* * *

 

Pablo Neruda

 

Ora, lasciatemi in pace.

Ora, abituatevi alla mia assenza.

Io chiuderò gli occhi

e dirò solo cinque cose,

cinque radici preferite.

Una è l’amore senza fine.

La seconda è vedere l’autunno.

Non posso vivere senza che le foglie

volino e tornino alla terra.

La terza è il grave inverno,

la pioggia che ho amato, la carezza

del fuoco nel freddo silvestre.

La quarta cosa è l’estate

rotonda come un’anguria.

La quinta sono i tuoi occhi.

Non voglio dormire senza i tuoi occhi,

non voglio esistere senza che tu mi guardi:

io tramuto la primavera

affinché tu continui a guardarmi.

Amici, questo è quanto voglio.

E’ quasi nulla ed è quasi tutto.

Ora se volete andatevene.

Ho vissuto tanto che un giorno

dovrete per forza dimenticarmi,

cancellarmi dalla lavagna:

il mio cuore è stato interminabile.

Ma perché chiedo silenzio

non crediate che io muoia:

mi accade tutto il contrario:

succede che sto per vivere.

Mai sentito così sonoro,

mai avuto tanti baci.

Ora, come sempre, è presto.

La luce vola con le sue api.

Lasciatemi solo con il giorno.

Chiedo il permesso di nascere.

 

Pablo Neruda

(Trad. di M.Fernàndez.)

 

* * *

 

 

 

Commenti: 1
  • #1

    Felice (martedì, 07 agosto 2018 21:36)

    Alessia è madre, e allatta felice Angela di otto giorni. Legge gioia negli occhi della neonata. Il suo latte lo paragona al colore delle nuvole. Giovanni ride, mentre Alessia pensa che non la lascia come ha detto Mirta scesa dal Cielo.

 

Alessia allatta
.
Guarda ragazza Alessia
sua figlia negli occhi e
legge gioia, Angela
aggrappata con la bocca
al seno di Alessia nel
succhiare il bianco 
lattescente della madre
Alessia felice. Poi paragona
Alessia del latte la tinta
a quelle delle nuvole
nel panneggiare soave
davanti all'azzurrità e poi
luna ostia di platino in
forma di falce per trasmigrare
nel pensiero l'estasi di Alessia
dal bel seno. Nutrice Alessia
nella fisica gioia di versare
nella di Angela bocca il latte,
neonata di otto giorni
mentre Giovanni ride
e lavora in banca per
il mantenimento.
Bocca vorace di Angela
e Alessia trasale. Tanto
non mi lascia come ha detto
Mirta venuta dal Cielo
sorridente.
.
Raffaele Piazza
Commenti: 1
  • #1

    Felice (martedì, 31 luglio 2018 21:44)

    Alessia è felice tra le felci nel bosco, dove assiste a danze di uccelli. E c'è Mirta che balla il flamenco. Poi Alessia pensa al momento che raggiunge la casa di Giovanni, dove faranno l'amore, nell'intessersi con le voci dei morti.

Alessia e la vita bella
.
Sottesa all'azzurrità a pervaderla
fino all'anima ragazza Alessia
prato vestita per la vita che non
sia nuotando esistere ma bella
decide di essere felice tra le felci
nel bosco infinito portatore di bellezza
nel bere una coca cola fredda a rinfrescarla.
Tra segnali di arabeschi di gabbiani
danze di volatili e c'è Mirta a ballare
il suo flamenco con volto beato.
Si compiace Alessia di passi di redenzione
sul sentiero che la porta a casa
di Giovanni a fare l'amore nell'intessersi
con dei morti le voci a rinfrancarla.
.
Raffaele Piazza

 

 

 

 

^ ^ ^

 

Le teste

 

Il torrente scende

dal mio lato destro

nel mio orecchio destro.

 

In questo orecchio

il torrente fa rotolare pietre fredde

fa rotolare teste tagliate.

 

Il vento risale la valle,

il torrente discende la valle,

come su una scalinata.

 

Ai piedi della scalinata

il torrente trova un mare,

ossa umane sbiancate dalle tempeste

e feroci assassini

che hanno sostituito le parole di accoglienza

con insulti e mannaie.

 

Il vento risale la valle,

fresco vento libero

tra burrasche e salti solleva

le teste mozzate dagli assassini razzisti,

teste di Orfeo dalle mille bocche,

teste nere africane o rom

o di mille altre etnie.

 

Una testa tagliata

non tace mai.

 

Dal mio lato sinistro

affluisce nel mio orecchio sinistro la vita

che è tale solo se tutto ascolta

il mio corpo e il tuo corpo e il corpo sconosciuto

sono il suono i mille suoni

della vita dei vivi

e degli ammazzati che vollero migrare

e che non muoiono mai.

 

A ogni rumoroso gradino del torrente

a ogni passo del grande racconto dell’acqua

rotola con un fragore sordo una testa

una pietra.

 

Le mie due orecchie cingono

la pietra che rotola nell’acqua.

 

La testa che rotola la testa straniera

precipitando dura e ostinata

mi insegna di nuovo ogni volta

la vita della parola,

una grande semplice testa

di cui ognuno è il corpo,

di cui ognuno è una frase libera,

una parola fraterna.

 

E se la violenza bruta

si insinua una sera

anche nel corso del torrente

 

e se una sera la violenza bruta

sradica pure un giovane larice della riva,

trave futura della nostra carena,

lo spezza lo frantuma,

io e i miei fratelli, d’Africa e di qui,

all’alba lo ripiantiamo,

il larice fratello di tutti i miei fratelli.

 

Torrente, perché una sera

hai fatto spazio

al veleno del mostro populista?

 

O larice, albero degli uomini della parola chiara e sincera!

 

Yves Bergeret

 

https://rebstein.wordpress.com

 

 

* * *

 

 

 

Commenti: 1
  • #1

    Felice (martedì, 24 luglio 2018 17:01)

    Alessia trova la via del giardino condominiale, e spera ogni bene nelle cose di luglio. Ora beve una coca al bar Celestiale e affacciandosi al balcone dell'anima (bellissima metafora), vede Mirta e gioisce.

Alessia trova la via
.
Attimo tra dentro e fuori
per Alessia ragazza sulla soglia
della casa per trovare la via
per il condominiale giardino
e sta infinitamente e spera nel
sentiero dell'anima ad ogni passo
nelle cose di luglio caldo a
riscaldare di ragazza Alessia
l'anima nel rinfrescarla
con una coca cola fresca
bevuta al bar celestiale 
per esatta meraviglia
nell'affacciarsi dal balcone
dell'anima che invisibile
si fa gioia nel vedere Mirta.
.
Raffaele Piazza
Commenti: 1
  • #1

    Felice (martedì, 24 luglio 2018 09:41)

    Alessia in vacanza ad Ischia. Prega mentre attende che entri in scena Mirta-anima, con passi di flamenco ed un sorriso.

Alessia in limine alla vita
.
Risveglio di luglio di ragazza Alessia
tra persiane d'isola (vacanza a Ischia
di Alessia con Giovanni pervasa da una
brillante azzurrità, la tinta a intessersi
con l'anima). Prega Alessia con il
Rosario tra le mani affilate ed è estate
mitigata a non turbare il corpo
di Alessia nel prendere come una
donna il sole. E gli albereti di pini
aiutano ragazza Alessia a trovare
il sentiero sotteso a Mirta-anima
nell'entrare in scena, sulla scena
della vita, con passi di flamenco
l'Amica ad annunciare un sorriso
di cose belle e ceste di fortuna:
pensa alla luna di ieri sera Alessia
nel rendere le acque lattescenti
sottese a redenzioni ad ogni passo
anche della danza della vita.
.
Raffaele Piazza  

 

* * *

 

Con uno sguardo mi ha resa più bella,

e io questa bellezza l’ho fatta mia

Felice, ho inghiottito una stella.

Ho lasciato che mi immaginasse

a somiglianza del mio riflesso

nei suoi occhi. Io ballo, io ballo

nel battito di ali improvvise.

 

Il tavolo è tavolo, il vino è vino

nel bicchiere che è un bicchiere

e sta lì dritto sul tavolo.

 

Io invece sono immaginaria,

incredibilmente immaginaria,

immaginaria fino al midollo.

 

Gli parlo di tutto ciò che vuole:

delle formiche morenti d’amore

sotto la costellazione del soffione.

 

Gli giuro che una rosa bianca,

se viene spruzzata di vino, canta.

 

Mi metto a ridere, inclino il capo

con prudenza, come per controllare

un’invenzione. E ballo, ballo

nella pelle stupita, nell’abbraccio

che mi crea.

 

Eva dalla costola, Venere dall’onda,

Minerva dalla testa di Giove

erano più reali.

 

Quando lui non mi guarda,

cerco la mia immagine

sul muro. E vedo solo

un chiodo, senza il quadro.

.

Wislawa Szymborska

 

 

 

Il fratello della tigre 

.

La piena ha sradicato gli alberi,

li ha distesi sui cumuli di ciottoli bianchi

ma lui, fratello minore della tigre,

risale il corso del torrente.

 

Fiotti di grida confuse, laggiù a valle.

Grida stridule che il vento

macina, rimescola.

Si tratta soltanto di bambini?

Si chinano su qualche vortice,

raccolgono nei loro berretti

un poco d’acqua che pure grida,

la trasportano, la versano sull’argilla del tratto in secca,

il vento gonfia le camicie aperte.

 

Alle due di notte il globo arancione di Giove

ha attraversato la parte bassa del cielo da sud.

Alle quattro la luna si è levata a est,

ha spento le stelle,

ha ridestato l’alba

e il cielo è diventato una cupola color avorio

dove lui, il piccolo fratello, trascina la nostalgia

come il sipario della scena

di cui ci nasconde o predice il senso.

 

A decine le voci gridano nel vento,

non possono che gridare

gridare senza frase

gridare a brevi soffi pungenti,

sanno solo gridare in questo luogo

e sulle loro note più acute

la montagna si adagia

e risale verso la radice del cielo.

 

Anche lui arriva lassù

meno affannato

più silenzioso

avendo dismesso l’ipocrisia o l’arroganza

apprendista costruttore

della parola e della purezza del dono

 

Il cielo non rimane mai una cupola avorio.

Il cielo è sempre l’approdo naturale delle grida

adesso che le acque si ritirano

e che il finale della tragedia

sembra inevitabile.

Ma sul crinale, su una roccia

che le grida di ogni epoca dipingono di rosso

e che la luna, Giove e il vento hanno aggirato,

è seduta la donna che egli ama

visibile a lui solo nelle sere

in cui la sorgente del torrente si prosciuga.

.

Yves Bergeret

 

https://rebstein.wordpress.com

 

A Mirta Rem Picci un anno dopo il suo suicidio
.
Esistono ancora i centenari pini
al Parco Virgiliano e anche tu
dopo il tuo suicidio, Mirta, anima
di stella. Il giorno prima del tuo
suicidio apparivi serena così
bruna e così donna nel portarmi
il caffè dopo il mio sonno breve
e senza sogni nel folto della tua
villa. Ti sei uccisa cadendo sul 
selciato ma Dio ha raccolto con
amore la tua anima dopo aver 
detto: figlia mia che hai fatto!!!
Lui non piange mai e ti ha donato
uno studio d'architetto in cielo
dove non ci sono molestie sul lavoro.
Mirta sottesa ai miei desideri
ti guardo in foto mentre sorridi
senza tempo. Vita breve e lunga
l'arte mentre cerco di disegnare
la vita e tu mi dici di non avere
paura come me lo dicevi da viva
quando eri la donna dei boschi.
 .
Raffaele Piazza
Commenti: 1
  • #1

    Felice (martedì, 17 luglio 2018 10:35)

    Come i pini centenari così anche tu esisti, Mirta-anima: il poeta si rivolge all'amica suicida dopo un anno dalla morte. Dice che gli portava il caffè dopo un breve sonno nella sua villa. Ora la guarda in foto sorridente. Lei dall'Oltre gli dice di non avere paura, Lei da viva, donna dei boschi.

Alessia e l'estate mite
.
Sera di fresco per Alessia
nella meraviglia del Parco
Virgiliano a correre nel prato
scalza giocando alla California.
Poi viene il sotteso stellato
di un cielo di margherite
di luce a intessersi con gli occhi
di Alessia a scendere nell'anima
di 18 grammi. Nella natura
inserita Alessia con i pensieri
nell'infinito a inalvearsi
come sorgenti di platino o
ruscelli e sta Alessia ragazza
come una donna a tessere del tempo
la tela come Penelope fino allo squillo
del telefonino e prima di dire pronto
con magica voce.
.
Raffaele Piazza
Commenti: 1
  • #1

    Felice (martedì, 10 luglio 2018 21:41)

    Alessia nel Parco col fresco serale, corre nel prato. Poi il cielo si anima di stelle. Nell'attesa che il telefonino squilli, lei tesse come Penelope la tela del tempo.

Alessia e il mosaico della felicità
.
Vede del cielo l'azzurro Alessia
e il verde di natura vegetale negli
aghi dei pini e nelle foglie delle
querce centenarie e il rosso dei
fiori del melograno  nel giardino
di Mirta a poco a poco apparire
sulla scena dello sguardo quasi
sequenze al rallentatore se 
germoglio-ragazza Alessia si veste 
d'acqua per baciare Giovanni e 
il mosaico della felicità si ricompone 
ai lieti colli dell'essere ragazza
e bella allo specchio del lago
e levigata dall'amore e attende
il silenzio d'oro della sera
dopo d'argento la parola.
.
Raffaele Piazza
Commenti: 1
  • #1

    Felice (martedì, 10 luglio 2018 17:19)

    Alessia s'inebria dell'azzurro cielo e del verde-natura. Nel giardino di Mirta, è ricomposta la felicità coi colori accesi dei fiori; la ragazza si specchia nel lago e attende il silenzio della sera.

Alessia fa il gioco della vita
Alessia campita nel prato
che si è fatto specchio azzurro
fa il gioco della vita facendo
l'amore con Giovanni. Attimi
di fragole e pensa Alessia
(la vita è tutta un gioco).
La scuola è divertente come
acquistare nei negozi o visitare
L'Acquario comunale o
andare al ristorante dei vivi.
Si riveste con arte Alessia
e prende il Rosario tra le mani.
 
Raffaele Piazza
Commenti: 2
  • #2

    fs (mercoledì, 04 luglio 2018 21:53)

    ok

  • #1

    Felice (martedì, 03 luglio 2018 21:39)

    Ad Alessia piace giocare all'amore nel prato con Giovanni. La vita è un gioco, ad esempio acquistare nei negozi o visitare l'Acquario. Lei si riveste e prende il Rosario.

Alessia e il fresco giugno

.

Fiorevole tempo per Alessia

ragazza giugno e non fa caldo

per Alessia ragazza al colmo

della grazia nell’abbeverarsi

alla sorgente delle idee e dell’acqua.

Liquida giovinezza di Alessia

nell’appoggiare l’ansia al verde

di panchina dove si siede al Parco

Virgiliano e da lontano Giovanni

apparire vede nero – vestito

come un’apparizione.

Trasale Alessia alla luce

a pervaderla e attende

di stasera l’amore.

.

Raffaele Piazza

Commenti: 2
  • #2

    fs (martedì, 03 luglio 2018 16:56)

    ok!

  • #1

    Felice (giovedì, 28 giugno 2018 18:38)

    Alessia si disseta alla fonte, anche del pensiero. Appoggia l’ansia dell’attesa al verde della panchina (bella e originale la metafora). Poi vede Giovanni venire da lontano come un’apparizione.

Alessia nella calma del lago trova pace

.

Sottesa alle acque del lago

nello sguardo ragazza Alessia

al colmo della grazia trova

pace nel silenzio di un’abetaia

fantastica e sta infinitamente

nel pomeriggio quando ha

scritto una poesia d’amore.

Il lago la bagna negli occhi

nel guardarlo e ci sarà raccolto

e racconto della vita da Giovanni

che arriverà alle 20. Si sporge

Alessia dal balcone dell’anima

e squilla il telefonino.

.

Raffaele Piazza

Commenti: 2
  • #2

    fs (martedì, 03 luglio 2018 16:56)

    ok!

  • #1

    Felice (giovedì, 28 giugno 2018 18:36)

    Davanti al lago, Alessia trova pace nel silenzio dell’abetaia, dopo aver scritto una poesia d’amore. Attende Giovanni che giungerà alle 20.

Alessia va camminando con un filo d’erba in bocca

.

Persiane d’isola per Alessia nell’interanimarsi

all’aria polita del primo mattino nell’uscire

dalla soglia da consumare in due per inalvearsi

nel fiume del condominiale viale dalle alberate

fantastiche. E sorride Alessia alla vita come in amore

una donna nel cogliere un filo d’erba da mettere

in bocca. E vengono dell’anima gli albereti dove

sostare per fare l’amore. E squilla il telefonino.

E’lui!!! E’ lui!!! E’ lui!!!  Trasale al colmo della

grazia Alessia nel sorridere alla vita e lui dice

sarai sempre mia. E Alessia per un rituale si toglie

di bocca il filo d’erba nel bere dalla fonte sacra

dove appare Mirta sorridente.

.

Raffaele Piazza

Commenti: 2
  • #2

    fs (martedì, 03 luglio 2018 16:56)

    ok

  • #1

    Felice (giovedì, 28 giugno 2018 18:34)

    Alessia apre le persiane al primo mattino. Poi, sorride e mette in bocca un filo d’erba. Squilla il telefonino, e Giovanni le dice che sarà sempre sua. Alessia piena di allegria beve alla fonte sacra.

Alessia si riflette nel lago della pace

.

Lastra polita d’azzurrità

su di Telese il lago della gioia

per ragazza Alessia levigata

dall’amore con Giovanni di ieri

sera sottesa a redenzioni ad ogni

passo. Si riflette Alessia nelle

acque e si vede bella pari a stella.

Telefonino che squilla nella pace

della sera selenica. Prima di dire

pronto prende Alessia

il Rosario e prega.

.

Raffaele Piazza

Commenti: 2
  • #2

    fs (martedì, 03 luglio 2018 16:57)

    ok

  • #1

    Felice (giovedì, 28 giugno 2018 18:32)

    Sul lago Telese, Alessia pensa all’amore con Giovanni della sera prima. Si specchia e si vede bella. Prima dello squillo di lui, prende il Rosario.

Alessia trova fiorevole serenità

.

Nel guidare come una donna

ragazza Alessia sottesa all’aria

dell’infinito sembiante a iridarsi

dove era già stata (il Parco Virgiliano

visto anche in fotografia nell’auto

nera a inalvearsi nel sentiero

delle alberate di centenari pini)

dal verde dell’erba e da quello

delle foglie delle rose

selvatiche trova il senso Alessia

tra cosmico stupore e fiorevole

serenità. Beve la vita Alessia

tra le farfalle dell’aria buona

lei bella a spargere del desiderio

la fragola in minigonna rosa

confetto in attesa degli erotici

giochi con Giovanni.

.

Raffaele Piazza

Commenti: 2
  • #2

    fs (martedì, 03 luglio 2018 16:57)

    ok

  • #1

    Felice (giovedì, 28 giugno 2018 18:29)

    Guidando in auto, Alessia trova senso e serenità dal verde dell’erba e delle foglie. Ella beve la vita in attesa dei giochi amorosi con Giovanni.

FELICE  SERINO

Torino

 

Mailto:

feliceserino@tiscali.it

 

 

 

"Cancella spesso, se vuoi scrivere cose che siano degne d'essere lette." (Orazio)


 

 

E' ESSENZIALE CHE LA MORTE CI TROVI VIVI!
***
NON PRENDERE LA VITA TROPPO SUL SERIO TANTO NON POTRAI MAI USCIRNE VIVO.
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(T. S. ELIOT)
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LA VERITA' FERMEREBBE IL MONDO. PER QUESTO HANNO INVENTATO LA BUGIA [...], L'INGANNO.
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LA MENTE E' COME UN PARACADUTE, FUNZIONA SE SI APRE.
(ALBERT EINSTEIN)
***

TUTTE LE PAROLE NON SONO CHE BRICIOLE CADUTE DAL BANCHETTO DELLO SPIRITO
(ANONIMO)
<<<

 

IL MISTERO E' QUELLA DIMENSIONE AL CONFINE DEI NOSTRI PENSIERI. AFFASCINA, INCANTA, IPNOTIZZA. CANTA AI NOSTRI CUORI, FA VIBRARE I NOSTRI SENSI. UN LUOGO DOVE SI RACCOLGONO I NOSTRI SOGNI, IMPALPABILI E LIEVI. DOVE LA MELODIA DEL VENTO TRASCINA CON SE' PROFUMI ANTICHI E SEDUCENTI. (ASTER)
***

L'UOMO MUORE NEL MOMENTO IN CUI I RICORDI PRENDONO IL POSTO DEI SOGNI
(EZRA POUND)
***

IL MIO CUORE E' LA CASA DEI MIEI SOGNI.
(SRI CHINMOY)
***

 

IN CIASCUNO DI NOI CI SONO TRE PERSONE: QUELLA CHE VEDONO GLI ALTRI, QUELLA CHE VEDIAMO NOI, QUELLA CHE VEDE DIO.(M. DE UNAMUNO)
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NOI NON SIAMO ESSERI UMANI CHE VIVONO UN' ESPERIENZA SPIRITUALE.
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(PIERRE TEILHARD DE CHARDIN)


 


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" Ma cosa vuoi che ti dica della poesia? Cosa vuoi che dica di queste nubi, di questo cielo? Guardare, guardare, guardarle, guardarlo e nient’altro: Capirai che un poeta non può dir nulla sulla poesia. Lasciamo dire pure ai critici e ai professori. Ma né tu, né io né alcun altro poeta sa cos’è la poesia. Stai qui; guarda. Ho il fuoco nelle mie mani. Lo sento e lavoro con lui perfettamente, ma non posso parlare di lui senza letteratura". ( ora in obras completas, vol. I cit. p. 114 ) –

Federico Garcia Lorca

 

RITORNI (poesie) – GIORDANO GENGHINI [clicca col dx e poi sulla copertina per leggere]
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Giordano Genghini
Giordano Genghini

Voli a solcare l'indaco

 

 

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