalanchi
d'instabilità un baratro
viola in fondo agli occhi

 


Radici di cielo

 

ondivago in te l'oscuro
l'alterego che insaziato nutri
albero capovolto che geme
con radici intricate di cielo

ma è un esplodere di vita
l'aprirsi
del fiore

 


Il figlio

 

non più carrube Signore
torno a casa

non più miraggi
d'eldoradi

sì torno a casa
all'amore totale

indegno
sia io sgabello
ai Tuoi piedi

 


Nell'infinito di noi

 

il tuo volteggiare Nina
nelle stanze viola della memoria
-dicevi il reale non è fatuo
apparire o entrare nello specchio
dell'essenza evocando
palpiti di luce
di un tempo senza tempo

noi dal celeste palpito
dicevi- qui siamo
affratellati nel sangue
con la terra e la morte

 


Le vele del sogno

 

me ne andrei quasi di soppiatto
alle prime luci
mentre si fredda la tazzina
mai portata alle labbra

entrerebbe il vasto orizzonte
nei miei occhi azzurrocielo
il mare aperto
nell'abbraccio
delle vele del sogno

 

 

Briciole di poesia

 

anima
casa di mare
dove a frotte s'annidano
gli uccellini azzurri di Maeterlinck
a ispirarmi l'abc del sogno
a beccare briciole di poesia

ferve nel tuo cielo
un volteggiare
di fòsfeni ed ali


Maurice Maeterlinck, poeta e drammaturgo - 1862-1949
[Nella fiaba teatrale L'Oisseau Bleu (1909), ciò che rappresenta l'Uccello Azzurro è il segreto delle cose e della felicità.]

 


Rosa di paradiso

 

Tu fiore del mio sangue
dal profumo rosa di paradiso
perdonami se non c'ero quando
m'imploravi "Eli Eli"
ma si doveva sostenere
la lingua della Parola

e Tu
occhi rovesciati
chino sulle miserie
abbracciassi dalla Tua croce il mondo

 

 

 

Elegia

 

ora m’incolpi del mio silenzio?
e Tu dov’eri mi chiedi
quando a migliaia
venivano spinti sotto le docce a gas
Io ero ognuno di quei poveracci
in verità
ti dico
Io sono la Vittima l’agnello la preda
del carnefice quando fa scempio
di un bambino innocente
Io sono quel bambino ricorda

anch’io in sorte ho avuto una croce
la Croce
la più abietta la benedetta
ho urlato a un cielo distante Padre perché

perché solo mi lasci in quest’ora di cenere e pianto

 

 

 

Farsi ulissidi

 

ancora sorpresi dalla vita
ci trovi la morte

vivi
delle prime nuove
come nell'età
impastata di sole e illusione

o farsi ulissidi
nel ricucire vele
per respirare il salso
di aperti mari

 

 

 

L'ombra

 

meridiana a perpendicolo
poi eccola s'allunga
l'ombra oscuro specchio
che mi ripete
si spezza allorché riflessa
tra pigre nuvole nel lago

 

 

 

La vita nascosta

 

(Pasqua di Resurrezione)

in seno a cieli di cui non è memoria
dove nessun grido resta
inascoltato
è la vita nascosta

percepisco
il sangue mio elevato in fioritura
da acqua e luce primaria
benedetto

nel giorno del Signore

 

 

 

Nel giardino d'infanzia

 

risalgono dal cuore giorni analfabeti
a dire l'urlo della rosa
l'insaziato stupore

e i me stessi
a spiare
dalle crepe dei muri o
a giocare tra losanghe di luce

in un tempo che lento rimonta

 

 

Angeli di carta

 

gli occhi un po' stanchi
vedo nel mio cielo volare
gli angeli di carta di Rafael
mi pare udirne
il profumo i celesti canti

oh mi vengano in sogno
queste creature fiammanti
le fraterne ali
a coprire
le miserie degli umani


Rafael Alberti, poeta spagnolo – 1902-1999

 

 

Levante

 

levante del cuore dove
rinasci

la mente in espansione
la tua
empatia
tutto un mondo che trasloca
nel lasciare la casa del corpo

la penna tuo viatico
vita a fiorire
in un mare d'amore-endorfina

 


Come lo stelo

(Giovedì Santo)

 

primavera ha le mani
piene di fiori
ma come lo stelo
il cuore mio si flette
in arida aria

 

 

Le vele

 

le vele le vele
decantate dal visionario di Marradi
sui verdi mari del sogno
dove prende l'anima il largo

bianca schiuma ti spruzza
chiarore selenico
dipinge di poesia il cielo


Dino Campana, poeta, di Marradi – 1885-1932

 

 

Se segui la pista

 

raggio nella carne
l'altro che di te
preesiste

è avvolgerti d'ombra
il suo ritrarsi
se segui
col lupo
la pista del sangue

 


Senza titolo

 

fine del giorno
inargentata sul mare
-negli ultimi guizzi
di luce palpita
il cuore delle barche

e la vita? si perpetua
-la vita non può morire

impregnata fin nel verde
dei frondosi rami
casa degli uccelli

la casa è il secondo corpo
-così
strato su strato
i malli dell'anima

questo mondo
l'altro
-da cui beve energia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


FELICE  SERINO


PALPITI DI CIELO

2015



La composizione della luce



L'indefinito

è nello spazio delle attese
nel bianco del foglio
nel buco nero del grido di munch

l'indefinito
è nell'aprirsi del fiore
nel fischio del treno in un lancinante addio
nell'intaglio
dello scalpello su un marmo abbozzato

l'indefinito è in noi
sin dallo strappo
di sangue della nascita





Ancora a sorprenderci

dici non siamo che ombre
al sole della morte
indossiamo l'inverno
di un corpo caduco

ma dai muri il verde grida
in folti ciuffi e gli alberi
si cambiano d'abito e
al guaiolare dei gatti s'affaccia
pettegola la luna

ancora a sorprenderci
in fermento la vita

e tu che vai
filosofando





Sei altro

forse meglio l'attesa
a dipanare e sdipanare le ore
che l'appagamento
senza più desideri: il libro
di poesie fresco di stampa
fra le mani     e ti ritrovi
ora in una sorta
di vortice
le parole vive strappate
all'anima vagano leggere
non più
tue ma del mondo
mentre tu sei altro




Vele

acqua mutata in vino
perché continui la festa

così al banchetto del cielo
con l'Agnello sacrificato
acqua e sangue dal Suo costato
dal sacro cuore vele
le vele rosse della Passione
nella rotta del Sole
per gli erranti della terra




Nella fragilità dei giorni

un sé
perduto
nella fragilità dei giorni
e questa
insaziabilità dell'anima
da vivere come
una croce

laghi d'occhi vaganti
in cieli di spleen
sull'eco d'un io
espanso

e in sé disperso





Maremondo

gettato dentro il maremondo
a masticarmi kronos

avevo smesso di capriolare
in quel naturale mare materno

tornerò ad essere un grumo appena

come quando
impastato di una luce di mistero
mi fondevo
col respiro del cosmo





Sogno travestito

dove generi
giorni dissipati
dove non ti travolgano
le acque del dolore
la realtà è sogno travestito
da clown dal perenne riso
-dietro la maschera
una tristezza che
invade





Qui ci sta bene uno spazio

ecco vedi
la poesia deve respirare
nascendo dal bianco
innalzarsi come
cresta d'onda per poi
immergersi fino allo spasimo
in profondità d'echi e ancora su
con lo slancio felice d'un
enjambement

vedi
la poesia è una tipa
selettiva
sfoglia scandaglia spoglia
immagini le riveste a sua
somiglianza

porta
sogni e nuvole al guinzaglio





La Poesia

in luce di sogno
ti seduce la vita altra

nella dimora del sangue
veleggiano
navi di nuvole

un ventaglio di palpiti
apre la casa della mente





Nell'infinito di noi
(visione)

abbracci senza
mani
di corpi immateriali

i nostri
volti unificati

noi fatti d'aria

tu ed io

una sola persona





Il posto riservato

chi mai ti toglierà quel posto
da Lui riservato
secondo i tuoi meriti
altro è la poltrona
accaparrata a
sgomitate
trespolo che pur traballa
come in un mare mosso
finché uno tsunami
non la rovescia la vita





Le vene cariche di notti

(stato depressivo)

le vene
cariche di notti
a carpire vertigini all'abisso

laddove
è a confondersi col sogno la vita

il tuo imbuto a
risucchiarti





Echi d'infanzia

bacia il sole
immense distese a
maggese

così anche il cuore in
fioritura

con l'eco dei gridi
di ragazzini a frotte
tra sciabolate di luce

vedermi uscire
dal ricordo
nell'agitarsi in quella corsa
dei grembiuli come ali
in voli bianchi verso
casa




Nell'inquieto mio cielo

[ispirandomi alla figura di Giobbe]

nell'inquieto mio cielo
ferite gridano
il Tuo nome

disseminato altrove
fiorirà
il mio spirito

sì fiorirà

come nel cuore della pietra
la Bellezza
di angelica veste





Al crocevia dei venti

(la fatica dello scrivere)

magari ti soccorra
una voce fatta carne
scavata nel sogno
complice la luna

una quasi presenza
al crocevia dei venti





Gocce di sogno

navigare di nuvole pigre
nel cielo della mente
da queste aspettarti quasi
sprizzino gocce di sogno
come da mammelle

come nasce una poesia ti chiedi
e inatteso ti si offre
un appiglio in quel
dondolarsi del bambino al parco

ti lasci condurre come
un cieco e non sai mai
dove ti porta poesia





L'altalena

è poesia
quel dondolarsi del corpicino quasi
fatto d'aria e
avvertire l'alone di mistero
nella figura del nonno dietro
il giornale
-il confondersi
delle lettere all'occhio attento

nel suo sangue un tripudio d'azzurro
nell'affacciarsi l'emozione
di giovani voli





Da mondi di vetro
(visione)

da mondi di vetro
mi giungeva il respiro
di cieli anteriori
dov'ero sollevato
su ali d'aquila
dimora del mio centro
luce del sangue
lì custodita
in comunione col palpito
degli astri





La casa delle nuvole

cieli d'acqua e cavalli
d'aria

lì custodisco ore
sfilacciate e segrete pene
-oh giovinezza di deliri e
notti illuni

lì dove il turbinio
degli anni
è rappreso in un palpito
che nell'aria trema





La penna nella luce

(ad un agnostico)

e tu a ripetere
non credo nei miracoli
tutte balle
ma se sei in vita è già un miracolo
sai
che si perpetua nell'oltre

glissando sul tuo intercalare io
t'intingo la penna nella luce
scrivo per Dio e la sua gloria

tu segui pure le tue ombre
fantasmi che ti succhiano la vita





Luna park

ride la piccola Margot
alle smorfie del papà che si rade
"suvvia ti porto alle giostre" e
lei s'illumina di gioia e
poi a cavalcioni sulle larghe spalle
nella fantasmagoria delle luci

un po' ci si attarda
nell'aria ancora calda di fine settembre 
riverbera una miriade di
stelle negli occhi innocenti
mentre le nasconde
il resto del viso una montagna
di zucchero filato





L'ora che dall'alto

l'ora che dall'alto
giungerà come un ladro
ti troverà a mani vuote e
cosa dunque Gli offrirai
se non lune lacerate
dai cani della notte
e capestri
di nebbie
nel delirio dei giorni
e vomiti
esiziali
di una vita in perdita





Agli occhi del cielo

agli occhi del cielo
padrone dei tuoi beni
sarà la ruggine

quando avranno rovesciato
i tuoi forzieri gli angeli
della morte

e tu non avrai più nome

allora la tua casa vuota
sarà preda della gramigna e
di avvoltoi affamati

mentre a essere elevato
sarà il plebeo
che condivideva il pasto coi cani





Lettere amo indorare

finché loro ci sono
e hanno le mani nel sangue
quasi presenze

percezioni inconsce a ravvivarle
come in padella a fuoco vivo
galleggianti in olio bollente
dagli scoppiettanti schizzi

insieme a parentesi a guisa
di unghie-di-luna appena
scottate

ecco che il cuore
madido di luce
ci si nutre
 
invaghito di lettere appena
pescate
dall'inferno dell'olio





Allucinate visioni

la sensazione di cadere
in un vuoto vertiginoso

ma si era soltanto assopito

le voci confuse
della tivù si fondevano
con le sue allucinate visioni
di fosfeni

più netta la linea
di demarcazione
 
ora
che la sua testa emergeva
come da alti muri d'acqua





Munch

nel buconero
del Grido
spiralante la vertigine

la raccolgo dentro
un foglio

vedi

pesco sogni di ragno
rimasti
nell'intreccio della tela





Ricordo un angelo

da piccolo
ricordo un angelo
raffigurato al soffitto

con lui mi confidavo quando
la febbre mi teneva a letto

nell'azzurra volta
trovavo altre nuove figure
lassù nascoste
mute testimonianze
di mie visioni

così passavo le ore
pomeridiane
mentre una lama di luce
cadeva obliqua
dalle socchiuse persiane





Fiore nero

l'avvicendarsi degli anni a cogliere
il nero fiore della morte

i figli emigrati
in cerca di eldorado

e l'anima che ha perso pezzi del suo cielo

trasudano presenza della tua metà
le fredde pareti e

le lettere d'amore ingiallite
nel fondo del baule





L'inesprimibile

questo rebus
che sei
intreccio d'anima e istinto
sul bordo del tempo
vago sogno in te
specchiato
l'indefinito
di te

un sé
dilatato in cieli
ancestrali
dove l'esistere è il suo
pensarsi





Luce al tuo passo

(ad un figlio)

reinventati la vita

non t'accorgi d'essere
vivo per apparire

dai una mano di bianco
alla tua anima d'autunno

migliora la tua aura

fermati estatico
davanti ad un volo o l'esplodere
gemmante di un fiore

ringrazia il Signore

fai pace
con la vita che mordi e ti morde

è luce
al tuo passo l'angelo che
sulle tue orme cammina





Il tuo sangue che vola alto

(a Madre Teresa)

non ombra che occulti
la tua anima di piccola donna
immensa
come il mare
specchio alla bellezza

la verità è il tuo sangue
che vola alto
planando
su celestiali lidi

oltre

le sere che chiudono le palpebre
sul cerchio opaco del male

non v'è ombra a coprire
il grido di luce in te
gemmante





Sguardi e il tracimare

sguardi e il tracimare
di palpiti
alle rive del cuore

aria dolce come
di labbra
incanutire di fronde
nella liquida luce

Flebili echi di conchiglia

fai che voltarti
alle spalle ampie aperture
d'un livido cielo
dove gorghi
hanno succhiato linfa
ai molteplici io

ancora flebili echi
di conchiglia
dal mare aperto dei ricordi
che il sogno criptato
fa suoi





Finestre d'aria

fa strano guardarlo
mentre il bacio deponi
come su freddo marmo

dici sembra
dormire

se immagini di aprirgli
la spaziosa fronte
vedresti attraverso
finestre d'aria

come uccelli aleggiare
alfabeti felici
che dicono l'inesprimibile

il tuo
centro





Fine anno

semmai un aggancio
la mano del vicino
ora
che un senso di sperdimento
è la vita rivoltata
ma le volte che vi hai sputato

girovagare tra
luminarie e vetrine
ti richiamano all'incanto del bambino
mentre ti lacera dentro
la morte del clochard
sotto i portici nel gelo




Sogno di carta

alti muri
di carta
laceri strati e strati
senza via d'uscita
labirinti mentali
ove galleggiano improbabili
parole e voci
bagaglio d'un viaggio kafkiano





Mi piace il tuo garbo

(a mia moglie Angela)

ora dici mi piace
ancora il tuo garbo
e un pizzicotto mi chiedi
per vedere se non è un sogno
nel letto abbracciati
nel dolce tepore
l'attesa
che salga la luce e c'inondi
grati al cielo d'essere
insieme sembra anniluce
o primavere scandite che
han visto le nostre tenerezze i silenzi





Poesia si fa

è che poesia si fa da sé
nel seme del suo autocrearsi

è nella danza del calabrone sul fiore
nel gioco
della luce con l'ombra attaccata ai piedi
nelle parole bagnate in un lancinante addio

casa della poesia è dove nasce l'onda
la radice del vento il volo aquilonare
è vedo non vedo in una grazia velata

poesia è la bellezza
che tiene in scacco la morte





Casa di riposo

sono io oggi
ad imboccarti
al pomeriggio poi il solito
giro nel viale
lo scricchiolio delle ruote sul selciato
gli alberi vedi han perso la bella chioma
ed è ancora clemente il tempo
tu adagiata in una smarrita indolenza
riflesso 
nei tuoi occhi il cielo
t'asciugo con garbo un filo
di bava lucente
ora che non hai più voce
mi giunge eco di madre
mangia se stesso chi
non si dà





Funamboli

metti noi due
guardali
in bilico sulla corda
tesa dell'esistere
a contare gli anni come grani
nelle curve dei silenzi
gli abbagli nel vuoto del cielo
lo sporgersi sul tempo che viene

e le cicatrici di luna nelle
primavere risalendo in luce
da inverni amari di
catarro e croci





Se gratti l'argento

[ispirata leggendo "Finzioni", di J. L. Borges]

paradosso
temere di sparire se
gratti l'argento dello specchio

quasi
non t'appartenessi

realtà sfumata nel mistero

non sei che parvenza
sognata da un dio

nell'insondabile
suo cielo d'esagoni e sfere





Luce d'amore

carne che presto
si dissolverà nell'aria
occhi
che rideranno al cospetto
dell'Assoluto

il tempo è breve
delle ombre allungate sul cuore

invaderà tutto l'essere
quella Luce che addenti





Poesia ti libri

dal sangue un nascere d'ali
poesia ecco ti libri
in verde cielo d'alfabeti
dove l'anima si ascolta e
la vita si guarda vivere





Rosa d'amore

vita che ti attraversa
in un vento di luce

angelicato fiore
rosa che si schiude
fra cristalli dell'inverno






Auschwitz

impigliato
il cuore al filo spinato
sui prati di sangue

decorati dal fiore dell'urlo
mai dissolto nell'aria tremante
-grido
che cammina
nella memoria della storia

coperto dal velo
di pietà


^^^

Palpiti di cielo



Spleen

lei dagli occhi blucielo
inquadrata in un ritaglio del
tuo sogno lucido

ed è un morire dentro
percorrere
l'acciottolato d'un bianco accecante
che conduce al mare

e quel sorriso
a durare nel cuore
perdutamente altrove

ti fa il verso il gabbiano
planato
sulla tua isola di spleen





Il grido

ad un cielo
sordo ad ogni voce ed eco
appeso il grido
testa e croce ti giocasti l'anima
nel bailamme
d'un'allucinata notte
a simulare la morte




L'attesa

ti tiene in vita come a fine inverno
la primavera canterina

(non già l'appagamento
senza più desideri)

ti tiene in vita quel non so
che riempia i vuoti

(come il trepidare per l'uscita
delle prime poesie o
per il primo appuntamento)

ecco risuona l'attesa
come un'eco di mare

sei la vela che si gonfia di vento




Il lebbroso

alle sue spalle
un cielo bianco cadmio

e la figura
ieratica
a fendere la folla
chiudere le distanze

luminosa
Farfalla "vede" posarsi
sulle dolenti piaghe




L'indicibile

dove deflagrano
nude parole al di là
della scrittura
ho cercato nel calamaio del cuore
l'inesprimibile

ciò
che non può essere detto

ho cercato stanze
inesplorate
negli anfratti del mare

le voci
trattenute
nella gola del vento

l'indicibile
nella luce della bellezza




Ancora in volo

perduto in me
l'aquilone ancora in volo
dal tempo che
più che reale m'era sogno
la vita

ora forse nascosto
dietro le nuvole o
a giocare col vento

in cadenza di vortici
imprevedibili

come l'esistere




Nei fondali

per nulla mi separerei
da questa pena
nel macerarmi chino sulle parole
tra respiri di solitudine

-v'è un accendersi
di segni e strade
mentre attraverso l'inconoscibile
che in sogno spio

non altro anelo che questo
inabissarmi
nei fondali di fonemi

finché la morte
mi sorprenda
in un'emorragia d'inchiostro




Chiedilo alla luce

scrivere la luce
inginocchiato nella luce

inspirando bellezza
ch'emana
come da un tempo altro

pure
ami la luce
ferita:

chiedile
delle infinite crocifissioni

fattene guanciale
in notti di pianto




Divergenze

la luna
china sulle mie notti disfatte
di poeta in erba
a carpire versi da "urlo"
beat ante litteram
coi sogni di gloria nel cassetto
in cerca della parola
luminosa che "spacca"

e tu rivolto alla mia
"crisalide"
che andavi blaterando nel
citare la preistoria
carducci et similia




Un cielo ci nasce

dal peso mortale
un cielo ci nasce

penetra luce
nella ferita più fonda

siamo respiro cosmico
legati a una stella
di sangue
originaria armonia
che nel vivere si frange




Senza titolo

ora
il mio sangue si eleva
al battesimo della luce

vedi
sono fiorito

e la morte non la ricordo più

sono uscito da lei come da un fiume
di tenebra




Luce di luna

(l'ispirazione)

ti dai d'amore e in veste
notturna t'ammanti
all'occhio del cielo

in silente vaghezza
il tuo porgerti china
sul sangue che ridèsti

nell'essere mio: m'irradia
d'epifanie luce
di luna




A darti l'abbrivio

a darti l'abbrivio
sarà forse l'urlo
del fiore che s'apre

creare
è del funambolo senza rete o
è come andare su vetri

una parola un taglio




Resurrezione

rinfranca
il Tuo offrirti in croce
chicco che germoglia
in esplosione di vita

ma il silenzio del cuore
si fa abisso:
duemilanni e la pietra
sepolcrale come non fosse
rimossa:

al primo canto
a rinnegarti




Ti cadevano gli occhi

capre e cavalli di nuvolette pigre
in un cielo dilatato nel respiro
ecco da dietro l'angolo apparire
la ragazza dalla maglietta rossa
a fare footing nella luce
lattiginosa del mattino

poi t'accorgi d'aver solo sognato
-desiderio fatto pensiero allucinato-
e nel ritrarsi quel cielo
la ragazza s'è come sovrapposta
a quella vista la prima volta
al parco or sono trentanni

quando
dovunque guardavi
ti cadevano gli occhi su quella figura
esile nell'alone
di luce lunare

ma tant'è che stasera
ti "cadono" gli occhi davanti
al teleschermo




Controllare il sogno

è diventata la sua arte
ne sa uscire
e rientrare quando vuole
e secondo l'umore persino
programmarlo

mentre prende sonno
basta che si concentri
e in vividi colori le appaiono
pesci uccelli fiori
vasta varietà di flora e fauna
finestra su cui s'affaccia
un mondo altro

nel suo luogo di degenza
un bell'evadere dal grigiore è vivere
questo exo-esistere
parallelo

lei divenuta oggetto di scherno
un libro aperto
lei amica-madre dei gatti
col loro gnaolìo alla luna




Spleen 2

ali e croci dell'esistere
sono il veliero che attende il buonvento
sotto i mille occhi di un cielo allucinato
a farmi il verso un gabbiano
in volo da un dove non so dire




Blasfemìa

ricusi l'abisso capovolto
intriso
del Suo sangue

dall'orlo della luce
ti distanzi
in vaghezza dell'effimero

vanagloria leva al cielo
un pugno d'aria




Pasqua

del Suo olocausto
ha ribaltato il fondo
rovesciato la pietra
che teneva in scacco la Vita

-escono lucenti raggi
da acqua e sangue del costato

al canto d'osanna
l'angelo
si china sul giorno umano




Nell'anima bambina

come non ricordare il rifugio
del passerotto intirizzito
le mani a coppa e il caldo fiato

o il micino di pochi giorni
lucido di saliva
portato in bocca da mammagatta

come non riconoscere
le tracce lasciate
sul sentiero teatro di giochi
e l'acuto
richiamo della madre
la tavola apparecchiata
inondata da sciabole di sole

immagini vive custodite
nell'anima bambina

che ancora ti chiamano dal buio
fondo degli anni




L'estro

dicono abbia avuto
da piccolo
"familiarità" con le feci

-oddio! strillava la madre
e le comari:
-niente paura è roba sua

e già l'estro emergeva
ché ci scribacchiava per terra
tra losanghe di luce




I cieli del jazz

capricci di note
facce ondivaghe in acque del sogno
la nausea lungo
i corridoi di latrine
il gemito del sax le gonfie gote
tempo
rallentato avvitato
nel marasma di umori

poi il mattino li raccoglie
spugne
e l'anima della musica che attraversa
muri di separazione




Senza titolo 2

ho sognato d'essere
un bosco devastato

e in me cadevo
cadevo
con schianti d'alberi




Questo giovane cuore

(alla figlia)

capriolare nell'ante-nascita
tu rosa vestita per la vita *

tuffarti nell'azzurro e
respirare la poesia pura
d'incontaminati cieli vorresti

ah non debbano i veleni del mondo
-mio e tuo anelito-
intaccare questo giovane cuore


* termine preso in prestito dall'amico poeta
Raffaele Piazza




Schegge di stelle

a mitigare il gelo delle parole
che il tuo volto a volte
veste

non riesco ma a notte
quando
il tuo corpo s'apre a una luna complice
schegge di stelle mi
sorridono





Come in primavera

impoverito mi sento
quando
sfuggono a volte le note
di quell'aria struggente che alberga
nell'anima e
-breve appagamento
di fioriture e voli-
nelle ore vuote m'accompagna
a sprazzi

pure ritorna
rivivendo in letizia
come in primavera la chioma di verde
a ornare quell'albero triste
-superato il morso del gelo




A volo d'angelo

il nero asfalto il lenzuolo
i nasi all'insù l'attico
al ventesimo
depressione dicono

autopsia perché:
se non s'è
tirato un colpo
si è "solo" spaccato




In un angolo remoto

la vita d'un uomo
nella luce degli occhi

i paesi esotici i mari
che ha varcato

a barattare per nuove
esperienze
la vecchia pelle
di coriaceo ulisside

ma si passa una vita
intera
senz'ancora conoscersi:

in un angolo remoto
l' ombra da tenere
al guinzaglio




La Musa

dove inginocchiata è la luce
lo spirito contempla

come un incantesimo
la novità di lei la tua corda
sfiora

accordando
il tuo vagheggiare

s'anima il tuo cielo
in volo d'angeli

e febbre
è la parola




E' bello sognare

come tirare su
un secchio di ricordi
custoditi in fondo al tuo cuore

come riesumare
i tuoi morti
aspettarti da loro fausti presagi

o l'apparire
di vagoni di nuvole e lunghi
corridoi di porte chiuse

dove ti sembra essere stato




Vita sollevaci

vita sollevaci
dall'ignavia dei giorni
-serpe mimetica

fa che non sprofondiamo
in questo buio di stelle calpestate

le addomesticate coscienze
fanne bottiglie
a navigare mari di speranza

e
come un fuoco
vivo a forma di croce

giunga
il messaggio
della tua sacralità




La parola essenziale

non altra che quella
l'unica
annunziata
che la mente arrovella

fanne cuore e centro
il raggio renda armonico il disegno
senza
ne urlerebbe la trama

il sangue fatto
acqua




In quest'aria stagnante

pensando a te vedo
il vuoto di una porta
e dietro la porta ricordi
a intrecciare sequenze indistinte
sogni e pensieri asciugati
mentre un sole
di sangue s'immerge nel mare

in quest'aria stagnante
come un olio passa
la luce
sopra il dolore




Antinomia la morte

ritenere antinomia
la morte - la tua

come un abbaglio o un
trapassare di veli

e nel distacco
quando
il mondo senza più te sarà
impregnato della tua essenza

" leggerai" il tuo
necrologio
pagato un tanto a riga




Vanagloria

vita che mi mastichi
mia vita
dagli equilibri spezzati
e anse d'ombre
dove annegare il grido

difendimi
dal mio profondo

uccidi in me quel capriccio
aureolato
solo
da esibire




Volare basso

volare basso
per dare tanto con poco

lei a volte si cela
nello specchio o nel buio del divano

luce affebbrata
la parola che ti tiene avvinto

celeste fuoco




Dal giardino dei sogni

forse quando
il tuo orizzonte è a chiudersi
sullo scenario del mondo
e tutto è consegnato all'evidenza
della fine

dal giardino dei sogni
ti strizzerà l'occhio
ancora qualche verso

lo vergherai in fretta
su un tovagliolo al bar
prima che si disintegri nell'aria

come i tuoi io
dagli anni risucchiati




La nudità del sangue

pindarici voli
leggevo nel tuo cielo
e i tumulti del sangue
in cadenza di note
sul pentagramma di sogni
rubati e franti

oltre quel fatuo fuoco
è ora un discendere
nel tuo specchio
incrociare la nudità del sangue

dal profondo ti vedo
riavere il cielo
veleggiando sicuro

ed è la corazza che indossi
a darti la forza del perdono

laddove
ti appariva debolezza




In linfa d'alfabeti

manca poco possano piovere
lettere
nel tuo sogno controllato
e tu
ti veda
riflesso in pozzanghere
a cogliere parentesi unghie-di-luna
e il grido
delle a le sospensioni delle e

poco manca
sia la musa un donarsi in linfa
d'alfabeti
di cui s'imbeve il tuo sogno
lucido




Spleen (2)

lo scoglio
e tu
come un tutt'uno
quasi sul ciglio
del mondo avvolto
in una strana luce

labbra di cielo
questo
contatto di sole

vedi nell'aria
marina
un gabbiano planare
su una solitudine
che ti lacera
all'infinito




Un dove

trafitto
da ustioni di luce
quasi a difesa avvolto
in un mantello di vento

vano
interrogare un dove

in bianchi cieli
l'angelo è di pietra

l'anima un buco
nell'immenso




Quell'uomo che

quell'uomo che
"incurante"
della tempesta dormiva

che ha diviso il mare
che è uscito dalla morte
squarciando i cieli

quell'uomo che
se il granello
di senape non muore

uomo-dio fattosi
bambino ed ultimo
Dio incarnato

trascinato dal cielo
dal peccato




Asimmetrici voli

parole
colte e frante
nella febbre d'un grido

aperte ali dei sensi
contro
pareti di cristallo

scrivere sul sangue
di un sogno kafkiano





Kandiskij

sfilacciano sogni
di ragno
graffi di luce

a destarti un'alba
bagnata di colore

quel giallo
spalmato
nel canto della tela




Dall'oblò

la poesia quella di lungo
respiro dà vertigine

è come
prendere il mare e non vedere
che l'orizzonte e mai la terra

le immagini vedi dall'oblò
del cuore sovrapporsi
fare ressa e

infine sbarchi
boccheggiando
col mal di terra

 

Felice Serino

 

TRASFIGURATI ANELITI

 

 

 

2014

 

 

E' da giorni

 

è da giorni che

persiste una visione

come di creatura uno scricciolo che

voglia nidificarmi nella testa

decido di adagiarla

sul bianco della pagina-lenzuolo

con la delicatezza d'una nutrice

quasi ne tremo ed è

un tripudio del sangue

come chi trovi un tesoro

 

*

 

 

Nuova poesia

 

non dirmi

che questa in grafia minuta

è "inconsistente" come

la mia "collezione di farfalle"

 

cielo grigio si riflette

negli occhi

 

-unforgettable

 

piove l'immagine

di te attraverso il vetro

mentre

 

il marciapiede si allontana

 

ho da dare i miei occhi a quel che passa

 

*

 

 

La Porta

 

similitudine è la Porta

 

l'attraversa chi sa

riconoscerLo

 

incendiato da

Spiritosanto

 

*

 

 

Rinverdire

 

aria screziata

d'umori anonimi

in un rigurgito

rinverdire dell'anima

dissolta quasi nel bailamme

biancore di cieli

dove annegare

il grido

 

*

 

 

Pensieri annodi

 

pensieri annodi a questo giorno andato

t'infili in un sogno

bucando il nero della notte

 

*

 

 

Sogno travestito

 

dove tu generi

giorni dissipati

dove non ti travolgano

le acque del dolore

la realtà è sogno travestito

da clown dal perenne riso

-sotto la maschera

una tristezza che

invade

 

*

 

 

Il poeta

 

immerso nel suo elemento

onirico

custodisce perle di parole

nelle stanze della memoria

dove con sangue vivo

la fantasia dipinge

cavalli d'aria e arco-

baleni

 

*

 

 

Eldorado

 

aneliti annodi al tuo giorno

novello ulisside

voci di conchiglia echi

si fondono

col sangue in luce

nel sogno di eldorado

rammendi la tua vela stracciata

 

*

 

 

Divagazione sulla fisica

 

[Poi come una macchia anche questa vita

sparisce senza traccia.

Durs Grumbein]

 

ti convinci che l'io sia

un riflesso condizionato

-e il mondo? il mondo dell'occhio

 

l'Io-sono è l'Orologio cosmico

e non è più un mistero la particella

detta il bosone di Dio

 

una danza di cellule e -incredibile-

una montagna di materia contenuta

in un cucchiaino!

 

*

 

 

Critici

(semiseria)

 

ti mettono a nudo sulla pagina-lenzuolo

ravvivano il grido di luce

della parola sofferta

concepita nelle viscere

ove hanno asilo le lettere del sogno

vanno con la lente fino

all'intimo pertugio

ti spellano rivoltano

risalendo al lampo

della musa

dove regna la parola annunciata

hanno l'aureola da edotti

sotto i soli bianchi delle lampade

 

*

 

 

Nell'indaco cielo del sogno

a Walt Whitman

 

(rifacimento di una poesia del 2000)

 

nell'indaco cielo del sogno

odo l'aedo

cantare le tue odi

con sottofondo di musica celeste

mentre

fluttuante nel mare d'erba del cielo

tornato fanciullo ti vedo

giocare coi capelli di Dio

 

 

 *

 

 


 

In divenire

 

appoggiato alla spalliera

d'aria del divenire

tu -

arcoteso

futuro anteriore o

tempo che ti mastica

sangue del pendolo

 

*

 

 

Memoria di volo

 

conserva memoria di volo

l'angelo caduto

nostalgia d'un'armonia

familiare che strugge e

taglia l'anima in due da quando

invidioso del bene il fratello disse

andiamo pei campi

 

*

 

 

Vita contromano

 

(a James Dean)

 

teso sul grido

d'una vita contromano

animo di ragazzo bruciato

a perderti in un oceano di

spleen

brami ti visiti in sogno

nel risalire dagli anni

la dolce madre

-profondità celestiale-

le dita affusolate

nei capelli

 

*

 

 

Nell'arco degli occhi

 

andare come su cocci

la pelle dell'anima

tesa come tenda

oltre le stanze viola della mente

vedere

infine quel male oscuro

uscire dal tuo specchio e

il fiore della grazia

aprirsi a ventaglio

nell'arco degli occhi

 

*

 

 

Sulle labbra

 

(ad un interlocutore immaginario)

 

come dire ferire di penna

tu a dileggiare il vero

intingendo nell'azzurro

eludendo l'angelo

 

poi svanirai nella luce

anche tu

qualcuno al tuo capezzale

forse potrà leggere il verso

più bello

sulle labbra morenti

mentre invochi la madre

 

*

 

 

Altra veste

(rifacimento di una poesia inizio 2014)

 

un vedermi lontano

io che vesto parole

di carne

alfabeti di sangue

da me lontanissimo

ché ad altra

sembianza anelo

per voli su mondi

ultraterreni

 

*

 

 

La notte laterale

[rifacimento di una poesia del 2006]

 

è il gravitare dell’ombra

che ti segue a lato

o l'orbitare dell'unghiuta morte

questo saperti

enigma

vederti come

in una vertigine di specchi 

a scalare la notte

 

*

 

 

I ricordi del cuore

 

quel po' di stordimento dopo

un bicchiere di troppo e

la vita che scorre al contrario

la brezza marina la mente a vagare

resuscitando fantasmi

ti risalgono dal profondo abbozzando

la smorfia del pianto

il loro grido a confondersi

con quello dei gabbiani

bianche creature danzanti

sulle onde crestate

che a beccate ti sembrano 

straziare

i ricordi del cuore

 

*

 

 

Anelito

 

vorresti davvero

buttare tutto alle ortiche

anche questa maschera che indossi

e

nullificato il peso

del mondo sbalestrato

tuffarti nel blucielo

a corteggiare le stelle

tutto che ti lega di terreno

così si disferebbe

come la tronfia ruota da

pavone

di quest'io a cui credi appartenere

 

*

 

 

 

Magnetici occhi ha la notte

 

(a Hemingway)

 

[rifacimento di una poesia del 2002]

 

come una morte tenuta in vita

questa vita

compagna la bottiglia

che almeno stanotte allenti

quel suo morso

a ricucire lo strappo infinito

domani un colpo e

ti adagerai nell'ombra

occhi in liquido cielo

capovolto

 

 

 *

 

 


Forse un angelo

 

a trascendersi in me

è forse un angelo

nel punto dove l'anima vibra

come diapason

e in un mutevole cielo d'occhi

mi asseconda

a snudare la bellezza

da frammenti di parole e suoni

 

qui nel mio sangue

ecco si leva il fiore

che non so dire

 

*

 

 

 

Anche tu a precedermi

 

 

(all'amico Flavio)

 

anche tu a precedermi

sulla via dell'Inconoscibile

 

piena la valigia

avevi di falci di luna

e di balenii di vergini aneliti

 

te ne disfacesti insieme al corpo

per "vestire" una verità nuda

 

oggi dallo scrittoio del cuore

a te mi volgo

e i tuoi versi mi suonano

come una profezia

 

*

 

 

 

Oasi di verde

 

 

sul lato opposto un po' d'ombra

il solito giro poi

la panchina il libro

oasi di verde da respirare

vaghezza di nuvole a riflettersi

sulla pagina

e i gridi

dalla vicina scuola

di chi anela alla libertà degli uccelli

e la ragazza a fare footing

tempo quattro minuti tondi

e ecco da dietro l'isolato laggiù

ti rispunta la maglietta rossa

 

*

 

 

 

Come una sospensione

 

 

aria dolce della sera

unghia di luna

sovrastante

la linea cielomare

questo sentirsi

come in sospensione

un sognarsi altro da sé

a dilatarsi in un

ignoto spazio

mentre la vita impone

suoi ritmi

 

*

 

 

 

Ali di farfalle

 

 

sono emerso da profondità oniriche

come da abissi senza scafandro

lì ho incontrato i miei morti

 

la luna si bagnava nei loro sguardi

dai sorrisi spiccavano voli

improponibili farfalle

ali enormi mi avvolgevano

in un senso di pace

mentre mi perdevo

nei loro vertiginosi colori

come in un quadro di kandinski

 

*

 

 

 

Nel chiuso della stanza

 

 

le mosche assassine della mente

nel cantare il Tuo nome

nel chiuso della stanza

 

ah più breve sia l'arco

che da Te mi separa

e da questo naufragio di sangue

la Tua mano mi tragga

 

*

 

 

 

Sarebbe forse un cadere

 

 

sarebbe forse un cadere in demenza

meno devastante

che questo abbuiarsi del sangue

mostro della mente che

come un gioco m'intrappola

in un giro vizioso ed io

a mordere il giorno

come sfuggirgli dove nascondermi

uscire da me stesso

annullarmi

ah trafiggetemi stelle mare avvolgimi

nel tuo fresco lenzuolo

oggi è un penare che non sostengo più

 

*

 

 

 

Un levarsi d'ali

 

 

stato celeste antimaterico

in sogno un levarsi d'ali

fiammante fiore

di sangue

disincarnato

 

*

 

 

 

Fiore di sangue

 

 

vuoi bastare a te stesso

il tuo "assoluto" è polvere

che abita nella bocca dei morti

pazzia fare a meno di Lui

quattr'ossa in croce

altro non sei nella vastità di cieli

ma a un tempo quel fiore

di sangue del divino

in te profuma e canta

-urla la radice se la strappi

 

*

 

 

 

Le radici del cuore

 

 

[Spunto tratto da una poesia del 2005]

 

cogliere una piccola morte

nello strappo di radice

dove altra ne nasce

dal suo grido

 

cogliere l'inesprimibile

di questo morire

che s’ingemma d’eterno

 

 

 *

 

 

Deliri

 

in buona compagnia

dei saltabeccanti piccioni

raccoglieva torsoli di mela

tra i rifiuti e

biascicava versi improbabili

parto dei suoi deliri

 

nel nosocomio

conobbe una sua pari

portava con sé dei versi

di campana e una foto sgualcita

 

lampi di visioni

a mordere giorni di macerie

poi un mattino li trovarono

abbracciati le vene recise

che già sorvolavano cieli

sconosciuti ai mortali

 

*

 

 

Il giorno a schiarire

 

il giorno a schiarire

risalendo

con gl'occhi della memoria

ad arcobaleni e

transiti propiziatori

riscoprendo quel vento che

nel suo azzurro vortice

risucchi lo sprofondo d'apatia e

rigonfi le vele per

l'avventura

 

*

 

 

La vita a raccontarsi

 

volti

galleggianti sul mare del sogno

nella composizione

della luce

aprirsi di corolle

palpitanti anemoni

la vita

a raccontarsi

con la bocca dei morti

col sangue delle pietre

 

*

 

 

Sale la luce

 

(a Dario Bellezza)

 

alba d'un bianco cadmio

che annega i sogni d'una notte

famelica di corpi

alle spalle

di quest'ombra che ti pesa sugli occhi

sale la luce che ti tiene

avvinto

all'arida ora dei vivi

 

*

 

 

Quel che sono

 

(ispirandomi a Nicodemo)

 

sono quelle immagini

che in me parlano

a consegnarmi a un io

vissuto come in sogno

 

nell'avvicendarsi degli anni

m'inerpico sulle spalle

di quell'io di ieri

per vedere il mondo dall'alto

 

*

 

 

La salita del cielo

 

(a San Pio)

 

ti sogno muta presenza

china sull'ora esangue

 

apre

in me la salita del cielo

una strada inondata

di noetica luce

sanguata della passione

di tue piaghe

 

*

 

 

Fiume d’echi

 

fuoco delle attese dove

anime si cercano e

nell’aria liquida

voci annoda il fiume

di luce e ricama

sospiri

 

*

 

 

Il lampo

 

livida luce a torino

questo cielo che non promette

la testa sul libro e dei versi

che vengono a torturarmi

alla mia destra in panchina

il fumo di un tizio s'inanella

grazieadio sottovento

in soccorso il lampo verrà

della musa a posarsi

colomba sulla mente aperta?

 

*

 

 

 

Quel nugolo

 

più quel nugolo

di mosche assale il mio "desco"

più il mio cuore Lo cerca

allo stremo d'una impari lotta

 

sparire vorrei le volte

che nei sogni mi vedo

un giuda

il cappio a oscillarmi davanti

 

può la pianta ripudiare

la radice?

e la corolla che s'apre nella luce

odiare la luce?

 

*

 

 

Cieli di cobalto

 

segmenti

di luce schizzati dalla tela

a colpire i sensi

in forma di danza

ad accendere i sogni:

all'orizzonte

lungo le rive degli occhi

cieli di cobalto

venati

in prismatico chiarore

dal grido giallo di kandinski

 

 

 

 *





 

Il guardiano

 

il mostro è guardiano

del labirinto interiore

 

oh quale dispendio

della mente in sudari di calce

anelante alla riva

primigenia del sangue

 

l'angelo è di cenere

dove grida

la carne

le ustioni della luce

 

*

 

 

 

Spazi aperti

(a Danilo Dolci)

 

palestra di vita

a formare allievi

aperto seme

l'anima che s'infinita

nei colori del cielo

 

sognavi la "città terrestre"

di là delle notti

che si spaccano alla volta

del cuore

 

al rango della luce

spazi aperti

sognavi

per un'alba che sa di nuovo

 

*

 

 

 

La maschera strappata

 

ti scoprirai alla fine

vulnerabile

offrendo il costato alla lancia

dell'amore

 

dallo squarcio il sangue redento

non ti darà adito

di scaricare

la tua croce addosso al vicino

 

la tua maschera

la strapperà per sempre

l'amore che ti av-vince

 

*

 

 

Non era questa la vita

 

non era questa

la vita che volevi

bambole in panno lenci un amorino

più avanti negli anni poi

il male che covava nascosto

 

sedicianni:

vita breve ma abbastanza per dirci

se davvero hai amato e quanto

 

da angeli ora sei accolta

lì nella casa del cielo

non bambole o un amorino

per il tuo non-tempo

nel mistero di luce corteggi

le stelle

 

*

 

 

Luce ed ombra

 

luce ed ombra rebus in cui siamo

impronte di noi oltre la memoria

forse resteranno o

risucchiati saremo

ombre esangui nell'imbuto

degli anni

 

guardi all'indietro ai tanti

io disincarnati

attimi confitti nel respiro

a comporre infinite morti

 

*

 

 

La separazione

 

alla fine del tempo

è come ti separassi da te stesso

in un secondo ineluttabile strappo

simile alla nascita

quando

ti tirarono fuori dal mare

amniotico

luogo primordiale del Sogno

stato che

è casa del cielo

 

*

 

 

Questo improbabile azzurro

 

(risposta da un corrispondente immaginario)

 

che ne so di questo

improbabile azzurro

rarefatto e mutevole

scandaglio il mio tempo-clessidra

di sangue emotivo

attendo

giungano da un dove un'eco

un nome

guardo in fondo

al pozzo degli anni

l'ombra dei miei io perduti

o semmai vi tremi

sospeso

l'angelo che dici

 

*

 

 

Conosco le voci

 

conosco le voci che muoiono

agli angoli delle sere

 

conosco le braccia appoggiate

sui tavoli nel risucchio

delle ore piccole

l'aria densa e le luci

che lacrimano fumo

 

e lo sferragliare dell'ultimo tram

la nebbia che mura le strade

 

conosco

i lampi intermittenti della mente

i singulti che accompagnano

quel salire pesante le scale

la morsa che afferra e non sai

risponderti se la vita ti scava

 

e il freddo letto poi fuori

dal tunnel

un altro mattino

 

per risorgere o morire

 

*

 

 

 

Nomade d'amore

 

la Tua luce

abita la mia ferita

che trova

un lieto solco

nel suo risplendere

 

Tu

a farti bambino ed ultimo

 

per accogliere

il nomade d'amore

dalle aperte piaghe

 

*

 

 

 

Uno di quei sogni

 

quando sai

essere un sogno e ne esci

 

o vorresti trattenertici

 

trovandoti davanti a un mare

sconfinato

fasciato di luce

vivissima

 

dai colori caldi

da far vibrare

l'anima e i sensi

 

quasi un flash

 

frammento di sogno

vigile

 

come fosse solo dipinto

 

*

 

 

 

 

 

 

 

(c) Felice Serino

 

 

 

 

 

 

 

 

FELICE SERINO

 

 

FRAMMENTI DI LUCE INDIVISA

 

2014

 

 

 

 

Docile alle Tue mani

 

docile pasta alle Tue mani

plasmami secondo il Tuo volere

 

sgabello di gratitudine ai Tuoi piedi

 

farfalla lucente di Tue piaghe

 

 

 

 

Sono anche altrove

 

d'albore un tenue rosa

anelito d’espandermi

in fiorite di cielo

 

 

 

 

 

Particella

 

noi siamo tra l'angelo e

la bestia mi dici sciorinando tesi

astruse ma dove lo metti il

bosone di Dio così bene immerso

nella materia: l'infinitesima/infinita

particella che ti trascende è il

tuo Tempio e brilla di luce

propria

 

 

 

 

 

Allo scoperto

 

(a Francesco futuro Santo)

 

uscire nudo allo scoperto

un morire al mondo

spoglio

di alibi-corazze

il cuore che risale

in luce

sue macerie

la vertigine del tempo vuoto

 

 

 

 

 

Alzheimer

 

i suoi giorni

come un vortice di foglie

a dilatare deliri

gioca

con le ombre sui muri

vuole afferrare

la biancaluna

incorniciata nella finestra

 

alle prime luci riaffiora

un barlume

di quell'io bifronte

che ha perso la strada di casa

 

 

 

 

 

L'esistente

 

è dall'origine

della foglia la foglia-madre

così della parola

il cuore la luce

Verbo che muove

i mondi

il dio in noi

la bellezza dell'oltre 

 

 

 

 

 

 

Anelito

 

(a Sant'Agostino)

 

uscire dalla gabbia

di carne e fendere l'azzurro

con revisionate ali

lasciarsi invadere

dalla luce del Tuo volto

fulgente più di mille soli

 

 

 

 

 

 

Al parco

 

(fuori da un periodo depressivo)

 

vade retro male di vivere

nuova luce

di orizzonti leggo nello sguardo

dell'anziano sottobraccio nella

macchia di sole a farci isola

ora che nuovi

m'appaiono i semplici gesti

un sorriso una parola

forse questo

il senso mi dico

Lui ben sa

"utilizzarmi" al meglio

va-de re-tro mal du vivre

ti riconosco dal tuo odore

acre ti ricaccio nel buio

fondo

 

 

 

 

 

La luce buona

 

riempire vuoti

di cielo

cogliere la luce degli occhi

una mano tesa

nel bianco grido

del vento

 

 

 

 

 

 

A lato del cuore

 

non voltarti

indietro - mi dico -

percorri lo stretto

marciapiede a lato del cuore:

nel profondo di te nel buio

di stelle calpestate

ascolta il grido

verticale

 

che da caduta si fa preghiera

 

 

 

 

 

 

Una spalla di luce

 

non ricusare mi dice

questa spalla di luce

e se ho lasciato

che ti perdessi è perché 

dal tuo fondo mi tendessi le mani

 

non sia tu di quelli

"che non si voltano" e hanno

fumosa aureola

appoggiati alla

spalla di luce che

è l'Io sono

 

 

 

 

 

Cerchi sull'acqua

 

sospensione lucente

 

petali vellutati fanno

cerchi sull'acqua

 

si staccano voli

dal tramonto

 

 

 

 

 

Nell'aria vegetale

 

si aprì il mattino azzurro

nell'aria vegetale

come un mare nel seno del cielo

e da una costola

per lui Egli la plasmò

dalle sinuose forme

a far tondi gli occhi vogliosi

d'un amore tendente alle

stelle

 

 

 

 

 

Più d'una vita

 

l'insistente 

mostro della mente

e l'embolo d'ombre

e quanta

morte in questa vita

più d'una

a far nascere

ali

dove sanguina

la trasparenza

 

 

 

 

 

 

Il preesistere

 

[ripresa da una poesia datata]

 

e tu a chiederti il perché

dell'effimera bellezza del fiore o

della breve luce che vive la

farfalla

 

e del preesistere

d'ogni singola specie non dici

che si sa nominata  

e trasfigurata è oltre 

quell'orizzonte dove 

continuano

il mare i gabbiani nel fondo degli occhi

 

 

 

 

 

 

Ulissidi

 

[ripresa da una poesia del 2011]

 

veleggiare verso lidi

dell'Origine

impastati di luce

alchemica

in fondo agli occhi 

aperti mari 

dei sensi

 

 

 

 

 

 

Far posto all'angelo

 

dev'esserci forse un angelo

alla mia sinistra

e sì che per natura

non sopporto nessuno da quel lato

camminando per strada

che non sia una benefica presenza

 

chi mi accompagna nella luce

declinante degli anni

non sa di dover fare

posto all'angelo

 

che provvido

mi aiuti a scalzare 

ogni giorno la morte

 

 

 

 

 

 

Quei versi persi

 

[nel percorso col bus verso Brescello]

 

poi di ritorno a sera

carta e penna o se vuoi tastiera

il bianco che ti fissa

e ti ci perdi

un muro

la mente un muro

provi con un verso

impreciso poi un altro

ma no non era così

che l'avevi pensata

eppure ce l'avevi tutta lì

come una cantilena tra veglia e 

sonno negli occhi la confusa

striscia bianca sulla destra

ed eri in uno stato di

tortura-goduria

trattenendoli ancora quei versi

ma ora niente

un muro la mente

risucchiati da un buco nero 

 

 

 

 

 

 

Borderline

 

[ispirata a un'altra mia poesia a tema sociale]

 

la tua carne dolorante

tu crocifisso alla

sopravvivenza

non un tetto un letto d'amore

i figli 

sconosciuti

cieli caduti nel fondo degli occhi

ti perdi 

tra i rifiuti dove

sembri cercare brandelli 

di quella vita che ti ha tradito 

 

 

 

 

 

 

Cieli bianchi

 

cadute virgole

dalle pagine dei giorni

come un assordare di cristalli

 

poi brividio

di luna nel cerchio delle sere

cieli bianchi di silenzi

 

a propiziare un appiglio

per reinventarsi

la vita

 

 

 

 

 

Mio sangue alato

tu come un’esplosione
all'aprirsi del fiore

vita: mio sangue alato

ah sentirmi avvolgere
nel risucchio del vuoto
tuo affamato




Nuvole vaghe

le nuvole vaghe a guisa di pegaso
o capra e in pacato risveglio
il sangue del tuo ieri connesso
alla vista del bimbo nel levarsi
dei piccioni in volo davanti
ai gridolini acuti e
più a lato
della piazza il vecchio
in carrozzina
tornato bambino a ricordarti
l'esistere parabola
di carne
nel pulsare dell'universo
e il conto degli anni
i voli pindarici del
sognare




Cieli indivisi

i voli pindarici e
come in sogno il passato
divenuto memoria di voci
impalpabili essenze
residenti in un altrove
di cieli indivisi




Vita di mare

stare circoscritto
nel tuo spazio ti sta stretto
assumere come l'acqua
la forma
del suo recipiente ti deprime
aneli come la sorgente
alla sua foce
amalgamarti coi fondali marini
conoscere
l'alfabeto dei pesci
gli anfratti i fatti
del giorno dispute e amori
coordinate d'una
vita di mare in divenire
le tempeste che tengano
l'anima tesa sul grido
come achab




La tua stagione
(a Rimbaud)

in echi d'inchiostro
verde virgulto tu
esploderai

vergini pensieri
incolli nel tuo cielo
ispirati a scandire
la tua stagione
età dell'oro e
"maledetta"




Non mandate a chiamare
[rifacimento di una poesia del 2012]

quando il mondo continuerà
dopo di me

non mandate a chiamare prefiche
che versino lacrime sul
contenitore del corpo-contenitore

e a chi vi dirà lui non c'è più
fategli pure uno sberleffo
com'è giusto che sia



Il tuo detrattore

come a dire quello
del "tu pensa per te"
l'alterego che
va col lupo seguendo
la pista del sangue
lo stesso che ti seduce e
lo sguardo svia dagli occhi
forti della luce




Il tuo detrattore 2

quello che
in un buffo di vento
fa orfano di stelle
il tuo cielo

dimora dell'angelo
compassionevole




Luce annoda

luce annoda le voci
nell'aria liquida
fuoco delle attese
dove
anime si cercano

-un fiume d'echi

 




Simile alla vita

simile alla vita il morire
mi dici
naturale ma strano se ci pensi
vi si entra con uno schiaffo e
se ne esce con una
manata di terra

con un io ridimensionato
m'immagino di sparire
come chi in sogno segua
una successione di stanze
allora uccelli vedrei uscirmi
dalla testa
nel becco i versi d'una vita

 

 

 

(C) Felice Serino

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Felice Serino

 

UN LEMBO DI CIELO

 

2013-2014

 

 

 

Cercate di conservare sempre un lembo di cielo sopra

la vostra vita

Marcel Proust

 

 

 

e sento che l'Io per me è poco - qualcuno da me si sprigiona ostinato 

 Vladimir Majakovskij

 

 

 

 

 

D'azzurro

 

delirio di luce

d'azzurro

 

dell'anima

cerchiata di spine

 

 

 

 

Il quadro

 

lo vedi meglio a freddo da fuori

se non preso nel vortice della

sindrome di stendhal

meglio

che non lo stesso

autore immerso e perso

nella sua creazione

il sangue sparpagliato nei colori

 

 

 

 

 

Momento di estasi

 

la felicità

è in braccio al vento

 

brucia questo tramonto in un volo...

 

 

 

 

 

L'angelo porge una gomena

 

l'angelo porge una gomena

di avemarie

all'anima che approda

-vela stracciata-

sulla riva del cielo

-dove ogni linea s'annulla

 

 

 

 

 

 

Un appiglio

 

[Studiando una poesia (in questo caso propria) può venirne un'altra e forse un'altra...]

 

giorni sui precipizi 

vivendo 

in braccio a capricci del vento

 

... un appiglio sarebbe il cielo 

a rinascere 

in echi d'inchiostro?

 

 

 

 

 

Marina

 

sull'onda bianca della pagina 

inavvertita la musa 

come un'ala si posa e 

si china discreta

a ricreare di palpiti un vago

sentire di mare

 

 

 

 

 

Vortice

 

sospeso in un limbo

gelatinoso o

risucchiato nel vortice

di porte girevoli...

 

affidarti a una 

mano di luce per

uscirne...

 

 

 

 

 

Nell'ultimo

 

a Madre Teresa

 

di Cristo mi graffia

la bellezza

 

tocco

nell'ultimo la sua

dolorante carne

 

 

 

 

 

Il versante celeste

 

una luce pensante

di sorpresa

visita il cuore

sul suo versante celeste

da sempre in attesa

-in traslucere 

d'anima arresa

 

 

 

 

 

Mistero in me

 

mistero in me

io nel mistero

la vita come un'ostia

di luce

levata ad affermare

il suo ri-crearsi

la forza segreta

di stupire

il suo amare lasciarsi

scoprire

 

 

 

 

Il mio posto

a David Maria Turoldo

 

nella tua costruzione

Signore dove

metti il mio tassello

 

quale

il mio posto:

 

sia pure

l'ultimo - ma 

come Tu disponi:

 

indelebile

profumerà 

per Te il fiore

del mio sangue

 

 

 

 

 

Il versante lucente

 

espandermi

su quel versante lucente

perduta armonia 

dove poesia era il profumo 

del mare

mare aperto

 

 

 

 

 

Alta Engadina

diario [mentre "mi" scrivo spiando

il mondo da qui tra terra e cielo]

 

è il caso di dire 

un bianco

da ferire gli occhi

la parete del

ghiacciaio 

riflettente una luce

quasi

ultraterrena

 

a bucare la notte

-mentre qui 

mi scrivo

 

 

 

 

 

Condizionale

 

vivi al condizionale

vorrei farei... 

(i segnacci rossi che 

portavi a casa

scambiandolo col congiuntivo) -

privilegi il fantasticare

al condizionale 

dando forma al sogno

così potrebbe 

il fiume

risalire la corrente

camminare

sulle acque

si potrebbe...

 

 

 

 

Chi siamo

 

caduta la carne

svelati a noi stessi

(resteranno graffi

nel cielo a presenza

d'un vissuto stuprato):

 

non più un vedere attraverso

uno specchio in enigma 

dove l'essere si aprirà

in fiore

 

 

 

 

Giro di luna

 

giro di luna bivaccante nel sangue 

baluginare d'albe e notti 

che s'inseguono

dentro il mio perduto nome

per le ancestrali stanze un aleggiare 

di creatura celeste 

che a lato mi vive nella luce 

pugnalata

 

 

 

 

Il nessun luogo

(leggendo "Predario", di Giorgio Luzzi)

 

cominciare da qui per un

mondo più prossimo alle 

origini -

 

il nessunluogo

eletto

 

 

 

 

Altra veste

 

vedermi lontano

io che indosso parole 

di carne

e alfabeti di sangue

 

... altra veste mi attende

 

 

 

 

La ricerca

 

uscire 

dal porto -il cuore in mano-

issare la vela della

passione

dietro lo stridulo

urlo dei gabbiani

tra le vene bluastre del cielo

foriero di tempesta

squarciare

nel giorno stretto

il grande ventre del mare

che geloso nasconde

negli abissi

i suoi figli

 

 

 

 

Il capo reclino

 

i cadaveri dei giorni di festa

 

-la spada 

di damocle 

dell'impermanenza 

che a volte ti spiazza 

a strozzare 

la gioia -

 

immaginarsi ("bella" 

prospettiva) fuori 

dall' "impasse"

attraverso il sogno della morte

il capo reclino 

sul foglio

graffiato da versi 

"congelati"

 

 

 

 

Nessuna strada muore in cul-de-sac

 

(Condivisione)

 

sentire

i fiori bisbigliare

col vento

all'unisono

un intonarsi

di voci sole

un respiro

solo -

svolìo di farfalle

sui colori

a inseguire

il fiato del giorno

 

 

 

 

Gonfie le vele

 

gonfie le vele

a soffio di preghiera

per l'ultimo porto

 

 

 

 

Come se

 

vivere come se

non ci fossi

 

non riconoscerti come

il fuori del tuo dentro

 

-il corpo ad

accompagnarti

 

 

 

 

La tentazione

 

(a Padre Pio)

 

estenuante lotta sanguinosa

poi alla luce ubriaca

del nuovo giorno ecco librarsi 

sull'umano

azzurra ala la parte angelica

 

 

 

 

L'offerta

 

vagheranno le nostre ombre

la sera sulla terra

quando non saremo più

inavvertite

si chineranno sul fratello

come offerta

di perdono ad un'offesa

legata al sangue o alla lama

della parola

-balsamo sul cuore

inconsolato

sarà l'angelica

ala

 

 

 

La condanna

 

(a tutti i carcerati e alla loro metà)

 

 

bianco urlo dell'altra metà del cielo

 

(tempo scandito

a elaborare: 

due prigioni - di qua di là 

delle sbarre

-patteggiare dell'essere

con lo stillicidio che squaderna le ore)

 

dal fondo del mondo

luce ferita dove è terra

di nessuno

 

dove il cappio 

oscilla

 

 

 

 

Scampoli di vita

 

tra le pagine del cuore

sfogliate dalle dita del vento

passano bluffando con la morte

scampoli di vita

 

non può dimenticarci

la bellezza

 

 

 

 

Ali

 

riscattare le ali

contro l'ingiuria del tempo

risalire

luce dopo luce

a un'alba rossa di vene esplose

 

 

 

 

Brandelli d'amore

 

dammi Signore

un collante di passione

 

-atto di fede

che snudi il giorno-

 

per fissare nel blucielo 

brandelli d'amore

 

pezzetti 

di me

 

 

 

D'un sogno

 

casa sul mare dove vidi

la luce

sulla porta un ritaglio di cielo

a visitarmi i miei morti

venuti sembra

dal mare

sorridermi mentre 

mi vedono

con naturalezza librarmi

falena contro il soffitto

 

 

 

 

 

(c) Felice Serino

 

 

 

 

FELICE SERINO

 

Da: D’UN PRESENTITO CHIARO D’ARMONIE

(2013)

 

 

 

d’un presentito chiaro d’armonie

d’un trasognato dove vivi e scrivi

 

tuo credo

 

. .

 

... aspettare di nascere uscire

da una vita-a-rovescio

 

 

 

Io non devo scordare

che il cielo

fu in me

 

Antonia Pozzi

 

 

 

 

Questo Sogno

 

nel momento

che questo Sogno si disfa

della carne che lo veste

 

convertendosi in

cristalli di luce

 

... una nuvola di uccelli

uscirà dal suo arioso

cranio

 

a glorificare il Signore

 

*

 

Luce catartica

 

uscire dalla notte

con passi nuovi

con occhi nuovi

 

bagnato di Dio

 

*

 

Nel sangue della parola

 

[scritta a Capodanno 2013, a 26 mesi

dalla morte di Alda Merini]

 

nel sangue della parola il canto

tuo del tuo amore

per la vita

segregata incompresa crocifissa

 

nel sangue della parola

l'azzurro

canto della "follia" che sale

dalle sbarre di carne dei manicomi

 

nel sangue della parola il grido

dell'innocenza violata e dei

diseredati che tu amavi

tanto

 

*

 

Dedica

 

credimi alda: a te io canto

con un'ala spezzata

 

(prendere il volo

vorrei - oh sì vorrei...)

 

sul sangue della bellezza io canto

d'un presentito chiaro d'armonie

 

*

 

Ave Maria

 

il nuovo giorno si china

sull'azzurro tuo manto

 

bagnato mi so della tua

grazia - Gospodine *

 

* in croato è la Madonna

 

[Pola, agosto 2011 / Torino, febbraio 2013]

 

*

 

Il Sé l'enigma

 

limitato il senso del

chi siamo

 

"per speculum in aenigmate"

 

sarà il prismatico Sé

-dentro- a sognarci?

 

*

 

Vita a rovescio

 

sarebbe vita a rovescio questa

perché

gli ultimi saranno i primi?

 

considerare tutto

vanagloria?

 

capovolte anche le

apparenze

 

non abita qui la trasparenza

 

*

 

L'immagine specchiata

 

l'uomo "affamato" grida

la propria fame di senso

 

... finché nella luce

inaccessibile

-che smemora il finito-

non combacerà col Sé

l'immagine specchiata

 

*

 

Forgetful

 

ti supera la luce - non

ti appartieni che in parte cerchi

 

nel sangue l'immemore

tuo nome

 

*

 

L'Irrivelato

 

Lui l'Irrivelato si fa trovare

se provi a squarciare la

maschera che indossi

 

fino a trasparenza - a farti

piccolo

 

così

sarà come trovarti

in una selva di gridi:

 

lepre braccata

dal suo amore esclusivo

 

*

 

Kronos

 

fratto il Tempo

 

non più riflette

lo specchio - esser vivo

quasi una finzione

 

Sogno congelato

dove si piega

il cuore

 

-senza remissione-

 

*

 

Coma

 

(esperienza di pre-morte)

 

sta per sfociare la vita

nel mare di luce - un rapido

sguardo di là in un tempo sospeso:

come un batter di ciglia: non era

quello il Disegno

 

*

 

La visione

 

ancora sono sogno e inizio

di pensieri e sento

un angelo con l'ali

vellutate coprirmi...

 

nel bianco silenzio

allagato di luna

mi do d'amore mia "fuga"

nell'intima mia essenza

sorda al mondo...

 

*

 

Canzone

 

[ispirata a una poesia del 2006]

 

spiove luce

di stelle e in cuore

echi di pace-

vedermi in tutto

col mio sognare

il vissuto

vita sognata

 

... spiove luce

di stelle stasera

guardare gli anni

in cuore spogliati

 

*

 

Verticalità

 

dolore non solo quello

da carne-urlo animale

(orizzontale) ma sublimato

negli assi della croce

nel divenire guardando

su dove conduce

Passione per la porta stretta

 

*

 

Al nostro centro

 

come in sogno ci desteremo

in un'altra maniera * -

giungeremo

al nostro centro dove

in eterno si brinderà col sangue

della passione al desco

dei martiri e dei santi

-amen-

 

* "dimensione" espressa in un verso di Pessoa

 

 

 

<<<

 

 

ALTRI VERSI

 

 

Per lunga aridità

 

(drastica soluzione

disincagliarsi dalla vita

prenderla "per il collo")

 

per lunga aridità

creativa c'è chi

si autoelimina

 

*

 

L'escogitare

 

(leggendo Montale)

 

l'escogitare non è sapere

 

nulla sappiamo

altrimenti sarebbe dissoluzione

 

 

(si sta come in sogno

in una sala d'attesa)

 

*

 

Il poeta

 

(semiseria)

 

a tratti l'anima

ora esulta ora si perde

nei bui corridoi delle parole dove

una quartina balenante e poi indistinta

vuol farsi luce ma quasi per sfida

inafferrabile si fa

gioca a nascondino con lui sorpreso

di trovarsi senza carta e penna

risucchiato in vortici di sogno...

ahi! sprovveduto poeta che non sa

raccogliere in tempo un sangue vivo

 

*

 

La potatura

 

(a Pablo Neruda)

 

(in terra d'araucaria

è luce che tarda a congedarsi

il tuo poema mai finito)

 

non rami tagli ma versi

a carpire luce a quel sole

d'un generoso Iddio

e maturare frutti sanguigni

dolcissimi come

gli abbracci dei ritorni...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

FELICE  SERINO

 

 

IN SOSPESO DIVENIRE

 

 

-Poesie dell’ impermanenza-

(d’un presentito chiaro d’armonie)

 

 

al di fuori di me -

io stesso luogo-non-luogo –

mi espando

f. s. 

 

 

DISTACCO

 

farsi fragile foglia

appoggiata ad una spalliera di vento

 

 

 

EVANESCENZA

 

in trasognato sfarti figura

 

                  -quasi rito-

 

t’invetri

   incielata diafana

 

 

 

COS’ E’ IL MARE

 

non puoi spiegarlo

alla bimba dagli occhi di luna

se non l’ha mai visto prima

 

se non è rimasta rapita

dal ricrearsi sull’acqua

di riflessi dorati

-ed è poesia…

lei può solo sognarlo – il mare –

come una carezza di vento

salato e spazi

aperti e voli…

 

vederlo nel proprio cielo

alla stregua in cui s’immagina

un altrove

chiamato paradiso

 

 

NASCITA

 

come appena

emerso

 

da naufragio di sangue

a luce

ferita

 

rosa

del tuo fiato - madre -

 

 

 

CONVERSIONE

 

(sfogliando la fine anni ’60)

 

una luce pensante

di sorpresa

visita il cuore

che si è negato all’altro

da Sé

al suo versante celeste

-per giorni spavaldi

da cucire sulla pelle

 

(ora è un coniugarsi all’opposto

il restarvi connesso

è l’attesa

-in traslucere d’anima arresa-

che Colui che t’invita ti dica

“amico vieni più avanti”

-cfr Lc 14,10)

 

 

 

 

NEGAZIONE DELLA MORTE

 

inargenta sul mare la fine del giorno

 

sapere che Qualcuno

da sempre mi conosce

 

 

notte d’ossidiana ora m’avvolge

 

io

non posso morire

 

 

morire alla vita…

 

*

 

VORTICE DI FOGLIE

 

distrazione

del Supremo – dici – la nostra parte

mancante? ovvero caduta

d’angelo nel mare-mondo?

 

non siamo

che un vortice di foglie...

 

ma se il precipitare

in se stessi è in vista di risalita

(alla notte

segue il giorno)

 

allora non esiste

–sai- chi potrà recidere

questo cordone ombelicale col cielo 

*

 

VITA CHE TI SVELI

 

assisa sul bordo della luce

vita che abbracci

infiniti orizzonti

vita riflessa

che non sai dire se vivi

o sogni

vita in esilio finché abiti nel corpo

vita genuflessa

a adorare il sole-maja

di luce

che apri la fronte del giorno

vita-vuoto affamato

 

sii te stessa

“vita fedele alla vita”

 

 

… rigenerata dalla Croce

Vita che ti compi

che ti sveli

 


 

 

AMORE E’

 

Amore è una parola a rischio *

 

un irradiarsi di cieli…

 

esaltazione

al calor bianco

 

o

come un lungo gemere

di vento impetuoso

 

-sottile

“privilegiato“ dolore

 

dimora di sole e d’ombra

-dove disarmato

è il cuore

 

* Nelo Risi

 

 

RADICI

 

potrebbe accadere che a volte

ti domandi

se ti trovi in un sogno o

un déjà vu

 

un sentirti perso – fuori

dal tuo centro – quasi senza

un io reale

 

… e in quel frangente

aggrapparti con l’anima

a radici del cielo

 

-come ad una madre

 

 

 

NON E’ CHE UN PERPETUO TRAMARE

 

la vita ha in tasca la morte

-siamo noi

divino seme:

 

non è che un perpetuo

tramare

“cospirazioni” del nascere

 

miracolo d’amore

 

 

“COLUI CHE INTINGE…”

 

1.

“colui che intinge con me nel piatto”

 

… non si estingue questo fuoco

che passa per la carne del cielo

-il mio abbracciare dalla croce il mondo

-il tuo trafiggere nei secoli

questo Cuore senza più sangue

 

2.

di giuda è piena la storia – tu

guardati intanto da chi

credi un amico:

è quello che con te condivide

il pane la luce l’obliquo raggio

degli occhi

 

 

IL ROVESCIO

 

capovolte

le apparenze

 

... se era questa la vita - ti chiedi -

figura d'un sogno che

se stesso sognava...

 

 

 

VERTIGINE DEL CERCHIO

 

vertigine e chiusura

del cerchio

 

compasso che gira sulla punta

per mano dell'angelo personale

                           

 

... l'uscita dal cerchio

 

-nella luce

 

 

LA BELLEZZA DELLA ROSA

 

[ispirata da una omelia]

 

le tue scelte abbiano

profumo di Paradiso

-anche se

verità attira

l'odio del mondo

 

la bellezza della rosa brilla

del sangue sulle spine

 

 


-Altre- (Poesie d'occasione)

 

 

 

L’ EGO

 

1.
ovattata vita
di chi l'altro non "sente"
-muro eretto
con impasto dell'ego

2.
inutile imbiancarle
le pareti pregne di dolore
-sale silenzioso l'urlo
fino al cielo

 

 

SOGNO UN MARE D’ERBA

(a Walt Whitman)

 

amo le tue odi dolce vecchio

Whitman -

un lampo ed ora ti vedo

tra nubi giocare coi capelli

di Dio Padre (tu ritornato

bambino) - ed ecco

ti si ricongiunge l'ex

"allievo" - il profeta *

barba-di-luce - fluttuante

nel mare d'erba del cielo

 

* Allen Ginsberg, che s'ispirò a Whitman,

morto il 5.4.97

 

[poesia del 2000, ripresa nel 2012]

 

*

 

PAROLE

 

mi chiamano dal fondo

parole

dove il sangue ondeggia

 

mi guardano

ancora senza carne

 

parole nate

con quel vuoto

d’un arto amputato

 

(orfanezza di non essere

intere mai)

 

ricercate per una

metafora felice

 

*

 

IO ERO LA’

 

(nella ricorrenza dell’11 settembre)

 

quasi un assentarmi da me (stato

catatonico davanti allo schermo

(auto-

difesa inconscia per non viverlo

quel momento?)

 

-ma io “ero” là

tra vite spaginate nell’aria:

 

io presente-assente

stagliato contro un cielo stravolto

 

 

… e in me

 

cadevo

 

 

COME IN SOGNO

 

[a chi è affetto da attacco di panico]

 

come nel sogno quando

a quattro zampe ti trovi

-impotente-

a graffiare la terra in salita

 

 

(… poi la libertà del risveglio

mentre ad allentare

la morsa è quella

impressione di morire)

 

 

 

ALLA MENSA DEI POVERI

 

[ispirata da una intervista in tv

il 21.10.12]

 

-nella vita chi non si dà muore

mangia se stesso- la saggia

ultraottantenne (cuore fanciullo)

sentenzia servendo

ai tavoli con fievole voce quasi

d’un fiato

 

luogo ospitale dove tutti

-alla buona- ci si dà una mano: sono

per un piatto caldo ma non

vogliono pietà –

 

 

(incorniciati nella finestra dai vetri

appannati sagome d’alberi

senza chioma nell’autunno

inoltrato – al caldo

la nuvola di vapore dalla cucina offre

un che di magico di familiare)

 

 

 

NELL'AZZURRO RIFLESSO

 

(ad un corrispondente immaginario)

 

un altrove in me ride sereno

-ti scrivo oggi col cuore

 

come vorrei -in quest'ora benigna-

che la sprezzante tua penna

s'intingesse

nell'Azzurro riflesso

dove sputi

 

 

 

 

GLORIFICARE LA LUCE

 

(a un martire della cristianità)

 

complice il buio: a perdersi fra

le cose i gesti - nessuno

ad ascoltare il Grido - Dio

dov'era...

 

nessun canto d'angelo

-il suo cadavere trafitto

sulla punta delle stelle

 

 

UN SENSO

 

                        vorrei con le parole aprirti

                        questa vita come una mano

                        Franca Mancinelli

                        da "Mala Kruna",  Manni 2007

 

se sei in ritardo sulla vita

sulla sua "tabella di marcia"

 

... alza gli occhi al cielo

datti un senso

 

 

la vita una

 

pensaci

 

aggiusta il tiro


 

 

 


© by Felice Serino

 

 

 

 

 

Vacuum Mag 0 - Material - 25 _ Felice Serino

 

| Nascita | (2012)

 

come appena

emerso

 

da naufragio di sangue

a luce

ferita

 

rosa

del tuo fiato - madre -

 

.

 

[Translation by Susanna Decio]

 

as just emerged

from a wreck of blood

 

to the light

to a wound

 

pink

of your breath - mother

 

 

http://www.vacuummag.com/issue-0-Material/25_felice-serino.htm

 

 

 

 

 

                      

 

 


Felice Serino


CASA DI MARE APERTO

2011


Tutto è per essere altro da sé
Plinio Acquabona
(“L’architettura diurna della luce”)



Casa mia di mare aperto, anima antica ritrovata
Piernico Fè





IN QUESTO RIFLESSO DELL’ETERNO

(lettera)

credimi vorrei dirti che quanto 
avviene anche là avviene
oltre le galassie oltre
lo specchio dei tuoi occhi amore
anzi certamente è presente
da sempre in mente dèi
imbrigliati noi siamo in un tempo
rallentato
noi spugne del tempo
assediati da passioni sanguigne
credi mia cara che quanto
avviene semplicemente
lo rappresentiamo
sulla scacchiera del mondo
noi essenze incarnate
in questo riflesso dell’eterno
dove l’anima si specchia

mentre ci appare infinito
mistero la vita - miracolo
tutta questa luce amore
che ci attraversa



DELL’OLTRE IL DOLCE SENTIRE

dell’Oltre il dolce sentire 
apre sogni e lune

mi è specchio il cielo



L’ALTROVE

questa casa di vetro 
eretta sulle nuvole
concepita forse in sogno
sai cara
si sta di un bene qui
l’erba folta alle caviglie
uscendo nel sole
vieni



ULISSIDE

noetica luce 
a trapassare aneliti

su aperti mari dei sensi



DA UNA PARABOLA

"non puoi servire due padroni"

scrivere con la luce
la vita la morte
vestire
di primavera i gigli

non così l'uomo 
che preso
nel vortice delle cose
scrive su sabbia l'avere

-nel cuore la paura
del bambino




NOSTOS

Siamo... fatti di orizzonte
Andrea Zanzotto

in lampi di visioni
un altrove

vita sognata
con occhi di cielo

il sangue ad ascoltare la verde
età 

fuggitiva




COME UNA MADRE

irradiata
benevolenza
da madre cosmica:

fragili creature
a suggere luce
da poppe del cielo



DEJA' VU

e ci sorprendiamo
a un viverci addosso
noi gli occhi riempiti di luna
smaniosi di un certo
non-so-che
quando tornano le stagioni
delle promesse di luce e voli
i luoghi onnipresenti
fra lampi di memoria
un cancello uno sguardo
rubato oh l'emozione
di quei momenti impressi nel 
sempregiovane cuore
gonfio di vissuto
ora sorpreso da una lacrima
mentre fluttua lieve in uno stadio
di sogno che sa di eterno



L' INVITATO

ho sognato che l'ultimo giorno
era anche il primo della mia 
nascita in cielo come stella
-o se atomo o fiore non so dire
ma ero più che mai vivo-
che annullato ogni affanno
mi vestivano da festa angeli belli
giacché quel giorno ero io 
l'Invitato - anche senza
esserne degno -



 

NEL CERCHIO DI DOLORE

 

nel cerchio di dolore

tiri in ballo Lui - ed è sì umano

quel "Padre perché m'abbandoni"

occhi rovesciati e veste

di sangue -

            tu cerchi una via d'uscita

abbracciando freud

            non giovanni

 

 

FOSFENI

 

a Maurice Maeterlinck,

drammaturgo

 

è finestra sul cielo

il cuore invaghito a carpire

fòsfeni lampi

 

tu custode

dei sogni - dal cuore puro -

ti libravi come

i tuoi uccellini azzurri

che "si nutrono di raggi di luna"

 

e

si espandono

                 nell'Inconoscibile

tra svolìo di ali...

 

 

"DAI TETTI"

 

chi a invadere il campo

"uomo"

se non Colui che a te

in libertà si concede

            (nessuno "incapace"

            del suo amore immenso)

 

vedi: la vita non tarda a guardare

che in un senso: "dai tetti

in su"

 

 

 

VENNE A TROVARMI LA POESIA

 

venne a trovarmi la poesia

come un vento lieve

a frugarmi le pieghe dell'anima

io mi sentivo un folletto vagante

nei recessi del sogno

sul filo sottile delle emozioni

ondeggiavo

su quell'alito di brezza che

guidandomi verso stanze inconsce

mondi paralleli mi apriva

 

d'una cosa soltanto

ero consapevole:

che dalla febbre del mio daimon

ero divorato

 

 

 

SI DICE DI AGOSTINO

 

[Al Dottore della Chiesa

il quale dava da "masticare" il Verbo]

 

si dice di agostino - era forse

un sogno? -

gli fosse apparso un angelo-bambino

che voleva raccogliere

con una conchiglia

tutto il mare in una buca

 

la morale tra le righe: nulla è

impossibile a Dio

 

(prima che passasse

nell'aria e fosse

aureolato

da giovane agostino era

un dissoluto)

 

 

FRAGILE PALPITO

 

in una selva di gridi

come lepre btaccata

dal tuo incondizionato amore

 

Tu che governi i cieli

"bisogno" hai di me?

 

 

perché pungoli questo

fragile palpito

 

fino al sonno della morte?

 

OLTRE IL VELO

 

nulla si disperde

 

la banca del cielo

a custodire i fondi -

bagaglio di vita

dolore-amore

 

 

nulla va

perduto - chiusa

l'ultima pagina

di vita

 

bagnato di Dio - oltre

il velo - sarai

al suo appello

 

presente

 

 

 

L'OFFICINA

 

[ispirata dalla definizione di sé

di Quasimodo: "operaio di sogni"]

 

più la insegui e più

ti sfugge - l'ispirazione - farfalla

multicolore o bolla di

sapone che ti scoppia nelle mani

 

puoi lasciare ti visiti

quando non te l'aspetti

si levi questo sole interiore

in sogno o ancora nel dolce

dormiveglia prima che sia giorno

come un bianco palpito

 

 

... ti alzi la mattina ed è quasi

un miracolo

il silenzio dell'officina

 

 

 

DI UN DOVE

 

di un dove

d'un altrove

 

            striscia

            di luce verde la mente

 

l'interrogarsi serpeggia

si morde la coda

 

 

MARE DENTRO

 

riverberi maja di luce

 

rosso schermo dietro

gli occhi (te supino) in

barbagli a lenti

                    tratti

 

le vene del mare coniughi

con geometrie

di gabbiani sul filo arcuato

d'orizzonte

 

questa vastità

di cielo e mare

dentro - le

anime del mare -

 

 

... come perdersi

 

 

[Pola, 6 agosto 2011]

 

 

 

 

COME UN IRRADIARSI DI CIELI

 

Amore è una parola a rischio

Nelo Risi

 

 

Amore è

 

come un irradiarsi di cieli

anteriori

 

esaltazione al calor bianco

 

o

pane impastato con lacrime

 

un lungo lungo gemito più

che sospiro di vento e foglie

 

casa del sole e delle ombre

 

dove disarmato

è il cuore

 

 

 

CONGETTURE

 

1.

si vive

per approssimazione

 

si sta come

d'autunno...

            (vero

ungà?)

 

2.

o

dall'origine

scollàti dal cielo

a vestire la morte?

            (... fino

al fiume di luce che

ci prenderà e saremo

un'altra cosa...)

 

 

-non questo intendevi (forse)

 

congetture

            divagazioni

 

 

... ma lasciami sognare

un sogno che non pesa

 

 

 

ALEPH

 

1.

nell’oltre non c’è ombra

-lo sai- ombra che ti possa

nascondere allo sguardo

 

è una chiarità che t’attraversa

non come qui che guardi

per speculum in aenigmate

 

2.

lì non si consultano dizionari

né atlanti: sei tu la biblioteca

il motore di ricerca

 

-alfabeto voce conoscenza- :

nel Tutto tu sei e tutto

è te – (l’aleph del poeta cieco)*

 

3.

è dove ti si svela ogni

contrario - la vita non è prima

della morte

 

 

* Jorge Luis Borges

 

 

 

AVEVO PERSO LE CHIAVI DI CASA

 

(conversione del non più ragazzo e non ancora uomo)

 

le formazioni delle nuvole che

promettono pioggia

 

... dai recessi una voce

catartica

a sovrastarmi a farmi

piccolo

 

la faccia contro il cielo

mi ritrovo

"assetato"

 

 

 

LADRO DI PAROLE

 

[l'ispirazione della poesia]

 

la farfalla immagine-pensiero

sotto la volta del bicchiere

-della cattura l'ebbrezza ma d'un solo

attimo e poi il volo...-

la destrezza nel carpirne la luce

frangente nei colori -

l'inavvertito suono

 

 

 

NOI ANGELI

 

sospesi nel tempo

a frange del cielo

 

noi angeli

               caduti

 

mendìchi d'amore

 

 

DEI ME STESSI

 

l'esistere

l'evanescente:

un volgere altrove

 

la vita

vista come

sogno di me

 

dei me stessi

 

 

MI SPECCHIO NELLA MIA TRASFORMAZIONE

 

quando il mondo continuerà

dopo di me

 

a chi vi dirà lui non c'è più

fategli uno sberleffo

 

 

ANAMORFOSI

 

[ispirata da un sogno

la notte del 20.11.11]

 

come amante

mordicchiare

lo spazio-carne

 

... e i denti frantumati

 

... e non riconoscersi allo specchio

(bambino e vecchio)

 

 

L'ALBA CHE SA DI NUOVO

 

Per fortuna ciò che sta per nascere è il giorno.

(Fernando Pessoa "Il libro dell'inquietudine")

 

la si vive nel sangue la 'nottata'

 

ha uno spazio aperto

l'alba che sa di nuovo

al rango della luce

 

 

D'UN PRESENTITO CHIARO D'ARMONIE

 

d' un presentito chiaro d' armonie

 

d' un trasognato dove

 

 

vivi e scrivi

 

-tuo credo-

 

 

tua casa di mare aperto

 

 



<<<

 

 

 

 

 

Felice Serino


Cospirazioni di Altrove

-sospensioni trasparenze echi-


2010



mistero l’Altrove
da cui si parte / di cui si è parte




miracolo d’amore – fuori e dentro
noi – la vita che si apre: cospirazioni




L’universo cospira sempre
a favore dei sognatori.
Paolo Coelo




A STEPHANE MALLARME’


tenue rosa d’albore

nel cuore fiorite di cielo



HO SOGNATO DI ESSERE TRASPARENTE

vortico in un vento
di luce

da fenditure di un sogno
spio il mondo



CONSAPEVOLEZZA DELL’ESSERE

tanto piccolo sei e disperso
come pulce sul dorso di un mulo *

ma il cuore che non può morire
infiniti universi racchiude


*da una frase di Erri De Luca
intervistato dopo il terremoto di Haiti




EMANUEL SWEDENBORG

lasciami entrare nel tuo sogno
adesso che col soffio di Dio
ne scrivi pagine ineffabili
pensieri pettinati di luce
eccelsa danza dell’aria
dalle labbra della notte stanotte
mi pare udire da un-dove-che-non-so
una sinfonia da musica delle sfere

lascia emanuel che entri
nel tuo Sogno



NELL’URLO

(mercoledì delle Ceneri)

nel giro delle braccia
le acque del mutamento – le mani
a impugnare il limite

penetrare in sé
nel profondo – eredità
di cicatrici – dove si tende
una strada nel cielo

rigenerarsi nell’urlo
della croce




UNA LUCE

non sarai tu a scagliarla la pietra
che negli anni sfasati
più d’una volta tornasti contrito
a casa anche se non ti fu
ammazzato il vitello grasso
che ti specchiasti nel fondo più nero
del nero anche se non s’udì
canto di gallo quando
tradisti la vita spinto ad un atto
anticonservativo
che infine piegato
dalla croce una luce
a forma di un angelo fu
a strapparti dall’oscenità
del tuo tempo facendoti espandere
in un’emorragia di versi e di
energia positiva
che nel viola del tramonto
fosti padre e ora nel tempo
declinante sarà forse tua figlia
che ti farà da madre




GIORNI ORFANI

piange il mio spirito
nell’usura dei giorni
orfani di poesia

la morte della Bellezza




ALBERI CHE CAMMINANO

[ispirata a un intervento di Erri De Luca per Emergency]

a Madre Teresa
e altri ‘grandi’ fino a Gino Strada


il cieco della parabola vide
quel giorno
allucinate figure
uomini a forma d’alberi
che camminano


oggi dallo scrittoio del cuore
vorrei dirti gino
che insieme a te si alzano
dalla radice del bene

alberi che camminano
anche se
quasi nessuno li “vede”: santi
di questo tempo




VOLTI AL CIELO

(ai martiri della cristianità)

1.
(testimoni –
non maestri coi loro
fiumi di parole)

vòlto al cielo colui
che grida nel deserto – l’uomo
pneumatico - *

2.
in visione celeste rapiti e
fulminati
sull’altare le mani
a benedire – rosso fiore
sul petto –
gli oscar romero della storia


* per San Paolo è l’uomo spirituale




NIENTE DA PERDERE

appollaiata sulla tua spalla dalla culla
se la pensi ogni giorno quando
ti radi o vai a letto è per
esorcizzarla o scacciare la paura
dell’ignoto
fartela amica

la morte

-essa
non dissimile dalla vita: seme
che trama nel buio
cospirazioni del nascere-

e dunque: niente da perdere
col disfacimento se oltre il fragile
apparire sarai tutt’uno
con l’immenso corpo cosmico
nell’eterno girotondo dei
pianeti
nel sorriso di Dio




DAI CIELI DEL SOGNO

precipitare dai cieli del sogno
fino all’età adulta
richiami di sapori
di voci l’odore
del mare inalare il vento
salato sibilante sotto
le porte -
gibigiane echi
liturgie
di memorie
l’iniziazione del sesso
i segreti

… cieli dell’adolescenza
passati come in sogno




IL RAGGIO VERDE

[ad Agnes (Madre Teresa)]

filtra raggio verde dalla porta
della conoscenza

accedervi con la chiave della
compassione

-anima assetata in estasi-
sanguinando amore




ABITO CELESTE

(parusia)

“tutta la creazione geme…”

1.
da sogni di vetro e
da pioggia d’uccelli sarai
risvegliato

e
di luce
rivestito

(staccato il pungiglione
alla morte)

2.
e la tua lucy? e il tuo rex?
questi un’animula non sai se
ce l’hanno

di certo gli manca il senso
del trascendente
essi non si sporgono
sulla loro morte a cogliere
il proprio profilo finito





GRAFFIO

A Giovanni Giudici
[leggendo “Lume del tuo mistero”]

graffio di demone mi brucia
seguitando sua scia di miele




SOGNO BAGNATO

[dalla parte dei traditi ed uccisi]

vedere l’angelo
della morte
entrare nel mio sogno

ed io riverso
sul selciato
lo stupore del sangue
le viscere nelle mani

“tu quoque brute”
... per mano di chi
si credeva amico





NEL GIRO DI POCHE LUNE

questo corrermi nel sangue
del transeunte l’istante
mai vissuto appieno

questo accadermi


*

COSA RESTERA’

siamo mistero a noi stessi
cosa resterà quando dopo
di noi sarà a sopravvivere
finanche l’albero
vetusto del giardino di fronte
e le suppellettili e i cari libri

… la tua la mia storia
scritta sull’acqua


*

PREGHIERA

dinanzi all’Assoluto
misericordia mi vesta
di un abito di luce

amen


*

VERTICALITA’ (AL NEGATIVO)

carpe diem epoca
di trapasso
il linguaggio i riti
stravolti (e la
famiglia? - e
la sacralità
della vita?)
“civiltà” del ludibrio
verticalità
saccente di chi
si crede dio
l’autentico violentato dal
mediatico
narciso edipo in
annuvolati cieli
ingombranti la
psiche
l’aprirsi
in essa di
crepaccio
-la sua
bocca ad urlo


*

IL SOGNO

(insensatezza della storia)

il sogno di riavvolgere
il film della vita

utopia – sebbene
affrancato è il cuore

dall’essere eterno
e mortale


*

POESIA ERA IL PROFUMO

nel mezzo della notte un ululato
alla luna (o mi è sembrato?)
ho fatto che voltarmi
dall’altra parte
come in un sogno lucido mi vedevo
librare oltre le nubi in levità
l’altro lato mi appariva il versante
luminoso in forma di poesia
un'armonia nel tempo perduta
essa non era che il vissuto compreso
in una bolla d’aria un frammento
d’eterno
mi espandevo su quel versante lucente
linea sottile del sonno dove
poesia era il profumo
del mare
mare aperto


*


SEI DEL CIELO

chiedere a Dio quella protezione
che il mondo non può dare

rifugiarti a quel nido dove
Egli attende come una madre
il suo piccolo perduto

nuda allo scoperto
sei creatura nata per la terra
-ma del cielo-

dove sempiterna dimora
Compassione

*

INVERNI

quanti ancora ne restano
nel conto apparente degli anni
come relativa è la vita
incorniciati nella finestra i rami
imperlati di gelo e la coltre
candida che copre
anche il silenzio dei morti

immacolato manto
come una immensa pagina bianca
la immagini graffiata da
due righe di addio
il sangue delle parole già
rappreso mentre
è lo spirito a spiare da un
lembo del cielo



* * *


LACERE TRASPARENZE, 2009


A Flavio e Teresio, in memoria

___

La poesia allena l' "analfabeta"
ancora vergine di conoscenza
a "disincagliarsi dalla vita"
e a viaggiare dentro il mistero
(che è la somma delle verità).

Raffaele Crovi

*


E TU A DIRMI

lanciarmi anima-e-corpo
contro fastelli di luce
specchiarmi
nella sua follia

e tu a dirmi: Lui
-l'irrivelato-
nasconde il suo azzurro - è
lamento amoroso

***

L' ANGELO

noi lacere trasparenze
-sostanza di luce e di sangue-
a superare d'un passo la morte

solleva l'angelo un lembo di cielo
svela l'altra faccia del giorno

***

IL LATO OSCURO

e se fossi stato
dell'altro sesso in una
vita precedente
e ne avessi perso
memoria?

(ipotesi remota dici - di certo
campata in aria) -
tendendo a tralasciare
junghiane profondità
scoprire come in un test
il lato oscuro del Sé
totale la parte
inconfessata (semplicemente
naturale) - la tua percentuale -

***

PER METAFORE

a mimare un amore
anteriore a noi si vola
nel vortice della luce

"partire è la vita"

(farfalla
di fumo)

foglio bianco schizzato grido

***

DOVE PIOVE MUSICA

[a David Maria Turoldo]

ai confini del cuore
zona rischio lebbra

dov'è l'io
luogo-non-luogo dove
piove musica

rendimi bianco
come neve delle vette

Signore

***


A RITROSO
(hikikomori)

un vivere a ritroso
le spalle all'oriente
dove
cresce la luce
vuoto delle braccia
vite
separate

tra l'ombra e l'anima


hikikomori: in Giappone sono oltre un milione.
E' il fenomeno di ragazzi che vivono di "rapporti" virtuali
chiusi nella loro stanza fuori dal mondo.




***
DI QUA DEL VELO

1.
onirica visione dell'eden
dove profuma Signore
di abele il tuo giorno

2.
un cielo bianco di silenzi
di qua del velo vascello
fantasma

***

L' INDICIBILE PARTE DI CIELO

indicibile la parte di cielo
ch'è in te e ignori - dice steiner
l'uomo in sé cela un altro
uomo: testimone che ti osserva e
sperimenti ogni ora:

basta che solo
un verso o poche note ti richiamino
a una strana forza interiore:
e cessi
di sentirti mortale


***

RIESSERCI

in noi con noi come un
riesserci

spessore davamo alle
emozioni

cercavamo lo stupore


e lo stupore era Dio *


* da un'epigrafe


***


BARABBA

-e gli esecrabili
delitti e la vita
tradita?
e il sangue innocente?

-non ricordo: in verità ti dico
l'Albero di sangue
virgulto di mio Figlio
il Giusto
si è ingemmato

ed espande nei secoli
le sue radici
in un abbraccio totale

***

RIEMPIRE I VUOTI

riempire i tuoi vuoti di cielo
e un angelo che ti corre nelle vene
come sangue e il bianco grido
del vento che sfiora
i contorni del cuore a smussarne
gli angoli vivi il dono
di una parola (cara
e rara non di circostanza)
corredata dalla luce di un
sorriso ad hoc

***

AUNG SAN SUU KYI

non violentate la primavera
del suo giovane sangue
non pugnalate la colomba
del suo cuore aperto
alla compassione

non schernite la disarmante
verità che proclama
aizzandole contro
i mastini della notte

dal suo sangue si leva alto
il grido d'innocenza
a confondere intrighi di potenti

***

DI ALTROVE
[La gente non è cattiva: ha solo paura di essere buona.
Eduardo nel film Campane a martello.]

di Altrove
è lettura capovolta il mondo

chi ti dà
occhi buoni per il cielo
se non sai vedere

così la cieca
sopraffazione
la gioia cattiva del sangue

***

CASA DI VETRO

carne fatta velo d'aria
dalla consistenza del sogno
ectoplasma o luce-
ombra che si ricrea
questa e non altro la fragile
casa del corpo di vetro

***



CUORE TRASPARENTE

1.
non la doppiezza non l'apparire:
chi sei veramente è più forte di te

2.
fra cristalli dell'inverno è schiusa la rosa:
l'amore sai impollina la morte


***

QUEL SENSO DI...

aspettando sempre qualcosa
qualcuno - affacciato
sull'Indicibile -
in attesa giungano da un dove
riconoscibili
un nome una voce -
quel senso
di sperimento quando la vita
è una coperta troppo corta

-dove sono "io"?-

quel senso di...


aspettandomi -
aspettando di nascere


***

LIBRO

mastica piano la morte
il libro del corpo - orecchio
del cuore - : fatuo
risillabare palpiti di soli
fino all'ultimo
rigo-respiro
-congelato di bianca luce

***


EFFETA

di Dio il dito
la saliva il fiato

ri-fiorisce vita
in cuore
disabitato


***


NASCOSTO STARO' NELLA ROSA

finché non avrà inghiottito
il tempo osceno il suo grido
nascosto starò nella rosa
azzurra della poesia


perché non intacchino
i veleni del mondo
la bellezza del cuore

***

VITA IN SALITA

vedersi su un piano
inclinato esistere -
sperdimento in
lunato albeggiare
su deriva dei sogni
-lama nella mente-

incrinata azzurrità
il vetro del cuore

***

LA LINEA SOTTILE

non crederlo un viaggio
interspaziale o come andare
sulla luna ora più "vicina":
è varcare la linea sottile
che divide l'essere dal Sogno
infinito l'oltretempo ai bordi
della luce ove fanno corona
frange angeliche ad accoglierti
veramente v i v o

***



IN UNA GOCCIA DI LUCE


Vedere un Mondo in un granello di sabbia
E un Cielo in un fiore selvatico
Tenere l'Infinito nel cavo della mano
E l'Eternità in un'ora.

William Blake

*


IMMERSI NELL'ASSOLUTO

come in una bolla d'aria o goccia
di luce

si ha vita
nel fiato del Sogno infinito


SPIOVE LUCE

spiove luce
di stelle gonfie di vento
col tuo peso
greve di limiti
ti pare quasi vita sognata
il vissuto già divenuto memoria

siamo frecce
scagliate nel futuro
o il tempo che ci è dato è maya
e si è immersi in un eterno presente?


AVVOLTI NELLA LUCE
[ispirato dalle parole in apertura,
che mi hanno tormentato per giorni]

se nascere nella morte
è questa vita
breve sarà il vagare
nella tenebra della conoscenza
per noi apprendisti dell'Indicibile
avvolti
nella luce della Parola
legati da una promessa di sangue
a Chi ci tende nei secoli
le braccia aperte in forma di croce


SIC TRANSIT...

confidare
nelle cose che passano
è appendere la vita
a un chiodo che non regge

è diminuirsi la vera ricchezza -
arrivare all'essenza -
lo scheletro la trasparenza


DISTACCO

giungere dove ogni linea s'annulla

un brivido bianco... e sei altro

fiume che perde nel mare il suo nome *

* da un verso di Billy Collins


IN UNA GOCCIA DI LUCE

s'arresterà questo giro del mio sangue
lo sguardo trasparente riflesso
in un'acqua di luna
sarò pietra atomo stella
mi volgerò indietro sorridendo
delle ansie che scavano la polpa dei giorni
delle gioie a mimare maree
nullificate di fronte all'Immenso
allora non sarò più
quell'Io vestito di materia
navigherò il periplo dei mondi
corpo solo d'amore
in una goccia di luce


LIBRO SACRO

leggerne una pagina al giorno

perché la fede non sia acqua
Colui che te la dona
fallo uscire dal libro sacro
le righe nere diventino il tuo sangue
fa' che sia pane
non polvere nel vento la Parola


SCAVANDO NEL PROFONDO
a Giuseppe Soffiantini

rimuovere i macigni
di odio e vendetta
che tengono in ostaggio per la vita:
il perdono
un atto creativo un rifiorire
dentro: questo
lèggere si deve
nel tuo animo regale
tu che umanizzasti il tuo carnefice

tu che sai il dolore
della luce - sentinella dell'aurora



NEL SEGRETO DEL CUORE

tenere in serbo scomparti
colore del vento che oblìa
memorie: rossi
come il sangue della passione
verdi come le prime primavere
azzurri come il manto di madonne

custodirvi gocce di poesia
cavalli di nuvole ed arco
baleni -
le coordinate dei sogni - e
l'insaziato stupirsi della vita
da respirare su mari aperti

- che tenga lontano la morte


L'ESISTERE SPECCHIATO

con lo stillicidio
del tempo a subire
questa piaga dalle nove porte *

ma a te presente un altro
te - il Sé celeste - l'esistere
specchiato: vita che si guarda
vivere -
un mondo in un altro

*il corpo secondo la Bhagavadgita


BARLUME

qui non altro
che un barlume di vero
dove cielo decaduto
è il cuore in tumulto
che spera anela a una riva
di pace

per acquietarsi



RI-CREARE LA BELLEZZA
A Lolek (Karol Wojtyla)

la pietra scartata è la prima
della Bellezza - che trasuda
il sangue della luce

- posata sulla stoltezza
del mondo


PENTECOSTE

aleggiare dello Spirito sulla
creazione

l'Avvento: respiro
dell'Altissimo
(virgola-di-fuoco) in
fragilissimo cuore
- un angolo
di cielo


TURBINE VORTICA

turbine vortica intorno al chi sono

non altro sapere che la tua
inconsistenza

- ma a un tempo
di contenere un mondo -


IN LIVIDA LUCE DI CREPUSCOLO

sulle braccia
della Croce
ci amasti da morire

in livida luce
di crepuscolo
per compassione Tu
ti spezzasti *

... e
fioristi

amen

* verso di Ungaretti




L'INVITO
Il poeta: un vuoto
G. Seferis

e tu di nuovo ostaggio della notte
l'invito
l'abbraccio del vuoto

parola neo-nata
la chiami nel buio
l'innervi in parole

la plasmi a scalpelli di luce




UNGARETTIANA

su un refolo di vento
adagio
la vita
trasognata





A CARLO ACUTIS

Morto a 15 anni di leucemia l'11.10.06
(del quale è stato avviato l'iter per l'apertura della Causa di Beatificazione)

ti so dolce presenza
-tu che visitavi i giardini
del cielo-
ti so dentro di me come
un amico o un figlio
l'altra notte in sogno
nell'apparirmi mi dicevi
sono uscito dalla vita vivo più che mai

-qui è il prima da dove siamo
venuti
si sta di un bene è un'infinita
fonte di stupore
noi voluti dal Cielo siamo stelle
per corona alla Madre Celeste





STEP

pensieri distesi nel mezzodì
incendiato -
sul letto una lama
di luce obliqua e nella
mente in sopore
insieme a un pezzo
di mare

il perdurare la tua immagine
di poco fa il moto
dondolante
del corpo - fatto d'aria -


QUESTO PANE

perché lo permette ti chiedi
permette tutto questo
ti senti dire: è una prova che ti dà
"dal male trae un bene" anche se
non puoi capirlo - allora
giustificato dal Suo sangue
spezza insieme agli altri questo pane
bagnalo di tutte le lacrime
del mondo
non una briciola si sprechi di questo
dolore


DELL'INDICIBILE ESSENZA

dell'indicibile essenza -l'altra
faccia del giorno-
noi sostanza e pienezza

solleva l'angelo un lembo
di cielo: in questa vastità soli
non siamo: miriadi
di mondi-entità ognuno
in una goccia
di luce



DA UN'ONDA DI SOSPIRI

da un'onda di sospiri
risalire in sogno
la morte

fiorita dal grido
di albe di cenere e
fermenti di voli
nel turbinio del vento



WELBY

nel giorno acceso
in trattenuta vertigine avvolto
nel mantello del vento
sporgersi da una rupe di passione
in un amen il ripercorrersi
di stagioni di là del mare
cogliere il fiore-essenza del tempo
sognare d'essere quasi
una finzione
- la morte un paradosso



NEGLI OCCHI FORTI DELLA LUCE

[ispirata all'alba del 19.10.2008,
a 11 giorni dal mio 67° genetliaco]

negli occhi forti della luce
vive il paese innocente

-dove approdare l'anima
esausta
di vita dispersa-
(una
gomena di avemarie
porge l'angelo a riva)



VASTITA' DI TE SOLO
[su un verso di Ungaretti]

vastità di te solo
penetrata nei sensi:

nella tua fragilità
lo stupore
di sentirti un mondo

una “fibra dell’universo”


-IN UNA GOCCIA DI LUCE - 2008


* * *

LA BELLEZZA DELL’ESSERE

la bellezza dell’essere
è di una certa età
dipende
dal modo in cui la percepisci
quando ti commuovi per un nonnulla
scambiando un sogno per una visione
ti senti tornato bambino
lo sguardo perso ad inseguire un volo
non temi l’ ignoto
quando in vita ti sei ben speso



SULLE RIVE DEL MISTERO

ciò che non appare mistero
neppure è bello *

fragile come i sogni
spaesa il cuore
di là del mare

tutta
una vita –
… finché lo spaesare
non si adagia
sulle rive del mistero

* frase presa in prestito dal mio amico
pittore-poeta-critico Andrea Crostelli




MAYA

il di qua dice l’asceta
non è che proiezione
nel prisma azzurro del giorno

sentenzia
che perfezione
è la carne che si fa spirito

non si terrà conto
del corpo che si nutre
che è già della terra

si è dunque
del cielo o anelito
d’infinito ancor prima
del primo respiro?

- certa è la fiamma che dentro
ci arde – sottile -


IN SOGNO RITORNANO
[ispirata nella notte del 25.3.07]

in sogno sovente ritornano
amari i momenti del vissuto
che non vorresti mai fossero stati
per cui accorato in segreto piangi

si affaccia nel tuo sogno bagnato
quel senso di perdizione
incarnato nel figlio
prodigo che fosti

emerge dai fondali
dell’inconscio dove naviga
il sangue e tu
disfartene non puoi


INSOSTANZIALE LA LUCE

insostanziale la Luce
nella carne si oscura
(energia fatta densa)

luce verde della memoria
scuote la morte:

il nocciolo del tempo
nel buio delle vene è universo
presto deperibile


UNA VITA
(a Jung)

perdutamente
dei sangui
l’aprirsi d’echi
su cieli
anteriori
lo spazio
d’un grido


PREVITA

cosa saremo ora non sappiamo
bene ci conosce il Demiurgo già
in mente Dèi eravamo prima
della creazione pur senza saperlo
ingabbiati come siamo in questa vita

puro anelito di spiccare il volo



EVOCATIVO

come in una bolla d’aria

si ha vita
dentro il fiato
di sogni sgretolati



RICORDA
[ispirandomi a David Maria Turoldo]

sei granello di clessidra
grumo di sogni
peccato che cammina

ma sei
a m a t o

immergiti
nella luminosa scia di chi
ti usa misericordia

ritorna a volare:
ti attende la madre al suo nido

ricorda: sei parte
dell’Indicibile - sua
infinita Essenza

nato
per la terra
da uno sputo nella polvere



LACERA TRASPARENZA

insaziata parte
di cielo
vertigine della prima
immagine
e somiglianza
vita
lacera trasparenza


sostanza di luce e silenzio

sapore dell’origine

fuoco e sangue del nascere




ALLA FINE DEI TEMPI

“Per risplendere devi bruciare” – John Giorno

deve il maligno consumare
il suo fuoco - stravolgere
la faccia del mondo
fin quando uscirà di scena

la vita: “la vita può andarsene domani” *
- cerchio breve che si chiude

la consolazione per chi resta?
aspettarsi alla fine dei tempi
un radioso trapasso:“ch’io
non resti confuso…”


* verso di Paolo Bertolani


QUALCUNO MI CONOSCE

somigliano i sogni
a queste nuvole a stracci

mai come ora
ho bisogno d’un gancio
per appendermi al cielo



LONGEVI

brindano al mistero della vita
forzano le porte
della sera – vedono oltre
dove altri non vedono: per loro
il sognare non ha più fine:
hanno occhi
lavati con acqua celeste


UN SOLO RESPIRO

la porta stretta –
dove macera amore

(nell’oltretempo risiede
il Verbo e
il suo cuore-battito
d’universo)

a un solo
respiro si tende –
oltre un tempo
di transizione


IL PARADISO SE AMIAMO
(sentenza facile con versi facili)

[ispirata la notte del 2.9.07]

(il grido dell’afflitto
anima sparse stelle)

terra è dolore il cielo amore?
l’inferno ce lo facciamo noi

terra è pianto?
il cielo canto?

il paradiso se amiamo
è già qui



NELLA DANZA

quando ti adagerai nella tua ombra
e avrai già l’inverno nelle ossa
esulta perché sarà l’ora
d’essere trasfigurato
pervaderai con una particella
di te ogni cosa
l’anima si confonderà con le stelle
allora entrerai nella danza
nel Signore della danza



ENTRARE NELLA LUCE
[ispirata nel dormiveglia il 2.10.07]

1.
leggere sull’acqua
lettere storte
camminare nel mistero a volte
con passi non tuoi
“sei condotto là dove non vuoi”

2.
essere e proiezione
del Sé
(per speculum in aenigmate):
nella parusia entrare nella luce
goccia che si frange nel sole
- che contiene un mondo





IL SOGNO E’ UN’OASI

1.
un grande desiderio di azzurro
urge nel sangue
senza più odio e dolore
solo amore –
un arcobaleno di amore

2.
nella notte dell’anima
acceca il bagliore della lama
dello sparo – “caino dov’è
tuo fratello” –
ancora e ancora
l’assordare
dei martelli che inchiodano al legno

3.
è il sogno un’oasi di pace
nel cuore devastato

… non si tende alla bellezza?


SE CI PENSI

capisci quanto provvisoria
è questa casa di pietra e di sangue
dove tra i marosi il tempo
trama il tuo destino di piccolo uomo?

se ci pensi:
quale enigma ti sovrasta
mentre la vita non è che un batter d’ali

- e tu immagine
passeggera dentro gioco di specchi
copia sbiadita riflesso del riflesso -

ci sei ma non ti appartieni
sebbene all’esistere
ti attacchi come ostrica allo scoglio

mentre ti ripugna
il disfacimento lo scandalo
della morte il salto nel vuoto


MONDO
(contro le guerre)

freddo incanaglito la tua iniquità
è specchio che deforma
la bellezza del creato

tu esperienza della ferita
col poco amore che ispiri
ci lascerai incastrati
tra questa e un’altra dimensione?

mondo: piaga e grido
dell’uomo incompiuto
vòlto al cielo


io ti detesto - mondo


MOMENTO
ad Angela

[ispirata in dormiveglia il 28.10.2007,
a 48 ore dal mio 66° genetliaco]

torpore:
velo di tenebra sugli occhi
mano che ti muore nella mano

ed è bellezza anche questa:
minimo ritaglio dell’eterno


A SPECCHIO DI CIELO

a specchio di cielo
il tuo coniugarti
corpo-amore
albero che veste
primavere
grido
di terra
benedetto -
fonte di luce-vita
corpo-amore


ANELITO

rinascere dal cuore

come una fortezza
il peculio di pena ha elevato
il silenzio al rango della luce


SU UN VERSO DI PESSOA

prolungato sopore
postprandiale

di felicità effimera
brucia il tramonto in un volo
che si perde dietro l’ala
del palazzo ottocentesco – fino
a che arriva lo sguardo…

(apparizione in sogno o forse
déjà vu?)


dove ha fine la vita
“è solo la curva della strada”


da "LA BELLEZZA DELL'ESSERE", 2007



* * *


Ancora la vita
come fosse un altrove
da abitare nel sogno

Elio Pecora



SE QUESTO MONDO

se questo mondo ti ha forse
deluso è perché ho lasciato
che ti perdessi e dal tuo
vuoto mi tendessi le mani

su me che sono Altro
roveto che arde e non consuma
scommetti pure la tua vita

non vergognarti di me che sono il giorno

ho offerto il mio Essere
carne e dio
al supplizio del legno
mia rivincita d’amore

sono il mattino che ti coglie
cuore di madre




LETTERA (frammento)

non angustiarti se non sai pregare
se preghi con la testa tra le nuvole

lo fai e bene se spandi
su foglio metafisica luce

e il soffitto ti si fa cielo





E’ IN TE NELL’ARIA

è in te nell’aria
sottile la senti la mancanza
di vita piena
come applaudire con una mano sola

ma è regale regalo
questo rapido frullo
d’ali
atto d’amore
non affidarlo nelle mani del vento

sii àncora
gettata nel cielo



E’ VELO CHE CADRA’

1.
è velo che cadrà
la carne

2.
rendere fruttuosa la morte
perdendo la vita

(rovescio
dell’io tra nome e senza nome)

3.
ma è l’amore che mi sceglie

(nudo
alla luce)

4.
ho sognato d’essere trasparente



VISIONE

imbevuto del sangue della passione un cielo
di angeli folgora l’attesa vertiginosa
nella cattedrale del Sole dove ruotano
i mondi
è palpito bianco la colomba sacrificale





QUEL SORRISO
a R.

oltre lei forse fra le stelle
dura quel sorriso che nell’aria
ti appare ora sospeso come fumo

lucido incanto il tuo
sperdutamente altrove –
l’ha disperso il vento





VERTIGINE DEL VUOTO
[leggendo E. M.Cioran]

sognandosi al di sopra dei precipizi

le vene cariche di notti
carpire qualche vertigine all’Abisso





ELEGIA DELL’ULTIMO GIORNO

ormai è passata come tutte
le cose dell’aldiqua prendila come
un sogno anche se sogno non è
questo nell’ultimo giorno avrò da dirti
fratello a me nella carne e nello spirito
marchiato a fuoco
ma tutto questo doveva accadere ti dico
perché “si compissero le scritture”


ora m’incolpi del mio silenzio e
Tu dov’eri mi chiedi quando a migliaia
venivano spinti sotto le docce a gas
Io ero ognuno di quei poveracci in verità
ti dico Io sono la Vittima l’agnello la preda
del carnefice quando fa scempio
di un bambino innocente
Io sono quel bambino ricorda
“quando avete fatto queste cose ad uno
di questi piccoli l’avete fatto a me”

anch’io in sorte ho avuto una croce la Croce
la più abietta la benedetta
anch’io ho urlato a un cielo muto e distante
Padre perché

perché solo mi lasci in quest’ora di cenere e pianto



DAL DI FUORI

1.
precipitati da un primo
mondo di luce indivisa –
essere qui e insieme
altrove

dal di fuori il pulsare
dell’universo
impregnato di dolore e di canto

2.
questo dolore questo
canto: ne siamo
l’essenza

siamo volti che galleggiano
sulla superficie di un sogno




RISVEGLIO

tra le pieghe della storia
c’è satana
che strappa
le più belle pagine di poesia

un giorno i morti
risvegliati
da pioggia d’uccelli
le ricomporranno
in musica celeste




SOSPENSIONE

un camminare nella morte dicevi
come su vetri non conti le ferite
aspettare di nascere uscire
da una vita-a-rovescio

riconoscersi enigma dicevi
di un Eterno nel suo pensarsi




SCONNESSIONE

pensavi guadagnare la chiarezza?
la vita imita sempre più il sogno
nelle sconnessioni avanti con gli anni

ti coniughi ad un presente che s’infrange
dove l’orizzonte incontra il cielo:
e ti sorprendi a chiederti chi sei
oggi da specchi rifranto
e moltiplicato
mentre il tempo a te ti sottrae




SPERDIMENTO

silenzio-ombelico di luce

(le ombre corte l’aria
incendiata)

affondo in vertigini di cielo

… unforgettable…

le uve
dei suoi occhi ad addolcire il sangue

nello sperdimento
del tempo che si sfoglia

quest’ora squama
il mio cuore di paglia



ALZHEIMER

dello stupore della vita
egli non ha memoria
né dell’infanzia
né di un amore
ora intagliato
in una finestra
consuma giorni in attesa
che gli si sveli
il paese della meraviglia –
dove la mente
come un sole si e s p a n d e



“LA VITA… E’ RICORDARSI DI UN RISVEGLIO”
[leggendo Sandro Penna: una cheta follia, di Elio Pecora]

sotto un mutevole cielo chiuso
nel tuo grido di diverso

cresce la luce a cui vòlti
le spalle: voglia di sparire
dentro un sogno o restare
nell’ora dolce dei vivi

- mosca impigliata nel miele



LASCIATE CHE SOGNI

lasciate che sogni il paese
delle più dimenticate musiche
dove vibra la segreta stella del mio sangue
il paese del Tutto dove nel tutto esisto
senza limiti
in una infinita danza dove sono la danza



LA NOTTE LATERALE

unghie crescono nella morte

il gravitare dell’ombra che
ti segue a lato - questo
sentirti enigma vederti
nel sogno moltiplicato
da una vertigine di specchi a
scalare la notte



MORIRE A RITROSO

amiamo ciò che passa legati eppur distanti
a corpi di carne mentre il tempo scava lento
per noi e per la morte che buca la notte
è un morire a ritroso finché si esce da questa
vita da questa morte



PREGHIERA

spogliami Signore da questa morte che mi veste
lasciami rifugiare come un uccello bagnato
nel tuo dolcissimo abbraccio di madre
che racchiude il respiro degli oceani il poema del vento
che è onda di suoni e soavissimo amore
fa’ che nello specchio del cielo
mi pervada l’angelica ebbrezza
del girotondo planetario non prima che quest’anima
indegna si lavi nel sangue di tuo Figlio



L’ESSENZIALE

arrivare all’essenziale: via
il superfluo (lo sa bene il poeta - un
sansebastiano trafitto
sul bianco della pagina)

così il corpo: si giunge
col vento azzurro della morte
al nocciolo: all’Essenza: non altro
della vita
che avanzi in pasto al suo vuoto
famelico –
quando nella curva
del silenzio
essa avrà ingoiato la sua ombra



NON POSSIAMO CONCEPIRE

non possiamo concepire come
chi ci ha lasciati
in un fresco mattino di settembre
ci appaia più grande si espanda
corteggiando le stelle
questo è parte del mistero
non dover essere ma essere-di-più
in pienezza
e perché poi ti sconcerti che l’io
debba disintegrarsi con la sua
tronfia ruota-da-pavone
quest’io a cui credi appartenere?



NEL BUCO NERO DEL GRIDO

nel buco nero del grido
s’attorciglia
la spiralante
vertigine di munch



LA PARTE CELESTE

vera rivoluzione sarà
l’oltre: mi sveglierà
nel sole in un paese
innocente *– il cuore
s’irradierà di gioia
piena nella vertigine
della luce – ricongiunto
alla parte celeste
puro tornerà alle
origini – perso e
ritrovato –

al seme della meraviglia

* da un verso di Ungaretti




AD ALTEZZE SEGRETE
(volontariato)

sperimentare l’Indicibile

spendersi
in un percorso di amore
il cuore aperto
ad altezze segrete


sperimentare l’Altro da sé
nel diversamente abile – pasta da
modellare: ci affondi
le mani e ci rivolti
la vita –
lui ti ricambia con l’oro
di un sorriso



RAMMENDI AZZURRI
(per il 25° anniversario di matrimonio)

in braccio al vento
questo giorno dai rammendi azzurri


da DENTRO UNA SOSPENSIONE, 2006



* * *



ARCHETIPI O LETTERE CELESTI

sulla pura pergamena
della sostanza primordiale
tutti i pensieri lo Spirito scrive
con l’inchiostro luminoso
della divina emanazione: nel Libro
dei libri sotto forma di archetipi
o lettere celesti si trova tutto
quel che fu è e sarà



POESIA COSMICA

io-non-io:
lasciare che mi superi
la luce

sentirmi espandere
nell'amore
infinito sparso per il cielo



ROL

nel giro
di una luna ti sognerò levarti
da orizzonti
di fuoco su cavalli
d'aria
dipingere arcobaleni
coi colori dell'amore



MIO SANGUE ALATO

tu come un’esplosione
all'aprirsi del fiore –

vita: mio sangue alato

lascia che m'incenerisca
per rinascere adamantino
nell'aria come fenice
lascia che della luce
della tua saliva
fino al cuore mi bagni

ah sentirmi avvolgere
nel risucchio del vuoto
tuo affamato…



SPRAZZI DI PACE

spiove dal cielo una luce
di stelle gonfie di vento – quasi
provenisse dall’oltre

nel cuore un aprirsi
di sprazzi di pace: vedermi
in tutto con il mio sognare –

il vissuto la vita
sognata



L’OMBRA

negativo di me mio vuoto
in proiezione mi copia con inediti
profili tagliati nella luce – se dal
di fuori la spiassi mi direi sono
io quello?

pulviscolare ha i contorni
del sogno e i suoi fòsfeni
si spezzetta se riflessa inafferrabile
fantoccio mi diventa
pure mio vuoto mia metà

che estinta con l’ultima sua luce
rientrerà nel corpo-contenitore
unificata con la terra – senza un grido
tutt’uno con la morte –
senza perché – solo ombra



IL PECULIO DI LUCE
(a Simone Weil)

1.
(occhi come laghi
abbracciano da eco
a eco fremiti di vita)

ha mani che sfondano muri
di solitudine – amore

2.
germoglia grido di luce
da nuovo dolore



SIESTA
[entrando in un sogno lucido con la visione dilatata
di gatta che si stiracchia]

le fauci spalanca la natura animale in enorme sbadiglio
della tigre di blake a ricordare la geometria felina
dinanzi agli avanzi della sua preda sanguinolenta
nella solitudine lucente tinta dalla cenere rossa del tramonto
pancia all’aria nella conca del sole occhi socchiusi impastati
dell’ultima luce in un tempo sospeso un silenzio
che disegna l’atavica forma aperta del grido



NEI MIEI SOGNI

nei miei sogni ricorrenti il mare
ne attraverso lunghi tratti io che appena
sto a galla – altre volte mi trovo
in viaggio (nave/treno) o mi vedo nella
casa giù al paese a tavola
coi parenti che mi ricolmano fino
agli occhi e mi accorgo che sono in ritardo per
il lavoro ora nemmeno più ricordo dove
ho parcheggiato scendo di corsa salgo
scalinate eccoli i miei morti i parenti
sorridermi mai che mi dessero
numeri

(ora non sogno più a colori
vividi né di librarmi come
falena contro il soffitto)



CREATURA

mi godo la luce
come farfalla
sul palmo della tua mano

Signore non posso
che offrirti il mio niente –

fragile creatura
ti devo una morte



PARVENZA D’AMORE

pietre ancora calde di sole
con la luce che vuole morire al giorno
una virgola di amore ti è rimasta negli occhi
come sangue rappreso (nelle vene del tempo
è sospensione questo palpitare che si fonde
col silenzio del cuore)

come un olio è passata la luce sopra il dolore –
pseudoincarnazione di un sogno –



HA MEMORIA IL MARE

1.
la forma del vento disegnano
rami contorti
voli
di gabbiani ubriachi di luce
a pelo d’acqua decifrano tra
auree increspature le vene del mare

2.
interroghi sortilegi nella
vastità di te solo
ti aspetti giungano da un dove
messaggi in bottiglia un nome un grido
ha memoria il mare
scatole nere sepolte nel cuore
dove la storia
ha un sangue e una voce




SPAESANO LE ORE DEL CUORE

i primi turbamenti i morsi
dell’amore – luce
d’infanzia come sogno scolora
dove l’orizzonte taglia il cielo

spaesano le ore del cuore
nel giorno alto



ANANKE

più a morire che a nascere a
volte – un colpo e via è preferibile
dici ma anche la pianta si
ammala e soffre in natura si sa
tutto soggiace a legge:
la
supernova che collassando si fa
buco nero e noi
mortali…



GIOCO DI SPECCHI

l’ambiguità è forse nel sogno
mentre vivi e ti cammina a lato
un altro te – insospettato

allora è sogno la vita? o
riflesso copia sbiadita o
gioco di specchi in cui
ti chiami e ti perdi…



ROSA D’AMORE

letificato d’amore angelicato fiore

si schiude la rosa
fra cristalli dell’inverno



A RISALIRE LE ORE

non resteranno tracce
dei giorni solo parole
scritte sull’acqua

a risalire le ore
del sangue
il vortice del vuoto: solo le stimmate
parleranno
dell’amore che hai dato



ANCHE A META’ UN SORRISO


(anche a metà un sorriso
è terapeutico:
sprecato è il giorno senza
la sua luce)

fare anima aprirsi
al nuovo come cercare
un tesoro con occhi tornati
innocenti

coltivare la
meraviglia il bambino che
è in noi unico
filo rosso



STANZE
[ispirata leggendo Il corponauta – appunti di viaggio di uno spirito libero,
di Flavio Emer]

io pensiero dilatato
a spolverare le stanze dell’oblio
sulle pareti la memoria
ancestrale
metteva in luce emozioni dipinte
su volti che furono me

rifluiva dai bui corridoi
degli anni il vissuto
a imbuto
mi perdevo come in sogno
nell’abbraccio di quelle figure che
accendevano il mio sangue



PER SPECULUM IN AENIGMATE

chi sei: quale il tuo nome nel registro
della Luce quale la tua figura
inespressa

questo non aversi
come morire sognarsi
in seno a cieli di cui non è memoria

…caduto
il velo il tuo Sé faccia a faccia

un ri-trovarsi:
moltiplicato



LA SUA LUCE DI MILLE SOLI

ci accecherebbe la sua luce
di mille e mille soli
se solo potessimo
vederlo con occhi di carne

Lui l'absconditus
l'Indicibile dalle
Ali di Fuoco - l'Uno
dai molti nomi

Colui
che indossò una carne (e
la sua carne vestì una croce): che
per sollevarci
si fece bambino e ultimo



LE TUE POESIE

sono astruse dici parlano per lo più
di cieli e affini mai di quaggiù – lo
ammetto ma ti pare siamo solo di terra e
non fatti d’infinito e di mistero o
materia dei sogni come il cuore sente?
farsi d’aria e parlare col cielo non
insegna forse a vivere in terra?
a riscattarsi da debole carne?



ACQUE

1.
acque uterine dove sognammo di nascere
oceano circolare mare
di nostra madre

2.
lavàti
con acqua e sangue - fonte
battesimale seconda nascita

3.
acqua è porta
acqua è Vita
venite a me
Io vi disseterò

…camminava sulle acque
coniugava le forme dell’acqua

“oceano circolare mare / di nostra madre”: versi adottati
da Jean Debruynne, L’acqua battesimale



IO-UN ALTRO

questo sentirmi diviso: e
non riconoscermi come
il fuori del mio dentro:
convivere con gli umori
di un corpo di morte


IL MONDO LE COSE DEL MONDO
a padre Pio

il mondo le cose del mondo
ci devono scivolare addosso
come acqua – dicevi
mentre era un sorriso
interiore a illuminarti –

guaglio’:
la casa del Padre è in fondo al tuo cuore
ma è il cuore
un campo di battaglia: a ogni giorno basta
la sua pena –




FRAGILE FOGLIA

e nel momento del distacco
l’io si farà fragile foglia
appoggiata ad una spalliera di vento



NELL’ABBRACCIO DEL MISTERO

terebrante luce: intima
ferita celeste

(la sfiorano
le balsamiche dita
di Amore)

nell’abbraccio del mistero
farsi trasparenza
espansa
percezione di sensi


da IL SENTIRE CELESTE, 2006



* * *


LA TUA POESIA

quando un capriolare nel mare prenatale
ti avrà fatto ripercorrere a ritroso
la vita (tutta d'un fiato) azzerando l'Io
spaziotempo -
allora leggerai la vera sola poesia aprendo
gli occhi sul Sogno infinito: la tua
Poesia cavalcherà in un' albazzurra i marosi
del sangue fiorirà negli occhi di un'eterna giovinezza



ANGELO DELLA POESIA

librarsi della tua ala azzurra nel mio sangue

io-non-io: in me ti trascendi e sei

d'ineffabili alfabeti s'imbeve il nascere delle mie aurore



TECNICHE DELLA MORTE

atomi di solitudine
abbandoni / distacchi / fini
assaggi di morte
le morti figurate i
suicidi/omicidi camuffati
la notte blu dell'anima
morte presente dalla nascita
morire porta sul nascere
emigrare di forma in forma
o Dieu purifiez nos coeurs
ora e nell'ora della nostra morte



LA VITA INESAURIBILE

la mente in stand-by (fuori da un mondo
parallelo) - ti culla un canto
d'alberi e di cielo
assapori per poco ancora
il tepore delle lenzuola: ora
senti la vita che entra in te: ti scorre
dentro come un fiume
(batte rotondo nel sangue il tuo tempo -
ti senti in comunione col sole):
adesso che afferri
vita - più vita - nemmeno t'importa
di un corpo che sarà preda
del disfacimento



ANGELI CADUTI

fuori dal cielo
bevvero l'acqua del Lete

ora non sanno più chi sono

presi nella ruota del tempo
mendicano avanzi di luce - curano
le ali spezzate

per risalire nell'azzurro



VENTO DI MEMORIE

è salamandra
sorpresa immobile
che finge la morte
due braccia schiuse a croce
cielo di carne vento
di memorie la vita

ora sospesa

finché spunti
la trottola il suo perno *

* verso da Montale


LA FORZA GENTILE

Dio è paziente: ha sogni
per l'uomo infiniti - frutti
immarcescibili
(centro del cosmo: non è
il suo un giocare a dadi)
egli visita le nostre
piaghe - manda angeli
a spazzare gli angoli del cuore
(suo disegno è
la Bellezza)
la sua forza è gentile



I LATI DEL VOLTO

tra reale e apparente l'ovale
del volto che ti guarda dal fondo
dello specchio di un locale fumoso -
il non poterti vedere come gli altri
ti vedono - l'altra parte di te l'inespressa
forma che puoi immaginare assumere
nell'aldilà - (scorgerti di spalle o
spiarti di sbieco è perverso
gioco di hyde - incontro con l'Ombra)



IN FONDO AGLI SPECCHI
(a J. L. Borges)

in un moltiplicarsi di specchi (fuga di
nascite e di morti)
imprigionata è la luce
dei tuoi déjà vu -
s'odono se ascolti i sordi
tamburi del sangue
in fondo agli specchi dove si
legge l'eterno ritorno (la vita
ci misura) - lì è il centro il mondo
rovesciato: il tuo aleph -
la chiave l'enigma



ONNIAMORE

accettare di farsi
trasparenza (libro aperto)
lasciarsi attraversare
dalla vita - da morte-vita (rosa
e croce) -
da Colui-che-è: l'Onni
amorevole

di fronte all'Assoluto

...immersi
nell'Assoluto –

quando il R a g g i o
assorbirà le ombre



SOSPENSIONE

tempo elastico
passato < presente > futuro
gli orologi molli di dalì
tempo-sospensione l'aprirsi del fiore
tempo di blake
sospeso nel balzo
lucente della tigre
tempo diluito non-tempo onirico
tempo dilatato che
scandisce deliri di luce
in una tela di van gogh
tempo sospeso
immobile indolore
felicità animale



NEL SEME DELL'AMORE
a Tagore

ascolta
...non senti urgere vita più vita
nel seme dell'amore che
aspetta di esplodere in un abbraccio cosmico?



VITA IN NUCE
entrare nella
morte-vita (sangue del pendolo /
tempo-maya con occhi
di luce)
                capovolti

"vivo"
               è nell'Oltre: cuore
                 del sole abisso
                   di cielo - antimondo



A

1.
vocale
in sospensione come urlo
muto - il bianco
dell'urlo
il nero
di rimbaud

2.
ritrarsi del
fuocosacro a un
vaneggiare di gole
spiegate /
scimmiottanti maiacoschi



COGLI IL MIO MORIRE

cogli il mio morire tra una
radice di sangue strappata e un'altra
appena nata dal suo grido



GANDHI

miracolo il sorriso
interiore
mentre il mondo ti ringhia addosso

ti offri s'apre una rosa
di sangue

nel Cielo un canto d'alleluja



VERSI ALL'AMORE

irradia un sole il mio cuore
che vuole incenerirsi
nelle tue braccia
ove la Bellezza delira

il tuo sguardo s'instella
dove comincia il cielo
anima bella
farfalla imprevedibile del volo



PARUSIA
(nell'ultimo giorno: scaduto il tempo osceno)

sporgersi sull'oltretempo ai bordi
della luce
presenze
evanescenti in chiarità
di cielo: farsi
corpi di luce


INFANZIA

Eravamo nell’età illusa
Eugenio Montale

la tenerezza dei giorni verdi
sparpagliati
nell’oro del sole appesi
alla luna

il papà dalle spalle
larghe come la volta
del cielo

quel sentirsi dèi – quasi
alati senza peso – e
non sapere la vita


Innocenza nostalgia del paradiso



ADOLESCENZA ASPRI SAPORI

adolescenza aspri sapori
occhi belli fieno nei capelli
alle spalle della notte
fuggire nello schiaffo del vento




NEL PERDURARE LA LUCE

le ore arroventate: erano
estati lunghe a morire

le corse pazze le ginocchia
sbucciate nel perdurare la luce:

ancora un mordere
la sanguigna polpa del giorno - ricordi? –



IL NULLA LUCENTE

in ka* nulla è casuale
credi morire non è farsi
pietra e silenzio: è grido
liberato pietà che vede -
ruotare
su cardini rovescio
del guanto - essere
sogno? luogo-non-luogo ubiquità
e s p a n s i o n e : lacerante
biancore il nulla lucente **

* ka: il "doppio" incorporeo dell'io
** P.P.Pasolini, da Poesia in forma di rosa



GRAVIDE DI LAMPI

la luna piegata sui miei fogli
compone queste lettere
gravide di lampi
tagliate nella luce
assetate
nel supplizio dell'inchiostro
vibranti
su pentagrammi di sogni



SEI LUCE SEI FUOCO

presente a te
chiamami Amore
la bocca colma di luce
sei fuoco
antimondo
chiamami a un silenzio di giardini
grumo vortice d'astri

presente a te
fuoco-luce chiamami
da un mondo di vetro
Amore fai ciak




POESIA ONIRICA

il sogno sfoglia
spirali di memoria
al lume di luna
disegna
il sonno delle rose



LA LUCE GRIDA

la luce grida aprendosi
uno spazio nel cuore



UN VERSO SALVAVITA

un verso salvavita ti bagna di luce
nell'orfanezza del Sogno



FIGURA

indiafanata da un vento di luce
sei immagine di sogno che svapora
in un cielo di cobalto



POESIA

scavare nascere nel bianco - parola
intagliata nel cielo del sogno - è
come estrarre sangue dalle pietre

(ecco forbici di luce
sfrondarti):

la pagina è tuo lenzuolo
mentre in amplessi
cerebrali muori-rinasci

(da un luogo puro giunge questo sole
sulla pagina)





ZEN

(non
studiare il taglio
di luce come l'artista)

non scegliere:

lascia
che sia fa il vuoto
fino
a essere e non essere



SONO DEL CIELO

sono del cielo
fuori dal suo azzurro

circumnavigo
psiche

abito la morte di me stesso
insieme a tanta vita



CADUCITA'

il tempo è uscito dal calendario
in un balenìo
di stagioni e amori svolando
obliquo
nel sole con ali d'icaro



A META' DEL SUO CORSO LA NOTTE

a metà del suo corso la notte
inghiotte l'ultima luce - rende
suoi ostaggi i corpi

su un mondo immateriale - più nostro -
il sogno apre il sipario



SOGNO DI ME

io non io esisto
di qua di là dello specchio (una
distanza mi separa: come
fossi da un'altra parte): vivo mi
agito dentro un sogno
lucido: Sogno di
me - creatura di sabbia




VOLI A SOLCARE L'INDACO

(voli a solcare l'indaco
staccandosi dal tramonto)

ti sveni come questa luce -
dai muri diroccati
dalle feritoie a spiarti
gli anni spogliati nel cuore:
l'infanzia che rimonta
dentro te come un sole (il sangue
sparpagliato nella luce):
l'esplodere dei sogni che aprivano
i mattini - l'innocenza
negli occhi di pianto
di quel fanciullo col suo aquilone -
sparito nel profondo azzurro...



MOMENTO

1.
una folla di stelle:
la stanza si riempie di cielo
come quando
in un punto
dell'eterno palpitò la mia essenza

2.
biancore irreale – carne-e-
cielo l'Io nell'oceanosogno
è guardarsi cadere
nell'imbuto fuori del tempo

fino all'attimo
prenatale alla luce del sangue



VISIONE: M'INONDO' IL SOGNO
(leggendo Jung - Storia del simbolo)

(luce che cresce il grido
della mandragora
l'albero capovolto)

...fuggii negli specchi
sprofondai nei cieli anteriori
cavalcando eoni-spaziotempo

vidi nella memoria cosmica
il centro di me
dove ardeva il mio sangue
in simbiosi col palpitare degli astri

coi segreti del vento la musica
delle sfere

il mio sangue confuso col cielo
della memoria


...precipitato nella vita



da LA DIFFICILE LUCE, 2005


* * *


CIELO INDACO

confondersi del sangue con l’indaco
cielo della memoria dove l’altro-
di-me preesiste – sogno
infinito di un atto d’amore



DENTRO UNA SOSPENSIONE

forme-pensiero dilatò
il mandala e una rosa di immagini
gli si aprì a ventaglio dietro
la fronte – col terzo occhio - in un
capriolare all’indietro di dolce
vertigine – fu risucchiato in stanze
della memoria archetipa e
da luce noetica immerso
in una pace amniotica
appena un grumo
in sintonia col pulsare di miriadi
di cellule ora si fondeva
col respiro dell’immenso corpo cosmico




AZZURRE PROFONDITA’

la testa affondata nel cielo (azzurre
profondità rivelano ombre
essere i corpi (il foglio la mano un
vuoto)
mi levo dal sogno bagnato
di luce




SONO UN MISTERO A ME STESSO

da me una distanza mi separa:
attraversa un incendio
la carne: per farla d’aria – vitreo
sperdimento

mistero a me stesso

e il mondo m’è fuoco dipinto *

* verso da M. L. Spaziani




DOPPIO CELESTE

entrare nello specchio: esserne
l’altra faccia:
uscire dal sogno di te stesso
apparenza di carne tornata pneuma:

ri-unificarti col tuo doppio
celeste: il-già-esistente di là
dal vetro: tua sostanza e pienezza



TRA ONIRICI LAMPI

tra onirici lampi
ride la tua immagine d’aria
intagliata nell’ombra del cuore



I FUOCHI DELLA LUNA

coi fuochi della luna bivaccanti nel sangue
baluginare d’albe e notti che s’inseguono
dentro il mio perduto nome
per le ancestrali stanze un aleggiare di
creatura celeste che a lato mi vive
nella luce pugnalata



PAESAGGIO INTERIORE

segreti cosmici ha il sangue: sperimenti
il mondo immaginativo nuotando
nel sangue come un pesce –
abitando le stanze dei nervi – leggendo
la geografia delle vene:

ti sintonizzi con la danza
delle molecole: sei nella danza: la danza

la circolazione
sfocia nei sensi: emerge un mondo
ispirato – da musica delle sfere –



FUNZIONE DEL CORPO

1.
fatto di polvere stellare
corpo-immagine / specchiato narciso
corpo-mito venere da spuma
corpo-amore corpo-fame
corpo-terra

2.
corpo vissuto come ferita /
desiderio / vita che non demorde
(corpo sacco dell’anima)
visto come mo(vi)mento/esperienza
(carta assorbente)

3.
corpo unico
irripetibile
primavera del corpo

3.a
(“si sveglieranno ed esulteranno”
Is. 26, 19)



LA DIFFICILE LUCE

esistere nel mondo: l’Essere
decentrato estraneo a sé
(lobotomia della propria
Immagine interiore –
da dispersioni di Energia
cristallizzati aneliti in un cielo
strappato voci
spezzate sul nascere)

rimanere in essere
incapsulati in una vita ch’è copia
sfocata dell’Originale:
diminuzione vita
a metà

pure:
zampillo d’acqua viva
dall’Io subliminale

la difficile luce



GRIDO IL MIO NOME

s’invertigina l’essere a
mimare la morte
(l’io avvitato in enigma
da koan):
non mi conosco non so
chi è l’essere che è me – buco
nero o anelito sulla
bocca di Dio – perduto io grido
il mio nome nei crinali del vento: discendo
nel mio specchio attendo
una nuova nascita



ANANKE

1.
luce/ombra le mie due metà
tendo all’Uno all’androgino
rapito dai vortici di
Splendore
(dalle Sue Ali di Fuoco)

2.
è l’io la linea che mi divide
in grovigli di vene (avvolto
nella camicia di nesso degli istinti)
sussistono tutti i contrari
--------- un tiro alla fune

finché non si frantuma il mio corpo
di vetro



PORTARE SE STESSO COME UN VESTITO

1.
processo è la vita stessa
il soggetto si racconta

1.a
da acque amniotiche
(da matrice atomica)
gettato dentro il mare-mondo

2.
l’io: tantino diversi: io-
metamorfosi
(voci di dentro)

2.a
io sospeso spasimo io qui-e-ora
io fatto vertigine e sogno
(stato di trance
un esistere in limine)

2.b
io-onda io moltiplicato
da specchi e pure a sé ignoto
io mancanza vuoto
di braccio amputato

AZZURRO

passaggio dal
nero al bianco
l’ascendere alla luce
azzurro quello delirante
di mallarmé la vocale
o di rimbaud
la rosa azzurra
azzurro: tutto il cielo
negli occhi
azzurro manto
di Maria



VIA LATTEA

cammino luminoso scala che unisce
il mondo dei morti a quello dei viventi:
a una estremità la costellazione
del Lupo – Antares – sorveglia
l’entrata nel regno dei morti – all’altra
quella del Cane – Sirio – apre
la salita del cielo e guida
i naviganti: è la stella
Maris – la stella del mare e la stella
di Maria



VITA

lascia che m’incenerisca
per nuovo sorgere
adamantino
nell’aria secca del fuoco
lascia
ch’io mi bagni fino al cuore
della luce della tua saliva

voglio sentire il mio essere
avvolto nel risucchio
del tuo imbuto cosmico del tuo vuoto affamato



L S D

nella magnetica notte allucinata
a vivere la tua morte urlata
anima infeconda strappata alla
pseudoincarnazione di un sogno:
parvenza d’amore immagine
accartocciata mortale

LA SERA BLU HA OCCHI DI TIGRE
(a Hemingway)

aureolato di fumo

ma dove va la vita
morte tenuta in vita che fluisce
con te o senza di te

per compagnia una bottiglia e una donna che
almeno per stanotte
ti allentino il suo morso
ti richiudano questo strappo infinito

(domani chiuderai la partita)

Hem
per gli amici

occhi in liquido cielo
capovolto



LA VITA NELLE MANI DEL VENTO

palpebre d’aria
chiuse sulla disfatta del giorno
(depistate tracce
rotte smarrite
a insanguinare il vento:
ruotare del tempo
nella sua vuota occhiaia)
anse d’ombre
annegano il grido
dell’anima giocata a testa e croce



COME SOSPESI

è perdersi nelle stanze arimaniche
progettando vite in copia carbone
questo disconoscerti poesia
autenticità spolpata da virtuale e stress

è come stare sospesi nello sporgersi
da delirante vetta interiore l’aprirsi
di crepaccio la sua bocca ad urlo



PAROLA

erlebnis del phonema –
conchiglia
d’aria – sul mare della memoria

una stella di sangue è il sole della pagina

parola – tua preda o forse
tu preda della parola

amore zenitale

le nozze del fuoco



SOGNO
a Dino Campana

si librava lo spirito nello
splendore di quel sorgere:
si chinava
il Sole a baciare la
sua storia: a
rischiararla tutta – in un istante

l’anima del
poema mai concepito
s’imbeveva di alfabeti
ineffabili –
galleggiava in quella luce
bianca



IQBAL
in memoria di Iqbal Masih, tessitore di tappeti,
portavoce dei diritti dei bambini lavoratori, ucciso a 12 anni, il 16 aprile 1995

come un bosco devastato
intristirono la tua infanzia
di pochi sogni

tra trame di tappeti e catene
ancora grida il tuo sangue nei piccoli
fratelli – il tuo sangue che lavò la terra

quel mattino che nascesti in cielo – dimmi –
chi fu a cogliere il tuo dolore adulto
per appenderlo ad una stella?




A DAVIDE
morto a 17 anni il 16.4.1995, domenica di Pasqua

ti videro rimbalzare come un fantoccio
contro il parabrise

eri la loro preda
di turno: sul collo il fiato
di quella banda di cani armati di mazze

(arancia meccanica
una domenica pomeriggio
quando le ore si dilatano e
la città è una giungla)

sui tuoi sogni si era chiusa la Notte

ti ho rivisto all’obitorio: sentivo
il tuo corpo astrale aleggiare
su quei resti e palpitare un intero
universo nei tuoi occhi di vento: Davide
non più diviso tra terra
e cielo: in te racchiuso il Segreto

[Nota – Davide e il piccolo Iqbal sono affratellati dallo stesso destino:
una tragica morte avvenuta lo stesso giorno, mese e anno, domenica di Pasqua.]



NELL’INDICIBILE

tu dici è scandalo la morte ma può
esserlo la bellezza perduta del fiore o
della farfalla che vive la luce di un giorno?

dietro il velo dell’esteriore il fiore
il verde la foglia – parte del cosmico
sé di cui è specchio il di qua – vivono ab aeterno
l’indicibile essenza di fiore/verde/foglia



A RISALIRE VORTICI

a specchio di cielo
cuore
a risalire vortici
di vita dispersa
(d’ore ubriache)

vorresti tuffarti
nell’azzurro fonderti
con la luce



ESSERE

1.
bava di ragno a tessere
unità del tempo
(gusci d’entità
masticati da morte
my body is my suit)

1.a
letto di procuste
(visitarsi in sogno)
dell’anima

2.
essere
come momento
il qui-e-ora
il Sé irripetibile il Sé universale
my spirit is soaring

3.
perdersi in chiarità di cielo
farsi libro aperto

3.a
(dove albeggiano azzurrità di strade alte)



DA QUESTO MURO

da questo muro
trasudo le morti di tanti
sono l’urlo di ginsberg
il grido di munch di guernica
queste parole sono pallottole
dirette al cuore
voce di chi non ha voce verità di Cristo
di certo m’imbavaglieranno

non sopportano di guardarmi negli occhi




ANCHE PER VOI

salgo sulla croce anche per voi disse con gli occhi
rivolto a quelli che lo inchioderanno
anche per voi che ancora nei secoli
mi schiaffeggiate sputate
negando la vita buttandola tra i rifiuti
aizzando popolo contro popolo
sotto tutte le latitudini
salgo sulla croce anche per voi
che mi sprecate nelle icone
per voi nuovi erodi/eredi della svastica
che insanguinate la luce delle stelle
oscurando la Notte della mia nascita
anche per voi potenti della terra
razza di serpenti
che non sopportate di sentirmi nominare
dal mio costato squarciato fiumi di sangue
tracciano il cammino della storia
la mia Passione è un solo grande urlo muto
di milioni di bocche imploranti
dinanzi al vostro immenso Spreco
con cui avete eretto babeli
di lussuria come cultura di morte



LA FORZA DELLA PAROLA
a Dalton, Heraud, Urondo

- tre poeti assassinati – mi diceva
(occhi persi nel vuoto
a inseguire chissà quale visione) - tre
in posti diversi – (ne rammentava solo
vagamente i nomi e i luoghi)
- vedi: - puntualizzava – il potere è nemico della luce:
non sopportando la forza
della parola
si mimetizza viscida serpe
tra sterpi e inietta il suo veleno -



LA FORZA OSCURA

l’alba è schiusa palpebra
dell’Orologiaio del cosmo –
col mio emisfero destro
vivo la meraviglia la poesia della vita
credo nell’amore contagioso –
ma mi riconosco in chi non sa guardare
a lungo la Bellezza
negli occhi senza assassinarla
“perché ogni uomo uccide ciò che ama”

e allora cos’è questa forza
oscura che mi strappa
gli angeli dai sogni? chi
viene a violentare il fragile azzurro?



UN DIO CIBERNETICO?

vita asettica: grado
zero del divino Onniforme
(ma la notte del sangue
conserva memoria di volo)
vita sovrapposta alla sfera
celeste regno d’immagini
epifaniche / emozioni
elettroniche
eclissi dell’occhio-pensiero



A DANILO DOLCI

risalire all’immagine infranta
dove è voce del sangue
la ferita aperta del cielo – limare
le parti non combacianti
con la figura del divino: è questo
che fai intendere e
la chiami città
terrestre la tua voglia
di rivoluzione: tu innamorato
dell’uomo nuovo – del suo
costruirsi incessante –



AION

1.
chi ti ha fatto sapere ch’eri nudo?
l’entrare della morte nel morso
della mela
(si erano creduti il Sole
scordando di essere riflessi)

1.a
il serpente mi diede dell’albero e…
eva la porta
di sangue
per dove passa la storia

2.
nell’incrocio dei legni
la conciliazione degli
opposti (lo scheletro del mondo)

2.a
è il Figlio che pende
dai chiodi
la risposta a giobbe

3.
ancora l’assordare dei martelli ancora
un giuda che fa il cappio abbraccia un albero di morte
- sulle labbra il fuoco del bacio



LA VIDA ES SUENO

con calderon* dici la vida
es sueno mentre ti dibatti
in un non-tempo onirico:
sorveglia ogni gesto
un testimone interiore / custode
del sogno – e se nel saperti
forma vuota volessi
uscire dalla vita
non c’è
grido o sussulto che tenga

* Calderon de La Barca




TRASFIGURATI ANELITI
(a Emanuel Swedenborg)

(quest’abito sta stretto - è
peso di terra

un fuoco passa per la carne)

ali ha lo spirito per
vastità ineffabili

per volare fra le braccia della
luce

profonde azzurrità
l’attraggono - sua origine e
sorgente

trasfigurati aneliti hanno
occhi di cherubini
- di là - benevoli



NEL PAESE INTERIORE

nel paese interiore eiaculo i miei sogni -
fuoco e sole dell’anima - vivo
una stagione rubata al tempo (mimesi
icariana sul vetro del cielo)

nel paese interiore brucia il mio daimon
di febbre e di luce



NEL ROVESCIAMENTO

non vedi al di là
del tuo naso scientifico:
è come leggessi sull’acqua
lettere storte: poiché noi siamo
nel rovesciamento afferma
la weil - e negazione
ci appare la grazia



QUALE AMORE

nell’amore sai non c’è ricetta
che tenga: è buona regola giocare di
rimessa / vuoi

possedere l’oggetto d’amore e
resistere all’amore Quello-che-si-
dona

tu cuore diviso tra cielo e
terra carne/amore non più che sparso
seme



CANTO PER NKOSI

(In memoriam: a Nkosi Johnson, morto a 12 anni, il 1° giugno 2001, a
Johannesburg. Nato sieropositivo, fu scelto come testimonial contro il
morbo dell’ AIDS)

(Non posso pensarti dolente
da che morte odora di resurrezione.
Eugenio Montale)

colei che ti diede vita
la sai madre di cielo
bambino che hai corteggiato la morte -
tu messo in un angolo come vergogna
(lo sguardo orfano rapito
in vastità di cieli) presto non più
che mucchietto d’ossa - Nkosi
sei la nostra Coscienza:
e violentaci dunque nel profondo - tu
con la purezza di un breve mattino

mentre questa morte - vedi -
già s’ingemma di sole




UROBOROS

tagliato fuori
dal cielo (stato uroborico
di participation mystique)
calato in un io che non sai dire
chi sia: se non presenza passeggera:
sospeso esistere
nel seme dell’amore:
attesa di pienezza nel pleroma



CONIUCTIO
(a C. G. Jung)

quando si unificheranno gli opposti e il Sé
riaffermerà la propria natura ermafrodita
e dallo squarcio del velo di maya
si manifesterà l’Altro - la nostra
controparte
(sconosciuta e prismatica) che
ci visita in sogno - l’occhio
interiore: allora còlta la totalità
si sarà dissolto insieme allo schermo
di apparenze nomi e forme
insieme alla rappresentazione della storia
e ai fiumi di sangue e di parole

anche il sale delle nostre lacrime


CHI SIAMO

caduta la carne
svelati a noi stessi:
non più enigma che arrovelli
(restano unghiate sulla carne
del cielo a presenza
d’un sentire stuprato):

allora l’essere si aprirà
la luce schiuderà le braccia
saremo seme fiore stella - le
prismatiche facce del Sé -
allora in noi

non più un vedere attraverso
uno specchio in enigma: sarà un camminare
sulle acque

(alla luce dell’epistéme*
avrà la kènosis**
vitrea trasparenza)

* epistéme = conoscenza
** kènosis (qui sta per concetto di) = svuotamento del divino




ATTIMO-FUTURO

1.

nell’addentare il frutto proibito
si ritrovò affamato d’amore

1.a

(fu il creare gioco o sogno di Dio / coito mentale)

1.b

(si mordeva la coda il serpente uroboro
racchiudeva in sé l’uovo del mondo)

1.c

in quell’attimo infinitesimo la
storia dell’uomo era già scritta: passato e
futuro un tutt’uno simultaneo

2.

non lui va verso il futuro: esso
gli viene incontro ed è già presente
focalizzandosi in fotogrammi: ciò che avviene
esiste prima di lui: forse in un’altra
dimensione egli l’ha già vissuto (presente
a sé come il sé nel sogno) (abitante il riconoscibile istante
dentro una sospensione)

3.

il déjà vu è acquattato tra pieghe dell’inconscio

3.a

come in una sequenza di specchi
gioca con l’alter ego nell’eterno presente

punto da cui si vede il Tutto

versante luminoso del Sé: l’aleph



PLATONE

essere :
notte dell’anima
il cammino
il tempo è la caverna
lancinante
attendere ti trapassi
Amore sole cosmico



LETTERA DA UN AMICO

- non serve voltarsi indietro – mi scrivi -:
se metti in conto i limiti
le morti contratte le paure
passate e avvenire se porti in cuore
sventrate lune albe-capestro
se non ti esponi per
puro calcolo non fai
che raccogliere i frutti d’una vita
spesa male: presto
essa ti presenta il conto – deve questa vita
restarci nelle mani: dare tutto
se stesso a perdere arricchisce:
amare non è forse una scommessa?
dici (e la parola è bisturi): percorri
lo stretto marciapiede a lato
del cuore: nel profondo di te nel buio
di stelle calpestate ascolta il grido
verticale
che da caduta può farsi preghiera



DEUS ABSCONDITUS

(sempre a metà strada noi: sempre
nella terra di nessuno: il
fratello oscuro che s’agita nel sangue
(lato notturno dell’anima) che mima
il dolore del cosmo

(attraversando la valle della morte
penetrati da tutto il freddo del mondo: immersi
fino all’ultima fibra dell’essere
in un dramma da consumarsi fino in fondo)

il Dio che sta dietro le apparenze: il Dio
sconfitto nella storia Dio-del-paradosso
che vince con la debolezza - il Totalmente
Altro: l’increato (ab aeterno) che si
a u t o l i m i t a

per recuperare la sua potenza alla
fine dei tempi – grumo di vortice d’astri –



LUCE AL TUO PASSO

se il soffrire non coniughi
con l’amare è un niente la vita – avrebbe
detto simone weil
buconero-in-buconero direbbe einstein
(dal crogiuolo del dolore guardare
oltre il visibile oltre
l’io – schermo di carne)
ma più in là tu non vuoi vedere – solo
cattiva stella che graffia l’azzurro del tuo cielo
(ed è gioco perverso pensarla
nel tuo codice iscritta):
credi: è per risorgere che in te
sperimenti l’abisso: impara a guardare
il sole: esci dalla platonica caverna –
ascolta: non esiste solo nelle favole
il tuo angelo: egli da dietro il velo
del tempo è luce al tuo passo
perché vivibile sia questa vita: perché batta
nel sangue un tempo tuo – rotondo
(non sai che della polvere dei sogni
son fatte le sue ali?)
il tuo angelo – se vuoi – sarà simile
a emanazione di luce/visione
di blake:
attiva il terzo occhio – sii come
la clorofilla che si nutre di luce



CIELO INTERIORE
(a Gustavo Rol)

cosmonauta di spazi
sovramentali
trasfiguravi il tempo
velandolo d’irreale:

quiddità di un cielo
interiore
aperto su mondi paralleli



SENZA TITOLO

al di fuori di me –
io stesso luogo-non-luogo –
mi espando

di cerchi concentrici è il lago
del mio spirito: sasso gettato
dal capriccio della musa

fremito d’acque e stelle



JUNGHIANA

legato a un vago giro di pensiero
alla tua libido caro freud antepongo
la vita che guarda se stessa guardarsi:
il centro del mandala dove la luce
pensa – le nozze alchemiche – alla
mancanza di sacralità il Pesce *
l’enantiodromia (Unus
mundus) – all’analità l’Anima l’Animus
l’Ombra - il corpo che si apre nel suo doppio – la
nostalgia di un cielo prima della caduta

* Simbolo del Cristo



NELLA VALIGIA (NOTE DI VIAGGIO)

(il chi-siamo-dove-andiamo:
dove la mente
inlabirinta)
l’io
vestito di nebbia
promesso alla morte –

(nella valigia pronta la perdita
originaria la vita a
metà)

risucchiato come da un tunnel…
attraversato
da flutti di luce

destinazione: il Sé




AGAPE / EROS / PHILIA

imago dèi: noi chiamati
ad amare (senza essere nostri)
noi abbracciati dalla
Luce: dai tre aspetti dell’amore:
Dio madre / amante / amico
(agape / eros / philia)

l’Uno dai molti nomi:
sole – oceano – fortezza


da FUOCO DIPINTO, 2002

 

******


FELICE SERINO - POETRIES 


TRANSLATIONS: MARIA LETIZIA FILOMENO 

IN THE MIDDLE OF ITS WAY THE NIGHT 

in the middle of its way the night 
swallows the last light - makes 
bodies hostages 

in a ethereal world - closer to us - 
the dream starts playing 


I DREAM MYSELF 

I-not-I exist 
before and inside the mirror (a 
distance separates me: as 
if I lived in another part) I live I stir 
inside a vivid dream: I dream 
myself - sand creature 


FLIES STREAK THE INDIGO 

(flies streak the indigo 
moving off the sunset) 

you bleed yourself like this light - 
from the slits 
of tumbledown walls you spies 
the deprived years in your heart: 
the childhood rises 
inside you like a sun (the poured 
blood in the light): the explosion 
of the dreams that opened 
the mornings - the innocent 
light into the weeping eyes 
of that child with his kite - 
disappearing in the deep-sky-blue... 

THE INK CRY 

God exiliated 
behind man's 
eyes 

opens the night casket 


IN THE LASTING-LIGHT 

the hot hours: they were 
summers hard to die 

the mad running and the grazed 
knees in the lasting- light: 

another bite 
at the bloody pulp of the day - do you remember? - 


LIFE 

let me become ash 
to a new adamantine 
birth 
in the dry air-of-fire 
let 
me wet up to the heart 
of your saliva's light 

I wanna feel my being 
wrapped into the eddy 
of the your cosmic funnel of your hungry empty 


LIGHT-BLUE 

passage from 
black to white 
the ascent to light 
light-blue the delirating blue 
of mallarmé the vocal 
o of rimbaud 
the light-blue rose 
light-blue: the whole sky 
in the eyes 
light-blue mantle 
of Mary 


VERSES TO LOVE 

my heart irradiates sunlight 
my heart that wanna be burnt 
to become ashes into your arms 
where Beauty raves - 

your sight becomes star 
where the sky begins nice 
butterfly-soul 
in your unforeseeable fly 



ARCHETYPES 

(written few minutes after the waking up at dawn of 14/5/04) 

(like when in the evening you don't realize 
to fall into the arms of Morpheus and desire 
your last farewell) 

the undetermined moment is a point floating 
in the air from which start unforeseeable 
lines of dreams dear 
to dalì that give back light to archetypes and have 
a self-life in their blood 


IMMIGRATED 

this man: sadness of a bare tree 
remains of life open 
wound - eyes that loose 
fragments of sky - 
this man become 
a torch - 
to play - 

pointed at with fingers: the "one" to burn 



AMONG ONEIRIC FLASHES 

among oneiric flashes 
your air-image laughs 
carved in the heart shadow 



BLUE DEEPNESSES 

the head plunged into the sky (blue 
deepnesses reveal shadows 
to be bodies - 
the sheet the hand an 
empty space) - 

I get out from the dream wet 
by light 



DREAM 

(to Dino Campana) 

the soul hovered in that 
rising-splendour: the sun 
bent to kiss 
its history: to 
light it all in a moment - 
the soul of the 
never-conceived poem 
absorbed ineffable 
alphabets - 
floated in that white 
light 



TRANSLATION: Mauro Conti 

THE STRENGHT OF THE WORD 
to Dalton Heraud, Urondo 

- three killing poetries - sad me 
(eyes lose in the empty 
to pursue who knows that vision) - three 
in different places - (he remembered only 
ramblement the names and the localities) 
- see: - specifided - the power is enemy of the light: 
it not bearing the strenght 
of the word 
it camouflage viscid snake 
in the brushwoods and inject its poison - 

L S D 

in the magnetic night hallucinating 
for live your howling death 
barren soul pull at the 
pseudoincarnation of love imagine 
rolling up mortal 



FUNCTION OF THE BODY 

1. 
doing of starring-dust 
body-imagine/flawless narciso 
body-myth venus from surf 
body-love body-hunger 
body-earth 

2. 
body leaving like wound/ 
wish/life-that-not-yield 
(body bag of the soul) 
seeing like mo(uvi)ment/experience 
(blotting-paper) 

3. 
only body 
unrepeatable 
spring of the body 

3.a 
("them awake and exult" 
Is 26,19) 


Translation: Alfredo Varriale 

THE LIFE IN THE HANDS OF THE WIND 

eyelids of air 
closed on the defeat of the day 
('depistate' traces 
lost routs 
to stain the wind with blood: 
to rotate some time 
in her empty rings) 
handless of shades 
drown the cry 
of the soul played to head and cross 



THE DIFFICULT LIGHT 

to exist in the world: the Being 
decentralized extraneous to oneself 
(lobotomy of the proper one 
internal Image - 
from dispersions of Energy 
crystallized gasps in a sky 
teared voices 
broken with birth) 

remaining in to be 
encapsulated in a life that is copy 
blurred of the Original: 
diminution in half life 

also: jet of living water 
from the subliminal self 

the difficult light 



PREGNANT OF LIGHTNING FLASHES 

the moon folded up on my sheets 
it mends these letteres 
pregnant of lightning flashes 
cut in the light 
thirsty 
in the torture of the ink 
vibrate on chords of blood 



THE MOON'S FIRES 

with the moon's fires in the blood 
blinking of dawns and nights 
that are pursued 
inside my lost name 
for the ancestral rooms a blow of 
celestial creature that lives at my side 
in the stabbed light 


translation: Terenzio Formenti 

ONEIRIC POETRY 

the dream thins out 
spirales of memory 
at the light of a moon 
draus 
the sleep of the roses


Translation: Maria Letizia Filomeno 

ANGEL OF POETRY 

soaring your blue wing in my blood 
(I-not-I: you transcend in me and exist) 
the birth of my dawns soaks in ineffable alphabets 



PAROUSIA 
(on the last day: expirex the indecent time) 

to lean forward overtime at the light 
borders 
evanescent presences in sky 
clearness: they became 
bodies of light 



PICTURE 

made transparent by a wind of light 
you are imagine of dream that fades away 
in a cobalt sky 




I'M OUT OF THE SKY 

I'm out of the sky 
blue 
I circumnavigate 
psyche 
I live in my own death 
together with so much life 



THE LIGHT CRIES 

the light cries breaking 
a space in the heart 



A LIFESAVING VERSE 

a lifesaving verse sprinkle you light 
in the orphanhood of the Dream 



SEED LIFE 

entering the 
death-life (blood on the pendulum / 
maya-time with eyes 
of light) 
overturned 

(unexpressed 
Essence impressed in 
negative) 

"live" 
is Beyond: sun 
heart sky 
abyss - anti-world 




IN THE SEED OF LOVE 

listen 
…don't you feel life pressing 
in the seed of love that 
is going to burst in a cosmic embrace? 



IN THE MIDDLE OF ITS WAY THE NIGHT 

in the middle of its way the night 
swallows the last light - makes 
bodies hostages 

in an ethereal world - closer to us - 
the dream starts playing 



OMNILOVE 

accept to become 
transparent (open book) 
accept to let oneself crossed 
by life - by dead-life (rose 
and cross) - 
by the One who is: the omni 
lovable 

in front of the Absolute 

…immersed 
into the Absolute - 

when the R a y 
will absorb the darks 



AT THE BOTTOM OF THE MIRRORS 
(to J. L. Borges) 

in an increasing of mirrors (escape of 
naissances and deads) 
imprisoned is the light 
of your déjà vu - 
you can year is you listen to the dull 
drums of blood 
in the bottom of the mirror where you 
read the eternal return (life 
judges us) - there is the centre the overturned 
world: your aleph - 
the key the riddle 



THE FACE SIDES 

between reality and appearance the oval 
face looks at you from the bottom 
of the mirror of a smocky bar - 
not be able to see you as the others 
see you - the other side of you the unexpressed 
form you can imagine to assume 
in the other world - 
(notice yourself from the back or 
spy sidelong is a perverse 
play of hyde - meeting with the Dark) 



WIND OF MEMORIES 

it's salamander 
motionless surprice 
that pretends to be dead 
two cross-shaped arms 
sky of flesh wind 
of memories the life 

now broken-off 

till the spinning 
top sharpens its pivot * 

* a sentence from Montale 



TECHNIQUES OF DEATH 

atoms of loneliness 
abandonings/partings/ends 
tastings of death 

the figurative deaths the 
disguised suicides/homicides 
the blue night of the soul 

death is present in the birth 
dying leads to birth 
emigrations from shape to shape 

my God please cleanse our hearts 
now and at the time of our death 


SUSPENSION 

elastic time 
past < present > future 
the soft clocks of dalì 

time-suspension flower blossom 

time of blake 
suspended in the shining 
jump of the tiger 

dissolved time oneiric non-time 

dilated time that 
scans light ravings 
in a painting of van gogh 

suspended motionless 
painless time 
animal happiness 


THE GENTLE POWER 

God is patient: he has got 
endless unspoiling dreams 
for human beings 
(cosmos centre: he doesn't 
play dice) 
he visits our 
sorrows - he sends angels 
to sweep the heart corners 
(his drawn is Beauty) 
his power is gentle 


THE SHINING NOTHINGNESS 

in ka * nothing is chance: 
believe dying is not to turn 
into stone and silence: it's a freed 
cry pity that sees - 
rotate 
on hinges other side 
of glove - to be 
dream? place-non-place ubiquity 
e x p a n s i o n : blinding 
whiteness the shining nothingness ** 

(* ka: the ethereal "double" of I 
**P.P.Pasolini, from "Poem in shape of rose") 


YOUR POEM 

when capering in the prenatal sea 
leads you to walk backwards 
your life (all in a go) - resetting the I-space-time - 
then you'll read the only true poem opening 
your eyes on the endless Dream: your 
Poem will ride in a bluedawn the billows 
of blood it will bloom in the eyes of an everlasting youth 



IN A SUSPENSION 

shape-thought expanded 
the mandala and a rose of imagines 
opens like a fan behind 
the front by the third eye - in a 
jumping towards behind of sweet 
vertigo - he was swallowed up by in rooms 
of archetypal memories and 
newethic light immersed 
in an amniotic peace 
just a lump 
in sintony with the beating of myriad 
of cells now fused 
with the breath of the immense cosmic body 


INDIGO SKY 

mixing of the blood with the indigo 
sky of the memory where the other- 
of-me pre-exists: never ending 
dream of a love action 


YOU ARE LIGHT YOU ARE FIRE 

present to you 
call me Love 
the mouth full of light 
you are fire 
antiworld 
call me to a silence of gardens 
lump whirlpool of stars 

present to you 
fire-light call me 
from a glass world 
Love do ciak 


THE INEXHAUSTIBLE LIFE 

the mind in stand-by (half out 
of a parallel world) - a tree and sky 
sing will lull you you still enjoy 
for a while the sheets warm: now 
you feel life entering you: everything 
you feel flowing into you as a river (il beats 
as a round in the blood your time - 
you feel sharing the sun): now 
that you catch life - more life - you don't even care 
of a body that will decay 


POETRY 

hollow out to be born in the white - carved 
word in the dream sky - is 
like taking blood from stones 
(here are the light scissors to cut you down): 
the page is your sheet 
while in cerebral 
embraces dye and born again 
(from a pure place this ray of sun hit 
the page)

POESIE SPARSE E RECUPERATE

 

 

            

DOMANI ANCORA UNA PENA

 

dopo otto ore alla catena

neanche la voglia di parlare

davanti alla tivù-caminetto

e morfeo ti apre le braccia

 

(restano impigliati

nello stridìo della macchina

brandelli di coscienza)

 

domani ancora una pena

l'anima tesa sul grido

del giorno

 

in spirali di alienazione

 

1980

 

 

SISTEMA

 

sul vento delle braccia

pensieri decapitati

 

la cattedrale di sangue

eretta

con la ragione del numero

dell'efficienza

 

1980

 

 

CON LE NOSTRE RADICI DI CIELO

 

in noi la vita lascerà

la firma di una cicatrice -

 

dibattuti

tra libero arbitrio e destino

sedotti dall'avere richiamati all'essere

fatti di carne nella carne finiti

tentiamo dare un senso a questa

vita avuta in prestito:

 

con le nostre radici di cielo e

terra

ci attacchiamo a quanto sia antidoto

alla solitudine vuota occhiaia del giorno che

chiudendosi ci ritorna un io maciullato

dentro la sua macina

 

1980

 

 

A DANILO DOLCI

 

la nostra città

terrestre inizia dove

l'uomo si fa violenza - di là

dai cancri di questa era

suicida -

 

tu lo insegni al bambino

che tende le sue prime

radici nell'aria:

 

rivoluzione è costruire

la città terrestre oltre

le notti che si spaccano alla volta

del cuore

 

1980

 

 

BLACK OUT

 

la città-piovra con i suoi mostri

meccanici e le facce

robot - tra alveari

di vetrocemento in un'orgia di semafori e

insegne vedi lupi azzannarsi: è questo

l'uomo?

 

(in tempi di crisi

anche l'anima rischia il

black out)

 

1980

 

 

LA LATITANZA

 

ipotesi di vita dormono nel seme

dell'amore che aspetta di esplodere

in un abbraccio cosmico

 

            intanto

si aggrappano a troni di sangue

radici nate dal cuore del mondo

 

1980

 

 

MONDO

 

ti reggi su cumuli

di escrementi ed erigi

altari di miti grondanti

sangue tra nebbie

di droga e masturbazioni di

coscienze:

 

dai tuoi genitali di storia

il seme delle

generazioni ruotanti nel tuo

Caos

 

1980

 

 

APPUNTI DI VIAGGIO

 

cielo aperto in uno squarcio rosso

 

            alla radio

            "gli ultimi eccidi"

 

t'inchioda nel suo vortice la

precarietà dell'essere

 

parabola di carne

 

            come gl'insetti

            contro il parabrise

 

1980

 

 

SVOLTA

 

caduti i miti sul quadrante

del mondo dove stride verità

che apre la cerniera della notte

l'uomo fuori delle spirali

di città-caos oltre i pensieri

dilaniati si volgerà dove albeggiano

ferite azzurre le tue strade

di cielo

 

1980

 

 

ESSERE

 

s/oggetto schegge & grido buco

nero

            nello spacco

            del giorno la parabola

 

(dove si apre la vertigine e la vita è

frantumazione dell'io)

 

essere

palpito avvitato nei gorghi del finito

essere arco teso e freccia

del divenire luce

& abisso dentro cuore di carne

 

1984

 

 

SPIRALE

 

dilaniate in crogiuoli

d'ingiustizie-torture

coscienze si tendono sulla parabola

del giorno dove alveari-

ghetti inchiodano a spirali

di sangue chi non ha voce e la vertigine

dell'essere si fa carne e grido

 

 

1984

 

 

MEMENTO

 

(alle madri dei deseparecidos)

 

dimora nella ferita del cielo

il vostro urlo modellato

dagli squarci della storia

 

non piangete sui mattini

rossi di olocausti

dal loro sangue

nasceranno colombe

 

1984

 

 

DALL'IMMAGINE SPEZZATA

 

ricomporre i frammenti vuole tempi

lunghi come la storia - : risalendo dall'immagine

spezzata fino all'ultima ferita

in un sol grido rivivono squarci

d'identità i fantasmi che furono te:

per poco: li inghiottirà una fuga

di luci la città verticale

allucinata: la sua bava

di ragno che tesse latitanze

 

1988

 

 

ALLO SCOPERTO

 

entrare nel morire tra seduzioni

dei media è frantumazione

dell'io è uscire nudi

allo scoperto:

 

spoglio di alibi-corazze

con radice di sangue

e cielo è cuore che risale

in luce sue macerie - la vertigine del tempo

vuoto -

 

1988

 

 

DELTA

 

dove

è grido-linfa rappreso

la voce del deserto -

detrito al diramarsi

dell'essere senza

foce: qui col tuo peso

di terra ti consegni

alla morte

 

1980

 

 

LINEA DI MONTAGGIO

 

lo hanno visto inginocchiarsi

davanti alla centoventesima vettura: come se

volesse specchiarvisi o adorare

il dio-macchina:

46 anni: infarto - parole

di circostanza chi deve informare la

famiglia - l'attimo

di sconcerto poi li risucchia il ritmo

vorticante: come se nulla

sia accaduto: la produzione

innanzitutto

 

1988

 

 

DON PABLO

 

(a Oscar Romero)

 

diceva tra l'altro (in una

delle sue omelìe

di fuoco): - il terzo mondo

ha le vene

aperte il primo una coppa

nelle mani

 

la verità che si faceva

martirio si tinse

di sangue: ancora una volta

volevano

uccidere il vangelo

 

1988

 

 

DOWN

 

questa vita

che apre gli occhi sui giorni

feriti

ti ha lasciato per firma

una cicatrice

 

- segnata con l'inchiostro

indelebile

della nostra indifferenza

 

1988

 

 

 

VITA-ALLODOLA TRAFITTA

 

dal buco dell'ozono il tuo grido

verticale: vita-allodola trafitta

da migliaia d'aghi avvelenati -

 

la tua storia la descrivono cieli

innocenti tra crepe di asfalto 

palazzi di vetro che s'ergono

come templi specchiandosi

in fiumi d'ossido -

 

dove non ha lasciato verde

l'uomo tra sé e la sua fine:

qui leggi questa

negazione di te che arde - sottile –

 

[1995]

 

 

 

CHARLOT

 

(la tua magia è fumo

che vola sul tempo

fra palpebre d'aria)

 

l'ora si fa elettrica

nel cielo di una risata

 

 

 

TIENANMEN

 

... consumato l'eccidio

lavato il sangue

                         (ma non

dai loro occhi e dagli occhi

della storia)

 

la libertà la vita: unghiata

sulla carne del cielo: un grido

rosso come il cuore

 

[1994]

 

 

 

UN CIELO NUOVO SI PIEGHI

(contro la fame nel mondo)

 

quelli che espongono una bandiera

di carne - i senza

voce - che calpestano

un tappeto di morti senza

croci:

i milioni di bocche imploranti

dinanzi a uno spreco infinito: i nati

nella parte sbagliata del mondo -

quel gemito di carne che Madre

Teresa coglieva tra i rifiuti: gli

u l t i m i

 

per questi facciamoci voce

fin nell'intima fibra

da un sangue

innocente germoglino nuovi

virgulti e un cielo nuovo si pieghi

sull'uomo - lo liberi dal suo grido

 

2006

 

 

 

RESISTO AL MIO TEMPO

 

Sono questi meriggi

ancora lunghi a morire.

Voli bassi tagliano

il rosso del cielo.

Vedo

sui muri

delle case le ferite

del mio tempo:

son quelle degli anni

spogliati

 nel cuore.

Oggi mi sveno come

questa luce:

risalgo rovine.

 

1980

 

 

 

IRPINIA

 

hanno ordinato lo sgombero

ti hanno assegnato

il prefabbricato - "diritto"

di terremotato -

 

contro queste mura

resta schiacciato il tuo grido

 

(brindano col tuo sangue

gli sciacalli del potere - preparano

per tuo figlio emigrato un cielo

di ossido aggredito da fabbriche

robot morte chimica)

 

ordinato lo scombero - resta

su queste mura

infranto il grido-preghiera: eco

di sangue della tua metà

sepolta sotto le pietre

 

1989

 

 

TAU

 

1.

noi pasta del mondo - ma fatti

anche della stessa materia

dei sogni - nella parusia segno

del tau saremo

"pneuma"

 

2.

la croce è perdente per la

logica del mondo (Dio

un dio funzionale

per la coscienza addomesticata) -

in fondo al cuore il doppio

o la divisione ovvero

il negativo di sè il giuda

potenziale l'antitesi:

                        l'entrare

            della morte nel morso

            della mela -

            eva la porta aperta

(per dove passa la

storia - questo riprodursi di Cristo

nell'uomo divorato da un dio

vuoto: l'assorbirne

la morte)

 

1990

 

 

NASCITA

 

nel giardino dell'amore

tremante fiore di carne

sorpreso nel suo

dischiudersi

 

1993

 

 

C'ERA UNA VOLTA IL NATALE

 

Natale commerciale:

chi è impegnato

in confezioni-regalo

chi a spianare

la via della pace -

sotto ogni latitudine

si nega la nascita

con fiorenti business

di morte -

pure in quelle parti del mondo

sconvolte

dall'incalzare della storia

Cristo rinnovi

il dono

di natività

 

(del Natale fa scempio

chi specula sulla miseria -

chi non aspetta più

nessuno - )

 

1992

 

 

 

CE STEVE NA VOTA NATALE

 

 

Natale è addeventato nu commercio

 

chi fatica p'appriparà 'o rialo

 

chi spia

 

'a via d''a pace

 

pe' tutte 'e pizze d''o munno

 

se nega 'a nascita

 

penzanno sulo 'e fa affare

 

ca portano 'a morte.

 

Pe' tutt''o munno

 

Cristo

 

adda purtà

 

pe' dono

 

'a natività

 

d''o Natale

 

ne fa carneficina

 

chi specula

 

'ncopp''a miseria

 

chi oramaje

 

nun aspetta cchiù a nisciuno...

 

 

FELICE SERINO

 

 

Traduzione di Luciano Somma

 

[sul sito: www.partecipiamo.it ]

 

 

 

 

VERSI RITROVATI

 

(Trittico per mia moglie Angela)

              1981

 

I - Oggi raccolgo i frammenti

dell'io e ti sento come

un sole dentro il cuore -

sei alba del mio sangue -

 

II - Rifugiarmi sul tuo piccolo

grande cuore o amore

è tenerezza che accende

negli occhi bagliori di stelle

 

III - Nel cielo dell'anima

il tuo amore è grido

di luce che colora

le mattine d'estate.

 

1993

 

 

LA VIGNA

 

Il Signore della storia

ha offerto la sua vigna

perché portasse frutto -

ma l'uomo l'ha devastata

 

la vigna di Dio non è

divisa da ghetti

-razza o colore-

 

la pianta dell'amore eleva i suoi rami

nel cielo come un canto

 

1994

 

 

A EDITH PIAF

 

t'intagli

nel cuore d'un sogno esile figura

 

delizia degli angeli

la tua voce arcana:

intreccio di vita e di morte

 

1004

 

 

A HENDRIX MERCURY COBAIN

 

tra luci psichedeliche

allucinogeni e

vivere "on the road"

cavalcano la tigre del successo

ragazzi scontenti e divi del momento

 

idolatrati imitati

affrettano la propria distruzione -

 

sui loro sogni si chiude la notte

 

1994

 

 

IL BUIO DEGLI ANNI

 

(a tutte le vittime per la giustizia)

 

negli occhi delle primavere

violentate

il buio degli anni

di piombo : la pioggia di sangue -

la vostra morte luminosa -

 

il sangue delle vostre

primavere

di là dal buio dell'ora

ecco levarsi alto

come un grido

al centro della storia -

a forma d'un indice puntato -

 

1994

 

 

VOGLIO CREDERE

 

in danza attorno al totem

benessere

ho raccolto nella curva della sera

il balenìo d'una vita falsa

asettica -

 

oggi con tutta la forza

del mio sangue

voglio credere non sia perduto

quel senso d'autentico che

 

rende liberi - còlto nell'inseguire

voli di rondini e

utopie di cieli d'innocenza

 

1995

 

 

 

DONNA

 

essere l'altra metà

del cielo

 

(l'anima che si ferma

sulle labbra)

 

saperti

col tuo peso

di terra

 

corpo: porta

sulla nascita

 

estuario

 

1997

 

 

POESIA

 

a Saba

 

(non m'incantò la

rima fiore-amore)

 

dove si leva il mio canto

per l'uomo di terra

e cielo

 

sei tu parola

il mio sangue

alato

 

1998

 

 

LO SCHERMO DEL TEMPO

 

(siamo semplici ombre

in un sogno cosmico)

 

i morti non sono morti: sono

solo nel retroscena e non visti

ci osservano da dietro lo schermo

del tempo: si lasciano

incontrare nei sogni

 

1997

 

 

MOMENTO

 

orizzonte ingoiato in uno squarcio

rosso

         (ti fermi all'Esso) -

          momento sospeso in

un cielo di sangue - a due passi imbocchi

la cassetta della posta col plico

di poesie scritte in questo fine

secolo mentre annegano nel Po brividi di

luce di questo breve sole capricorno e

senti palpabile nell'aria serpeggiare

la psicosi del 'millennium bag'

 

2000

 

 

SOGNO

 

a Walt Whitman

 

amo le tue odi dolce vecchio

Whitman -

un lampo ed ora ti vedo

tra nubi giocare coi capelli

di Dio Padre (tu ritornato

bambino) - ed ecco

ti si congiunge l'ex "allievo di penna" *

fluttuante nel mare d'erba del cielo

 

* Allen Ginsberg, che s'ispirò a Witman,

morto il 5.4.97

 

 

 

SWEDENBORG

 

libero dall'ego-cecità

corporea col terzo occhio varchi le

colonne d'ercole: i piani sottili della

città astrale - dove folgoreggiano

angeli

 

2001

 

 

CORPO-ANFORA

 

il corpo-anfora ecco svuotarsi

lasciando nell'Infinito mare fluire

la sua anima d'acqua

 

 

NELL'URNA

 

nell'urna-di-vita: cenere

muta?...

            palpito rosso che

s'inciela - atomo stella

 

 

DEDICA AD ANGELA

 

il tempo passato a scrivere

lettere d'amore, il mio sangue e le notti

 

non appartenevano che a te

 

 

A DINO CAMPANA

 

(la tua poesia

è un canto di gallo all'alba

un'apertura di vento

sorgente che zampilla)

 

un languido sorriso di donna

"tu mi portasti un po' d'alga marina"

è fuoco celeste del tuo canto

 

2001

 

 

MICHAEL JACKSON

 

Peter Pan scatenato

i tuoi urletti i passi

incredibili

ch'erano tutto un delirio

ti hanno reso un'icona

insonne hai affidato la vita

nelle mani

di colui che per sempre ha spento

il tuo sangue elettrico

 

 

 

 

APPROCCIO

[poesia facile ovvero esercizio poetico]

 

uno di quei pomeriggi

in biblioteca

dove trovi cibo per la mente

 

tra web e cartaceo adocchi

la ragazza immersa come sub

in una ricerca su nietzsche

 

con una particolare

luce presa in prestito

da monalisa

 

ecco lei ti sorprende...

 

come calamita

ti attira

nietzsche

 

e ti senti uno stupido

 

 

1/2

[mini-divertissment

-versi diversi non-versi versicoli]

 

1.

i mezzibusti le mezze

verità dette a mezzo

i denti (ridenti) di fede

 

2.

a mezzanotte

in mezzo alla

piazza di varazze

proiettano in ricordo

di fellini 8 e 1/2

- signore di mezza

età da palchi-terrazze

soffocano singhiozzi

in fazzoletti-

 

3.

in cima alla

banderuola

il gallo a mezz'aria

piroettò

il gallo sgallò

cocoricò

 

1998

 

 

 

CHINO SULLE MIE NOTTI

 

in me cresci come un albero

amore affannoso

greve di stagioni

le cui radici amare

del sangue mio si nutrono

 

in me cresci come un albero

-con dolore-

o sentimento il cui volto amico

una dimentica pietà ridesta in cuore

 

1973

 

*

 

 

COME UN TUNNEL

 

hai bevuto fino in fondo

da un amaro calice

le angosce dei tuoi trentanni -

hai bevuto le azzurre febbri

d'ingannevoli amori

 

i tuoi occhi ora

sono come vuote conchiglie

sospinte sull'arenile:

perdute reliquie

 

oggi in preghiera si leva

il tuo giorno:

non altro conforto che asciughi

i ricordi di pene vissute - ma

ti abbuia il sangue il sentirti

solo - sempre più solo: ed è

questo dolore della vita

come un tunnel scavato nel sangue -

profondo più della tua

solitudine - mio cuore

 

1974

 

*

 

 

MUOIO A ME STESSO

 

ogni giorno muoio a me stesso

 

un'ombra dolorosa

nei miei occhi fa sera -

 

nascosta vi trema una pietà perduta

 

1974

 

*

 

 

RADICI

 

tra una radice di sangue

strappata e un'altra

nata

dal suo grido

 

sta il mio morire

 

1975

 

*

 

 

I NOSTRI VOLTI

 

i nostri volti vestono parole

scheggiate e sorrisi

che gelano

 

nuove

angosce oggi latrano alle porte

del cuore - allo sguardo sottraggono

luce

 

si avvita la ragione nel vortice

di venti: senza

più risorse ci troviamo

a mulinare le braccia come naufraghi:

e un oceano

fatti dei Tuoi silenzi ci separa

dalla riva...

 

ci restano oggi questi occhi

stanchi - ove pesa anche il silenzio

dei vivi

 

1976

 

*

 

 

BRUCO

 

ti sento uscire dalla testa

operaia col canto di lotta

(e le metamorfosi sono spine

nel fianco del potere-sistema

che ogni giorno ti mutila):

 

ogni tuo membro è vita che grida

contro ogni giogo e l'insonne canto

è le tue ali nate dal sangue

 

1976

 

*

 

 

GLI ANNI CI DIRANNO

 

ogni volta per nuove

esperienze barattiamo la

vecchia pelle - ci dimentica

così spesso la vita in angoli

di nevrosi

 

gli anni forse ci diranno

che quanto poteva essere amore

si celava

nelle cose nei gesti più semplici

come un dio

geloso che non udimmo

 

1977

 

*

 

 

ALBERO DELLA FEDE

 

maturi frutti d'amore - annosa

radice che ti nutri

del mio sangue

 

mi cresci contro il cuore

 

nell'ora che m'affratella

-in meditazione - come

una pace accolgo il respiro

assorto dei tuoi rami:

materne braccia

levate

come un'assunzione

nel mio nascente azzurro

 

[poesia del 1973, riveduta nel 1979]

 

*

 

 

NUOVO EDEN

 

assuefatti alla morte

della coscienza nella nostra

latitanza inganniamo la morte

fisica con chec-up affidiamo dati

al computer usiamo inutili

comodità in alloggi

asettici come fossimo invalidi

 

(dal video c'investono

slogans "l'olandesina il culetto

asciutto" " il profumo per-

l'uomo-che-non-deve-chiedere-

mai" mentre sorrisi

al fluoro vorrebbero

illuderci che si vive in stato

di grazia o nuovo eden)

 

1985

 

*

 

 

COL NOSTRO PESO DI TERRA

 

asserviti ad alchimie economiche

impaniati in secche di

solitudine col nostro peso di terra (parabole

di carne e sangue) tentiamo

un bilancio sentendoci inappagati

nella misura in cui non siamo

disposti a donarci: e restiamo

impoveriti: col nostro peso di terra

 

1985

 

*

 

 

L' UOMO PROVVISORIO

 

nell'utero cosmico

sanguina lo squarcio

dell'uomo provvisorio che

vivendo con cuore disadattato

su parabole

di giorni la sua terrestrità

(dibattuto

tra libero arbitrio e destino)

recita la propria morte e finge

di fingere per essere autentico

 

1988

 

*

 

 

UN GIUDA APRE SQUARCI

 

specchiato nell'anamorfosi

della coscienza

(dove latitanze

ci tengono in pantofole)

 

un giuda apre squarci

d'alibi nel tessuto

della storia

 

1988

 

*

 

 

LA VOSTRA PACE E' UN'ARMA

 

la vostra pace è un'arma

a doppio taglio quando mietete denaro

di sangue e con fare mielato ma

persuasivo premete col tallone il capo

di chi non ha voce

 

voi che inchiodate l'Uomo

ai quattro punti cardinali al suo

dolore/urlo-chiuso-nelle-ossa: voi

cui nessuno osa strappare

il laticlavio del cuore voi

che fra un business e una crociera

vi sedete al tavolo della pace mentre

nei vostri mattatoi l'alba cammina

con piedi insanguinati: quando

sparirete dalla faccia della terra..

 

1988.

 

*

 

 

PASQUA

 

(un pane spezzato

come sepolcro

aperto)

 

duemila anni

imbavagliano

i giovanni battista della storia -

(duemila anni:

cauterio di coscienze

+ tempo

scheggiato agli orli dell'anima

= vertigine aperta

per una pace consumistica

da cui nascono lune

di sangue & colombe

di plastica per l'illusione di bimbi) -

 

ha rinchiuso il sepolcro

un masso

di duemila anni rotolato

dal vertice della storia d'uomo

 

("grideranno

le pietre")

 

1988

 

*

 

 

CARTA DEL CIELO

 

la tua lesione planetaria

non è che lo strappo

sanguinante della nascita - la tua intricata

immagine che vibra

ai punti cardinali (inchiodata alla sua

transitorietà)

 

erompe dal punto più

alto dello zodiaco il mondo

psichico di nettuno

(tradotto in una

pagina di luce -

la penna intinta in una luna

martoriata al fondo cielo)

 

1988

 

*

 

 

CANCRO

 

(gli anni di Cristo -

giovane vita che ancora

poteva dar frutto -

coscienza seminata

nel solco

degli operatori di pace)

 

una carne urlante

marianna ("se possibile passi

da me questo calice")

marinna un grumo di dolore-amore

convertito in un pugno

di terra

 

(le davano

non più di tre mesi - e dire

che di voglia di vivere

ne aveva da vendere)

 

1988

 

*

 

 

CIELO DI PIETRA

 

(aggrappàti al grido

della coscienza in frantumi)

 

"scegliamo la vita"

 

il bambino mai nato è cielo

di pietra - grido - parabola

dell'Uomo incompiuto

 

1988

 

*

 

 

VERITA'

(ballata)

 

(clessidre

dilaniate tempi di

falsi miti solari

meridiane a perpendicolo sul

cuore scandiscono il

tuo requiem)

 

chi

griderà il

tuo volto luna-

di-sangue tra cancrene

fiorite da eretti

altari al dio

mammona

 

1994

 

*

 

 

DENUNCIA

 

mi hanno crocifisso a un muro

vi resterò forse fin quando darò noia

agli occhi o m'imbavaglierà una reclame

di surgelato o mi straccerà una mano

razzista ma sarò ancora la denuncia la voce

di chi non ha voce sarò il suo sangue che urla

la storia attraverso i miei squarci

 

1994

 

*

 

 

MOLOCH

 

da albe incarcrenite si alzano babeli

che imbavagliano il grido

di coscienze impiccate

a capestri di profitti: nei ghetti

delle metropoli

si vendemmia l'uomo in nome di idoli

mostri-da-video mentre mancano braccia per la

vigna di Cristo -

 

tra tentacoli

di moloch parabole di carne si convertono in

plusvalore / colate di sangue & oro -

 

1994

 

*

 

 

UNO CHIUDE L'ANNO CON UN VOLO

 

al trillo della sveglia c'è chi si fa

il segno di croce mentre al piano

di sopra un altro forse apre il giorno con una

bestemmia c'è chi sventola una bandiera

di caene e chi miete denaro di

sangue uno chiude l'anno con un volo

dall'impalcatura mentre la donna del magnate fa il bagno

in 200 litri di latte vedendo distratta

i cristi del terzo mondo in tivù

 

1994

 

*

 

 

BALAUSTRA

 

e l'uomo si guarda

dal di fuori: sporge sull'aprirsi

della propria vertigine (dove

è di scena l'idolo-mostro

da video e innesti attendono cervelli

programmati o organi di

ricambio) -

 

la primavera-poesia non è

che un grido verticale o fonte

disseccata - e lui la scambia per una

favola o non se ne ricorda -

 

1994

 

*

 

 

PALERMO

 

Palermo fiori e lacrime

Palermo in catene

condannata a funerali in diretta

Palermo covo di serpenti

Palermo sputata

Palermo ghirlande e sangue

appuntamento col dolore

Palermo di vedove e orfani

che piange nella carne i suoi figli

che conta i suoi morti

ammazzati

cuore di Palermo

squassato

da odio e tritolo

a chi toccherà adesso

impotenti colpevoli

t u t t i

Palermo fino a quando

"questi morti

sono nostri"

 

1994

 

*

 

 

ANATEMA

 

quando

scorie di atomo avranno

invaso il pianeta

il cielo sarà un sol grido

verticale

griderà la radice

soffocata e

la vita atrofizzata

sarà solo parvenza

di sé - grumo ed urlo

muto -

e i non-nati

reclameranno

vita negata e

lancerà l'orso il suo

anatema

sugli uomini e la loro cecità

per non aver posto un albero tra

sé e la sua fine

 

1994

 

*

 

 

SI STA COME SOSPESI

 

si sta come sospesi

tra lo sporgersi sull'

interiore grido verticale l'aprirsi

della propria vertigine e

il ripiegarsi sulla

contemplazione dell'ombelico

 

1994

 

*

 

 

POESIA

 

ti avviti

con lucido delirio

nella folla di parole

 

(tra sprazzi

di coscienza e sogno

insegui

gibigiane echi:

ecco sfrondarti

forbici di luce:

la pagina è tuo lenzuolo

quando in amplessi

cerebrali

muori rinasci)

 

la tua anima di carta

ricrea armonie

in seno a spirali

più alte

 

1995

 

*

 

 

ARCHETIPI O LETTERE CELESTI

 

sulla pura pergamena della

sostanza primordiale

tutti i pensieri lo Spirito scrive

con l'inchiostro luminoso

della divina emanazione: nel Libro

dei libri in forma di archetipi

o lettere celesti si trova tutto

quel che fu è e sarà

 

1996

 

*

 

 

SATRAPI

 

questo secolo si chiude sporco di sangue

 

voi della razza di caino

che avete ucciso Cristo mille volte

insanguinando la luce delle stelle

guardate gli occhi di un bimbo:

più non debbano essere quelli

dell'agnello mandato al macello

 

voi jene dalle coscienze bendate

che avete incendiato il cielo

con fiammate di odio e di sangue

negando la meraviglia della vita

negli occhi di un bambino:

come potete dormire tranquilli?

 

(una mano ghermisce tutto l'essere

torce l'anima come un fazzoletto)

 

1999

 

*

 

 

TEMPO DI CADUCITA'

 

in un balenìo

di stagioni e miti un trepestio

del cuore in un turbinio di foglie

uno sfogliare l'amore in un rapido

svolare obliquo nel sole

con ali d'icaro

 

... mio tempo

uscisti dal calendario

 

1997

 

*

 

NATALE

 

la festa-evento

celebrazione dei consumi

il buonismo da facciata la

latitanza del cuore

 

uno scavo una ferita

di luce

il dono più vero

dono offerta di sé

 

1999

 

*

 

 

 

 

 

 

 

FELICE  SERINO

Torino

 

Mailto:

feliceserino@tiscali.it

 

 

 

"Cancella spesso, se vuoi scrivere cose che siano degne d'essere lette." (Orazio)


 

 

E' ESSENZIALE CHE LA MORTE CI TROVI VIVI!
***
NON PRENDERE LA VITA TROPPO SUL SERIO TANTO NON POTRAI MAI USCIRNE VIVO.
***
PER GIUSTIFICARE LA PROPRIA INCAPACITA' L'ALIBI DEL FALLITO E' LA SFORTUNA. (lUCIANO SOMMA)
***
LA POESIA E' POESIA QUANDO PORTA IN SE' UN SEGRETO. (GIUSEPPE UNGARETTI)
^^^
SIAMO ANGELI CON UNA SOLA ALA
POSSIAMO VOLARE SOLTANTO ABBRACCIATI
LUCIANO DE CRESCENZO
^^^
LA VERA POESIA PUO' COMUNICARE ANCHE PRIMA DI ESSERE CAPITA.
(T. S. ELIOT)
***
LA VERITA' FERMEREBBE IL MONDO. PER QUESTO HANNO INVENTATO LA BUGIA [...], L'INGANNO.
(MINA)
***
IO SONO UNO STRANO MENDICANTE / CHE CHIEDE AMORE E PAROLE, / SONO UN SOLITARIO EMIGRANTE / VERSO LA TERRA DELLA LUCE E DEL SOLE.
(LORENZO CALOGERO)
***
QUELL'ESSERE CHE NON PORTA AL SUO INTERNO IL MISTERO STESSO E' UN INDIVIDUO CHE ACQUISTA SCARSO VALORE.
(LUCA ROSSI)
***
NON SI VEDE ALTRO CHE COL CUORE. PERCHE' L'ESSENZIALE E' INVISIBILE AGLI OCCHI.
(IL PICCOLO PRINCIPE)
***
I LIMITI DEL NOSTRO ESSERE SONO LIMITI INTERIORI. L'UOMO E' UNA LAMPADA LA CUI FIAMMA E' CADUTA ALL'INTERNO.
(JOE BOUSQUET)
*** 
SIEDI SOPRA UN SOGNO, E PENSI A QUANDO FINIRA', ROVINANDOLO. 
(GIORGIO MEDDA)
***
LA MENTE E' COME UN PARACADUTE, FUNZIONA SE SI APRE.
(ALBERT EINSTEIN)
***

TUTTE LE PAROLE NON SONO CHE BRICIOLE CADUTE DAL BANCHETTO DELLO SPIRITO
(ANONIMO)
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IL MISTERO E' QUELLA DIMENSIONE AL CONFINE DEI NOSTRI PENSIERI. AFFASCINA, INCANTA, IPNOTIZZA. CANTA AI NOSTRI CUORI, FA VIBRARE I NOSTRI SENSI. UN LUOGO DOVE SI RACCOLGONO I NOSTRI SOGNI, IMPALPABILI E LIEVI. DOVE LA MELODIA DEL VENTO TRASCINA CON SE' PROFUMI ANTICHI E SEDUCENTI. (ASTER)
***

L'UOMO MUORE NEL MOMENTO IN CUI I RICORDI PRENDONO IL POSTO DEI SOGNI
(EZRA POUND)
***

IL MIO CUORE E' LA CASA DEI MIEI SOGNI.
(SRI CHINMOY)
***

 

IN CIASCUNO DI NOI CI SONO TRE PERSONE: QUELLA CHE VEDONO GLI ALTRI, QUELLA CHE VEDIAMO NOI, QUELLA CHE VEDE DIO.(M. DE UNAMUNO)
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LA VERA TRAGEDIA DELLA VITA E' QUANDO UN UOMO HA PAURA DELLA LUCE.(PLATONE)
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L'UOMO E' L'UNICO ESSERE ANIMALE PER IL QUALE IL SUO STESSO ESISTERE E' UN PROBLEMA DA RISOLVERE.(E. FROMM)
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IL MONDO PERIRA' PER MANCANZA DI MERAVIGLIA, NON DI MERAVIGLIE.(J. K. CHESTERTON)
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 UNA PAROLA NON E' LA STESSA IN UNO SCRITTORE E IN UN ALTRO-UNO SE LA STRAPPA DALLE VISCERE, L'ALTRO LA TIRA FUORI DALLA TASCA DEL SOPRABITO.(CHARLES PEGUY)
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NOI NON SIAMO ESSERI UMANI CHE VIVONO UN' ESPERIENZA SPIRITUALE.
NOI SIAMO ESSERI SPIRITUALI CHE VIVONO UN' ESPERIENZA UMANA.
(PIERRE TEILHARD DE CHARDIN)


 


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" Ma cosa vuoi che ti dica della poesia? Cosa vuoi che dica di queste nubi, di questo cielo? Guardare, guardare, guardarle, guardarlo e nient’altro: Capirai che un poeta non può dir nulla sulla poesia. Lasciamo dire pure ai critici e ai professori. Ma né tu, né io né alcun altro poeta sa cos’è la poesia. Stai qui; guarda. Ho il fuoco nelle mie mani. Lo sento e lavoro con lui perfettamente, ma non posso parlare di lui senza letteratura". ( ora in obras completas, vol. I cit. p. 114 ) –

Federico Garcia Lorca

 

RITORNI (poesie) – GIORDANO GENGHINI [clicca col dx e poi sulla copertina per leggere]
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Giordano Genghini
Giordano Genghini

Voli a solcare l'indaco

 

 

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