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scruto nel Trafitto il raggio verde che separa il diaspro Alessandro Rivali

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QUEST'OPERA È STATA SELEZIONATA

NEL CONCORSO LIBRI DI-VERSI IN DIVERSI LIBRI

IN MEMORIA DI CORRADO TIRALONGO EDIZIONE 2012-2013

 

 

 

 

FELICE SERINO

LA LUCE GRIDA

(Poesie sparse)

1980-2011

2013, 8°, pp. 56

Collana ARABA FENICE n. 115

€ 9,50

ISBN 978-88-98381-33-3

 

 

 

ALLO SCOPERTO

entrare nel morire tra seduzioni

dei media è frantumazione

dell’io è uscire nudi

allo scoperto:

spoglio di alibi-corazze

con radice di sangue

e cielo è cuore che risale

in luce sue macerie – la vertigine del tempo

vuoto –

1988

 

 

Addentrarsi nelle tematiche di Felice Serino, ci porta a considerare

la nostra essenza di creature in balia del senso di perdizione e di

precarietà, caratteristiche salienti dell'uomo. In versi ermetici

che scavano in profondità, quasi erodendo la nostra coscienza, il

poeta affronta il rapporto tra il divino e l'umano, tra realtà e

spirito, il contrasto tra spirito e corpo, tra sogno e mondo reale.

E certo non manca la trattazione della problematica della morte e

dell'alienazione del vivere moderno. Interessante l'uso della

simbologia e della metafora dello specchio nella disamina poetica

del multiforme aspetto di come la mente possa percepire la realtà. A

volte si mostra gnomico, umanitario e proteso alla risoluzione dei

problemi sociali. Il linguaggio appare scabro e incisivo, spesso

filosofico.

Non è una poesia facile, all'inizio si presenta ostica, così

intessuta di richiami culturali e stile ermetico, ma piano piano ci

avvolge nell'atmosfera sospesa del nostro essere uomini, tesi alla

ricerca della verità.

 

Peppino Giovanni Dell'Acqua

 

 

 

dal sito: http://www.libreriaeditriceurso.com/serinofelice.html

 

 

 

Bibbia d'Asfalto Poesia urbana e autostradale

Felice Serino

 

Felice Serino mi colpisce per l’essenzialità, per quel suo dire tutto in pochi versi ben strutturati. Le sue poesie mi portano in un’atmosfera ordinata, sono gusci dove vive un gheriglio composto e sostanzioso, ma che allo stesso tempo non precludono l’immaginario gelatinoso del mallo.

Tra le tematiche affrontate mi colpisce quella del carcere. Scrive Serino:

dal fondo del mondo / luce ferita dove è terra / di nessuno 

e l’immagine che si mostra ai miei occhi è la cella con le sue feritoie grigie, dove la luce filtra appena. E quella luce ci rimanda

immediatamente al recluso, dimenticato dal mondo in quella terra di nessuno. Poi ci si flette lo sguardo interiore sul cuore: chi si ricorderà di lui e della sua compagna, ‘bianco urlo dell’altra metà del cielo’, che vive la condanna della vita di tutti i giorni separata da lui?

Serino fotografa intorno ed è attento alla sofferenza che alberga nell’uomo. Ci parla dell’11 settembre immaginandosi così, foglio tra i fogli cadenti:

tra vite spaginate nell’aria: / io presente-assente / stagliato contro un cielo stravolto / …e in me / cadevo

La catastrofe si trasforma in un’immagine sorprendentemente pura e leggera, la disperazione trova riscatto nel volo dell’anima come pagina al vento.

E provo tenerezza quando il malato di Alzheimer vuole afferrare / la biancaluna / incorniciata nella finestra, mi si paventa davanti agli occhi un quadro di Magritte, le cornici nere intorno ai vetri, le parole tiepide alla rinfusa che scappano a fare aloni di vapore in trasparenza con la notte, mentre qualcuno è scappato da tempo e non tornerà quell’io bifronte / che ha perso la strada di casa

 

Francesca Ferrari

 

≈≈≈≈

 

  Alzheimer

 

i suoi giorni

come un vortice di foglie

a dilatare deliri

gioca

con le ombre sui muri

vuole afferrare

la biancaluna

incorniciata nella finestra

 

alle prime luci riaffiora

un barlume

di quell’io bifronte

che ha perso la strada di casa

 

≈≈≈≈

 

  L’ego

 

ovattata vita

di chi l’altro non “sente”

-muro eretto

con impasto dell’ego

 

inutile imbiancarle

le pareti pregne di dolore

-sale silenzioso l’urlo

fino al cielo

 

≈≈≈≈

 

  Io ero là

(nella ricorrenza dell’11 settembre)

 

quasi un assentarmi da me (stato

catatonico davanti allo schermo)

(auto-

difesa inconscia per non viverlo

quel momento?)

 

-ma io “ero” là

tra vite spaginate nell’aria:

io presente-assente

stagliato contro un cielo stravolto

 

…e in me

 

cadevo

 

≈≈≈≈

 

  La condanna

(a tutti i carcerati e alla loro metà)

 

bianco urlo dell’altra metà del cielo

(tempo scandito

a elaborare:

due prigioni – di qua di là

delle sbarre

-patteggiare dell’essere

con lo stillicidio che squaderna le ore)

 

dal fondo del mondo

luce ferita dove è terra

di nessuno

 

dove il cappio

oscilla

 

≈≈≈≈

 

 

FELICE SERINO è nato a Pozzuoli nel 1941. Autodidatta. Vive a Torino.

Ha pubblicato varie raccolte: “Il dio-boomerang” (1978), “In sospeso divenire” (2013).

Ha ottenuto importanti riconoscimenti e di lui si sono interessati autorevoli critici.

E’ stato tradotto in sette lingue. Intensa anche la sua attività redazionale.

È possibile leggere Felice Serino sulla sua pagina personale 

http://feliceserino.scrivere.info/

 

 

 

link della pagina: http://poesiaurbana.altervista.org/felice-serino/

 

 

 

 

Bibbia d'Asfalto numero 1 - Aprile 2014

www.matiskloedizioni.com

 

Bibbia d'Asfalto, quadrimestrale di letteratura e arte varia.

 

[con una recensione ad una mia silloge]

 

 

 

 

 

 

 

MIE POESIE DA -FRAMMENTI DI LUCE INDIVISA- 2014

 

http://www.partecipiamo.it/Poesie/serino/raccolta_poesie_serino.htm

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

QUEST'OPERA È STATA SELEZIONATA

NEL CONCORSO LIBRI DI-VERSI IN DIVERSI LIBRI

IN MEMORIA DI LUCIA SORTINO EDIZIONE 2013-2014

 

 

*

 

 

 

Felice Serino

GLI ANNI CI DIRANNO

Poesie

1973-2013

Collana ARABA FENICE n. 166

€ 10,00acquista

ISBN 978-88-98381-89-0

 

 

Serino riesce a esprimere attraverso delle visioni surrealistiche quella parte del quotidiano che si trasforma nei suoi versi in sogno, dimensione onirica, fantasia, partendo proprio da una visione dell'uomo che si spoglierà della sua essenza per entrare nella trasparenza di uno specchio, per poi alla fine essere proiettato in uno "spazio-tempo vitale", in cui lo stesso trasforma il contesto esistenzialistico in cui si è posto, anti-positivista.

L'investimento ideologico per un continuo rinnovarsi di vita-cultura,

la sperimentazione di nuovi modi di costruire versi, l'atteggiamento anti-conservatore di un passato letterario della poesia

(da fin troppo tempo contenuta in canoni intoccabili dai puristi), lo pone come personaggi indiscutibile delle avanguardie, in un esprimersi del quale l'ermetismo conosce bene i suoi confini.

[...] La morfologia della poesia di Serino differisce da ogni altra per il suo concatenare i puri elementi dell’anatomia umana (sangue, nervi, fonemi, ecc.) con quelli del logos, perché la parola diventi carne ed entrambi, così terreni, così tangibili, generati da una forza a cui fare ritorno e in cui rispecchiarsi.

Le poesie da lui scritte sono un biglietto di presentazione, il biglietto da visita dell’uomo-poeta.

Egli è l’Hermes, colui che nella mitologia greca è il dio dei confini e dei viaggiatori, di tutti noi insomma, di quella geografia che ci appartiene, corporea e del pensiero. Dio degli oratori e dei poeti, dei pesi e delle misure.

È apportatore di sogni, osservatore notturno, interprete. Mercurio, nella mitologia romana.

Serino ci trasporta così dal buio alla luce, dal non-essere alla forma dell’essere.

 

Luca Rossi

*

 

 

 

 

GLI ANNI CI DIRANNO

 

ogni volta per nuove

esperienze barattiamo la

vecchia pelle - ci dimentica

così spesso la vita in angoli

di nevrosi

 

gli anni forse ci diranno

che quanto poteva essere amore

si celava

nelle cose nei gesti più semplici

come un dio

geloso che non udimmo

 

1977

 

 

FELICE SERINO è nato a Pozzuoli nel 1941. Autodidatta. Vive a Torino.

Copiosa e interessante la sua produzione letteraria (raccolte di poesia: da “Il dio-boomerang” del 1978 a “In sospeso divenire” del 2013); ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti e di lui si sono interessati autorevoli critici.

È stato tradotto in sette lingue. Intensa e prolifica la sua attività redazionale visibile anche on-line.

Scrive su vari blog.

 

 

*

 

 

 

 

 

http://www.libreriaeditriceurso.com/serinofelice.html

 

 

 

 

 

QUEST'OPERA È STATA SELEZIONATA

NEL CONCORSO LIBRI DI-VERSI IN DIVERSI LIBRI

IN MEMORIA DI NUCCIO CARUSO EDIZIONE 2014-2015

 

 

 

Felice Serino

Nel perdurare la luce

POESIE SPARSE

(1978-2014)

2015, 8°, pp. 56

Collana ARABA FENICE n. 213

€ 10,00acquista

ISBN 9788869540424

 

.

 

 

.

 

LE OCCASIONI PERDUTE

 

la mia vecchiaia avrà il ricordo

delle occasioni perdute

di legni che non tocca la risacca

indifferenti o timorosi di

naufragio

 

la mia vecchiaia sarà il vino

di scarse annate l’amaro

di non aver dato e preso:

mi resterà solo una

rassegnazione attaccata alla pelle

dell’anima

e avrò fame di ricordi e i ricordi

nominati

mi dilanieranno

 

1978

 

 

 **************************************

 

... [nell’opera di Serino] il tessuto dei versi è coerente e ha un tono e un timbro inconfondibili. I temi toccati ruotano attorno a una ricerca spirituale intima del poeta ma nel contempo rivolta ad ogni uomo. I versi, come nei grandi artisti mistici del Medioevo, esprimono l’inesprimibile del mistero divino soprattutto attraverso il simbolo della luce. La spiritualità del poeta è però modernissima perché inquieta, mobile, non univoca.

Alcune immagini, metafore e parole-chiave sono ricorrenti nella raccolta. Oltre alla luce, altri simboli ricorrenti nei versi di Serino per esprimere l’inesprimibile – l’“Oltre” – sono il sogno e l’azzurro, che si intrecciano con la musica nel tentativo di dare corpo al divino. Tuttavia, i versi di Serino non hanno certo caratteristiche tradizionali e meno che mai “cantabili”, in quanto nel loro originale ritmo si manifesta la presenza della realtà umana fatta di carne e sangue, dei “veleni del mondo” e, in particolare, del mondo contemporaneo in cui “l’autentico” è “violentato dal mediatico”.

All’interno di questa antitesi decisa fra l’Altrove e il male del mondo determinante è la funzione della poesia, che definirei profetica ma, anche, casa in cui rifugiarsi per distaccarsi dal male di vivere. La spiritualità di Serino e la sua fede nell’Altrove non è mai incerta. La cultura su cui fioriscono i versi dell’autore è estremamente ricca: lo si comprende da citazioni dirette o indirette, e soprattutto dalla ripresa rielaborata, nei versi, di altri versi, secondo una tecnica già presente in grandi poeti, da Dante a Luzi, ma usata in modo originale.

La lirica di Serino si colloca nel panorama estremamente vasto di questa sorta di ideale “empireo della poesia” che si contrappone – almeno come possibilità di difesa – ai mali della storia.

 

Giordano Genghini

 

***************************************

BIOGRAFIA

 

FELICE SERINO è nato a Pozzuoli nel 1941.

Autodidatta. Vive a Torino.

Ha pubblicato varie raccolte: “Il dio-boomerang” (1978), “D’un trasognato dove” (2014).

Ha ottenuto importanti riconoscimenti e di lui si sono interessati autorevoli critici.

È stato tradotto in sette lingue.

Intensa anche la sua attività redazionale.

 

Per saperne di più:

http://www.libreriaeditriceurso.com/serinofelice.html









 

 

 

 

 

 

 

Felice Serino

 

“Dell’indicibile essenza

 

noi sostanza e pienezza

 

POESIE”

 

2016, 8°, pp. 56

 

Libreria Editrice Urso

 

Collana "ARABA FENICE" n. 259

 

€ 10,00

 

ISBN 978-88-6954-091-2

 

 

 

http://www.libreriaeditriceurso.com/serinofelice.html

 

 

 

 

 

DELL’INDICIBILE ESSENZA

 

 

 

dell’indicibile essenza

 

noi sostanza e pienezza

 

 

 

solleva l’angelo un lembo

 

di cielo: in questa

 

vastità soli

 

non siamo: miriadi

 

di mondi-entità ognuno

 

in una goccia

 

di luce

 

 

 

*******************************

 

 

 

Capita raramente di imbattersi in poeti in cui vocazione lirica e pensiero filosofico si fondono così perfettamente da riuscire saldati in un unico corpo come in Felice Serino, la cui voce è tanto più seducente quanto maggiormente risulta isolata nel panorama contemporaneo. Egli rappresenta, forse, la continuità, nel solco di una tradizione tipicamente novecentesca, di pensare la poesia come antitesi e attrito con la modernità e filtro da cui trascendere nel segno d’una rivelazione; in lui, senso del tempo e dello spazio, spiritualità e vita, verità intangibile e immanenza, mistero, trovano la medesima via su cui la poesia accomoda il sentimento, insieme umano e divino, d’essere in sé origine e fine di tutto; e nel mezzo, ricerca passionale e tensione dell’amore puro; (Amore: altissimo e di sangue, lamento quasi siderale degli occhi, fiume alle mani): dove quel sentimento arriva e la voce si espande, e l’umore improvvisa emozioni che non trovano il punto, oppure lo invocano sapendo che un urto, anche il più invisibile, può farsi carico di tutta quanta la specie dei sogni di cui è composta la vita.

 

Posso dire che qui l’amore s’avverte, terragno e trascendente, nel segno di una luce vivida e irrisolta, cavata dall’occhio di un uomo sospeso, solo e multiplo, invocata e assolta nel dono di un verso pulsante, tangente, bellissimo, quasi tenuto nel fiore di un enigma e consegnato al tempo, come un bacio dato alla terra, questa sacra parola illuminante.

 

 

 

Giovanni Perri

 

 

 

*******************************

 

BIOGRAFIA

 

 

 

Felice Serino è nato a Pozzuoli nel 1941.

 

Autodidatta. Vive a Torino.

 

Copiosa la sua produzione letteraria (raccolte di poesia: da “Il dio-boomerang” del 1978 a “Frammenti di luce indivisa” del 2015); ha ottenuto importanti riconoscimenti e di lui si sono interessati autorevoli critici.

 

È stato tradotto in sette lingue.

 

Intensa anche la sua attività redazionale.

 

 

 

*******************************

 

Concorso Letterario Internazionale in lingua italiana

 

LIBRI DI-VERSI IN DIVERSI LIBRI

 

 

 

Rossovenexiano, ottobre 2014  Pagine: 128 Prezzo: €12,00
Rossovenexiano, ottobre 2014 Pagine: 128 Prezzo: €12,00
l'e-book
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DOVE PALPITA IL SOGNO

(di Felice Serino)

 

da una dimensione parallela

il Sé in me rispecchia

la sua primaria origine

punto dell’eterno

dove palpita il mio sogno

di carne e cielo

 

in

Felice Serino

“Dove palpita il mio sogno”

(Poesie 2017)

2018, 8°, pp. 56

Libreria Editrice Urso

Collana "ARABA FENICE" n. 335

€ 10,00 – ISBN 978-88-6954-185-8

 

Per prenotazioni e acquisti: http://www.superscuola.com/urso/compra/index.php

 

http://www.libreriaeditriceurso.com/serinofelice.html

 

 

*

 

Un uomo, capelli bianchi, non guarda verso di me, non vedo il suo volto, sta seduto con la schiena appoggiata ad un albero.

Lo immagino assorto nei suoi pensieri, intento a ritrovare se stesso mentre con lo sguardo fissa qualcosa che è fuori e dentro di sé.

Questa la bellissima copertina della nuova raccolta di poesie di Felice. Mi capita spesso di ritrovarmi da sola e godere la quiete di qualche istante guardando la natura attorno a me... un campo di grano, il mare calmo della sera baciato dalla luna,la spiaggia grande e dorata del mio paese ed incamminarmi con il pensiero alla ricerca di qualcosa.

Sentirmi nuvola tra le nuvole e granello di sabbia in riva al mare, toccare il cielo con le dita

e stare nel contempo con i piedi a terra quale radice di un albero che per vivere ha bisogno di elevare i suoi rami verso l’alto.

’”Da una dimensione parallela// il Sé in me rispecchia// la sua primaria origine…”.

Dice bene Felice! Dio ci ha creati a sua immagine e somiglianza, la nostra anima un alito del suo respiro.

Viviamo in una dimensione parallela sempre alla ricerca di qualcosa che non sarà mai nostra definitivamente ma che da sempre fa parte della nostra essenza. Quella parte di noi scruta il cielo, guarda oltre ogni confine per cercare quella briciola rimasta in sospeso nell’immensità e che troveremo solo domani quando sarà il momento in quell’angolino nascosto “dove palpita il mio sogno// di carne e di cielo”.

Complimenti Felice! Ora grazie a te sto anch’io seduta, appoggiata ad un ciliegio in fiore, a fissare un campo di grano, a cercare tra germogli di vita quella parte di me sospesa tra la terra ed il cielo. Grazie.

 

Carmela Di Rosa

 

*

 

Nei versi di Felice Serino si gioca il rapporto tra l'uomo e Dio, la relazione fra l'io e il tu "il Sé in me rispecchia" dentro il "sogno di carne e cielo". Da questa sua poesia si rivela l'animo sensibile di un uomo che ama la vita.

 

Enza Spagnolo

 

*

 

Breve, quasi aforismatica, carica di simbolismo, tra la quiete del sé ed il frastuono del mondo versi intimistici riecheggia no silenzio eppure musicali raccontano della dicotomia spiritualità/concretezza, del sogno più ambito: "fare della nostra carne cielo". Complimenti al poeta!

 

 

Nina Esposito

 

 

 

Felice Serino
Quell’onda che ti tiene lieve
POESIE

2019, 8°, pp. 56
Libreria Editrice Urso
Collana "
ARABA FENICE" n. 380, € 10,00
ISBN 978-88-6954-242-8

 

 

*

 

 

Quando ci si accosta all’opera di Felice Serino, è difficile non notare il dinamismo della dimensione interiore: nonostante sia interamente incentrata sull’anima, infatti, la sua poesia è ben lungi dal ripiegarsi in sé stessa, poiché l’essenza umana è continuo movimento…
Il tono dell’intera raccolta accentua quella ricerca di essenzialità già distintiva della produzione precedente: il verso è breve, asciutto, simile ad un legno prosciugato; l’anima, in procinto di distaccarsi,
guarda già al corpo come ad un involucro che ha perso la sua sostanza.
Tanti i quesiti che si leggono fra le righe. Una volta riassorbito dal Tutto, l’uomo conserverà una scintilla della sua individualità? Il suo bagaglio di ricordi, le sue colpe, i suoi “scheletri” insomma: lo seguiranno o si dissolveranno?...

Donatella Pezzino









QUELL’ONDA CHE TI TIENE LIEVE
(di Felice Serino)

cosa ti porti alla fine del tempo
se non il bagaglio della mente

espansa in quel Tutto
che è te in pienezza

già ti vedi in simbiosi
con l’onda perfetta

quell’onda che ti tiene lieve
sospeso nel cielo

sei l’ulisside che approda
al sogno della luce

il cuore allagato d’azzurro













 



 

 

Ecco arrivare l'azzurro, quello che il cielo dona ogni giorno al mare, l'azzurro che sa di leggerezza, di libertà! Un'onda si solleva lieve macchiando di bianco l'azzurro...si sbriciola per poi ritornare giù. "Quell' onda che ti tiene lieve", il poeta che oggi ci fa fare un bagno di poesia è Felice Serino di Pozzuoli. Guardando la copertina del libro mi tuffo nel mio mare, quel mare che mi culla, mi accarezza, mi parla e mi ascolta mentre lascio scivolare le mie ansie e rigenero i miei pensieri. Un' onda non lieve sembra volermi trattenere...mi impedisce quasi di avanzare, quasi per scherzo mi schiaffeggia e ride. Di certo mi riconosce e ride mentre impavida avanzo e nuoto sopra e sott'acqua, mentre vinco la resistenza della sua forza per poi tornare a riva. Sono bagnata marcia quando comincio a leggere ed a tuffarmi nei versi di Felice. M' interrogo, mi guardo...indosso solo il costume, non ho alcun bagaglio se non la mia mente...un contenitore stracolmo di ricordi e di memorie, in continua simbiotica colluttazione con il cuore che per liberarsi dell'affanno di delusioni, lacrime e dolore dà una spinta in alto trasferendo il tutto al piano superiore " alla mente", trattenendo stretto solo l'amore . Porto le mani alla testa, la mente è stracolma, tuttavia mai aprirei le sue porte...ciò che essa contiene è tutto il mio patrimonio e mai niente e nessuno potrà portarmelo via. Seduta a riva riguardo quell'onda lieve e , come dice Felice, mi sento un tutt'uno con essa, ritrovo la leggerezza, mi vedo sospesa nel cielo, volo tra il suo azzurro e la luce del sole, approdo alla meta che è " alla fine del tempo", l'unica Itaca dove tutti domani sbarcheremo e che a tutti appartiene. Nella pienezza del bagaglio della mente sono felice del mio viaggio ed anche" il cuore allagato d'azzurro " ne trae vantaggio. Complimenti Felice! Sciolti,delicati, liberi, pieni d'azzurro e di luce i tuoi versi. Grazie per le bellissime emozioni che poetando hai saputo regalarmi e per il viaggio.

 

Carmela Di Rosa

 

 

Per chiudere in bellezza un assaggio del mondo poetico di Felice Serino. Colpisce in questa lirica dolce e garbata, l’essenzialità, la nitidezza ed il classicismo della parola, quasi una catena di Haiku dove appare un magico uso “dell’istantanea”: “il bagaglio della mente” – “il Tutto che è te in pienezza” – “l’onda perfetta che ti tiene sospeso” – “l’Ulisside che approda al sogno della luce” e la meravigliosa chiusa dove appare il vero protagonista dei versi “il cuore allagato d’azzurro”. Ma è solo un apparente verseggiare sereno, c’è un senso di solitudine e una tensione che non si acquieta e si espande; cielo che insieme al mare si fa plurale per esaltare l’immensità di un infinito troppo grande per essere anche solo immaginato, è anelito all’eterno che non è definito unidirezionalmente ma naufraga nell’indeterminatezza che è il lato tragico ed intrigante della vita, è proprio in quello stare in bilico, in quel non scegliere una volta per tutte da che parte del crinale stare che emerge la particolarità del suo sentire: la sospensione, quell’andare oltre con eleganza ed armonia… Complimenti al poeta.

 

Nina Esposito

 

 

Cielo e mare, onde e schiuma in questa copertina che scandisce il giorno in modo delicato, lieve, un sapore incantato che sa di sale, di azzurro. 

“Alla fine del tempo... ”versi semplici e incisivi sempre, quando si parla della fine... non ci si puó confondere e allora la mente e il cuore del poeta esplodono in versi molto lucenti.

In questo mare messaggero di porti e di approdi sembra di navigare l’avventura più grande dell’uomo, per il poeta che, come “Ulisse”, guida la sua nave seguendo la scia dei pensieri tinti di azzurro, che si confondono con le onde che cantano i suoi versi, come le Sirene lo fecero un tempo, traducendo l’Uomo verso il grande mistero... “il sogno della luce”.

Molto gradita per immediatezza e trasparenza delle parole poetiche.

Complimenti Felice Serino, questa è poesia!

 

Mariapina Astuni

 

 

E’ possibile che la finitudine dell’uomo diventi infinita? Felice Serino, in questa pregnante poesia filosofico-esistenziale dà un risposta affermativa. L’infinito dell’uomo è “contenuto” nella sua mente che si espande nel Tutto, nel suo cuore “allagato d’azzurro”, nel suo viaggio interminabile verso il sogno della luce. Il poeta rappresenta questo ossimorico infinito umano con l’immagine leggera ed efficace dell’onda perfetta sospesa nel cielo: due azzurri in simbiosi che bene rendono la dimensione “divina dell’uomo”. Complimenti al poeta e, come sempre, al grafico.

 

Loredana Borghetto 

 

Vita trasversale e altri versi (2017-2019) di Felice Serino letto da  A.Greco

20 GIUGNO 2019  ANGELA GRECO - ANGRE

 

Felice Serino  (Pozzuoli, 1941), in questa prima metà del 2019, offre ai lettori una nuova raccolta di versi –  Vita trasversale e altri versi (2017-2019)  – densa, corposa e sempre degna d’attenzione, nella quale mette nero su bianco, oltre ai suoi distintivi temi, anche la grande voglia di comunicazione e condivisione, che da sempre caratterizza la sua poesia, fruibile on line in un susseguirsi di confronti in siti e riviste, luoghi telematici e persone, utili senza ombra di dubbio alla crescita dell’autore, unitamente al suo interesse fine e svariato per la lettura. Di quest’ultima opera è interessante segnalare l’apparato di note critiche e recensioni (riferito alle più recenti pubblicazioni) che chiude il testo: una raccolta di autori, che hanno letto e condiviso la poesia di Felice Serino, che hanno seguito i suoi passi, fino all’attualità, momento ancora in divenire, testimonianza della continua ed efficace formazione dell’autore. Ecco, la lettura dei versi di questa  Vita trasversale  dovrebbe iniziare da qui, dalla consapevolezza di essere in cammino, in transizione tra due mete e con la voglia sempre viva di procedere, di essere un ponte gettato tra un ricordo e un sogno, tra l’accaduto e la speranza, tra il vissuto e l’augurio per il domani.

Il libro è articolato in tre parti (Vita trasversale Trasparenze In un remoto altrove) che raccolgono ‘percorsi’ utili ad orientarsi tra le oltre cento poesie raccolte negli ultimi anni di scrittura. Una lettura impegnativa dal punto di vista fisico, ma scorrevole e interessante all’atto pratico, che conferma Felice Serino autore prolifico e disponibile a mettersi in gioco, al grande tavolo della poesia contemporanea, ad incontrare il punto di vista altrui sui suoi componimenti asciutti, concisi, dal verso breve, in assenza di punteggiatura e punto finale, confermandosi, inoltre, fonte sempre viva di input supportato in quest’ultimo lavoro dall’efficace presentazione di Donatella Pezzino, che pone l’accento – che condivido, come in altri scritti già detto – su quel che è il cardine della poetica di Serino, scrivendo: “Qualsiasi cosa saremo, siamo stati amore, ed è questo ciò che potrebbe sopravviverci. L’amore, eterno e ubiquo, ha una forza pari soltanto a quella della fede.” Dunque, poesia che vince il tempo mortale, come l’amore vince tutto e, facendo eco alle parole di Virgilio, a noi non rimane che arrenderci all’amore e alla poesia, mi permetto di aggiungere, riportando in compendio alcuni versi:  una farfalla è una farfalla ma / tutto un mondo nella sua essenza // la natura / riflesso del cielo è preghiera / ogni respiro ogni sangue / vòlto verso l’alto è lode // l’anima nel suo profondo / in segreto s’inginocchia e piange  (“Tutto è preghiera”) e, anche:  Infinite vite infinite vite possibili / ha forse l’anima quel che è detto da taluno / l’essere moltiplicato // mai si chiude il cerchio? // è come traversare innumerevoli / porte nei meandri dei sogni / o abbandonarsi a visioni / di déjà vu // non si chiuderà il cerchio se / come si sa / è del Demiurgo un continuo creare / infiniti / mondi-entità col solo sognarsi  (“Infinite vite”), che ben evidenziano il senso finale della poesia di Felice Serino, unitamente ad un senso di pluralità al quale è difficile sottrarsi.

Le poesie della prima parte,  Vita trasversale, sono un inno allo spirito, alla preghiera e alla Luce, in cui si incrociano e sovrappongono dediche a questioni religiose e a persone scomparse, confermando la forte fede dell’autore, nutrita di rimandi filosofici, occidentali e orientali, supportata dalla costante presenza di entità extra corporee, angeli e sogni, in forza alla poesia stessa, che racchiude anche una bella sezione dedicata alla Musa, da cui deriva la Poesia stessa, in cui Serino ci lascia intuire il suo concetto di poeta e poesia.

Trasparenze, conferma i temi della prima parte, con versi più concreti, ma sempre qualche passo più in alto del suolo calpestabile, adornati di ricordi ed esperienze, in una deriva verso i tempi moderni:  anneghi / nell’effimero d’una vita marginale // tenti nell’indaco prove di volo / -fino a che dura il sogno // da quale parte è la verità ti chiedi / nei momenti lucidi  (“Prove di volo”); oppure:  combatti contro i mulini / a vento delle ipotesi / ti vedi quel filo d’aquilone / tenuto da un bambino e / toccare il suo cuore e il cielo // o quel bimbo ti vedi / tenuto dal genitore per mano // o ancora -tra fremiti d’ombre- / quel figlio prodigo / che ti torna in sogno: che anni / scavalca a ritroso // per chiedere perdono / al padre sul letto di morte  (“Ipotesi dell’impossibile”); in “Se avranno voce” si legge:  ed è pleonastico il tuo dire /   i tempi son cambiati e / alle piante seccano / i timidi germogli // i pesci son gonfi di plastica e / i cieli di cenere / e i mari piangono coi miei occhi // lasciare parlino i fatti / se voce avranno / in una -lesta?- inversione di tendenza .

L’ultima parte del libro, intitolata  In un remoto altrove, sembra riassumersi nei versi di “Indivisa sostanza”, che recitano:  sono indivisa sostanza / dimora delle origini / porto il respiro di voci / tra ramate ombre // nelle trame del vento / lascio si dilegui la morte / mi vivono nella carne / illimitati cieli // mi ustiono di rosacea luce, in una ricognizione del proprio operato e del proprio sentire, spaziando dall’arte ai fremiti di un cuore che non smette di scrivere ed essere poesia, una via di riflessione e un punto d’appoggio, forte del suo percorso anagrafico ed esperienziale, che concede al poeta di poter dire, in chiusura, che “Tutto è ancora possibile”. [Angela Greco]

.

Tutto è ancora possibile

.

ti senti altrove e il più

delle volte fuori dal coro

.

ti chiedi se -nell’ordito della vita dove

si spezza la parola- ti sei perso

qualcosa – vorresti allora

rovesciarti come un guanto

.

riconoscerti come il

fuori del tuo dentro

.

aprirti a un’ alba che

diradi questa

corolla di tenebre

.

e sai che tutto

è ancora possibile

 

 

 

 

https://ilsassonellostagno.wordpress.com/2019/06/20/vita-trasversale-e-altri-versi-2017-2019-di-felice-serino-letto-da-a-greco/?fbclid=IwAR0wR45K2PxfPD8blP6OJxIf7bTWGSvlRS81k_ROEA8BCPJ_fnohLWYFRVY

SEGNALAZIONE VOLUMI = FELICE SERINO

Felice Serino – "Vita trasversale e altri versi"-- (poesie 2017 – 2019)-- Copyright 2019 by Felice Serino

 

Felice Serino, nato a Pozzuoli nel 1941 e residente a Torino, autodidatta, è un poeta che ha ottenuto numerosi consensi critici e che ha vinto molti premi letterari. Ha pubblicato diverse raccolte di poesia da  dio boomerang  del 1978 a  Quell’onda che ti tiene lieve,  2019.

Gestisce svariati blog e tre siti su Internet di ottimo livello e qualità, che ospitano anche poeti prestigiosi. È stato tradotto in otto lingue.

Cifra essenziale, che connota la poetica del Nostro, di raccolta in raccolta, è una vena originalissima che parte da una visione del sacro, visto sia in maniera trascendente che immanente. Serino si pone nei confronti della realtà, del mondo, del cosmo, che nella nostra contemporaneità spesso diviene caos, inizialmente come creatura che anela ad un essere superiore tramite una religiosità che supera e va oltre le forme confessionali e ritualistiche della Chiesa. Sono spesso nominati da Felice Dio, Gesù, la Madonna e soprattutto gli angeli, ma il poeta non cade nel dogmatismo, credendo in un amore interessato per Dio, in un rapporto con Lui non mediato, tipico dei mistici, e che trova la sua realizzazione, il suo inveramento proprio attraverso, le sue poesie, che presentano unitarietà del discorso e coerenza. Proprio in questo modo e in tal senso egli da creatura si eleva a persona, che vive criticamente in una società, relazionandosi con essa secondo una sua personalissima visione del mondo. Tema essenziale del suoriflettere in versi  è quello dell’amore per la vita, che lo porta ad una certa forma di ottimismo. Per Serino l’esistenza umana è degna di essere vissuta e anche la morte non è considerata come la fine di tutto, ma come il passaggio dalla transitorietà all’eternità. Non solo i contenuti sono originali nel poiein dell’autore, ma anche la forma dei suoi testi in massima parte brevi. Il poeta attraverso gli occhi si rivolge alle cose che lo circondano, che vengono trasfigurate in versi, divenendo cariche di senso e di pathos.

In  Vita trasversale e altri versi  la frequenza di componimenti mistici si attenua, pur rimanendo centrale la tematica del sacro. Rispetto ai libri precedenti si realizza qui una vena filosofica del poeta se per  vita trasversale  si può intendere un’esistenza che ne attraversa un’altra. Vengono in mente le vite parallele e Serino vuole farci intendere che pur essendo ogni persona una sola cosa può vivere contemporaneamente anche un’altra vita che sembrerebbe realizzarsi nel solipsismo, quando non ci si relaziona agli altri.

Forte il senso della corporeità, una fisicità che contiene il pensiero della mente e l’anima. Rispetto ai libri precedenti, che erano già alti, nei componimenti che prendiamo in considerazione in questa sede, si realizzano una maggiore icasticità e luminosità nei tessuti linguistici di Serino che procedono per accensioni e spegnimenti e a volte i versi sembrano delle vere e proprie folgorazioni.

Felice è alla ricerca del vero senso della vita e partendo dal corpo compie uno scatto e uno scarto ontologico per cui ogni poesia è un vero e proprio esercizio di conoscenza.

Il libro presenta un’acuta prefazione di Donatella Pezzino e racchiude alcuni scritti critici su Nostro.


*

Raffaele Piazza

 

 

 

Su “La vita trasversale” di Felice Serino

 

 

In un mondo sempre più corporeo e materiale, viene spontaneo chiedersi se ci sia ancora posto per l’anima. Poi si legge la poesia di Felice Serino e allora tutta la prospettiva cambia. D’un tratto, il velo dell’apparenza si squarcia ed ecco la verità nuda, il significato ultimo dell’esistenza umana: l’evidenza che potrebbe, se solo lo volessimo, costituire l’abbrivio verso una vita piena, consapevole e scevra da paure.

 

Ne “La vita trasversale” l’anima è più che mai al centro, e la poesia diventa in toto ancella del pensiero. La silloge, infatti, raccoglie gli ultimi scritti (2017-2019) nei quali il pensiero e la spiritualità dell’autore campano emergono con più forza rispetto alla produzione precedente. Ed è una forza talmente dirompente da lasciare in chi legge un segno profondo: la poesia breve, il verso ridotto all’osso eppure pregno, vivo come non mai di immagini e sensazioni, dicono che l’uomo, prima ancora che il poeta, ha trovato ciò che cercava da tutta una vita: è arrivato all’essenza delle cose. Quasi sorride sornione Serino, tra i versi, evocando ricordi e illusioni di tante vite precedenti, del sé stesso del passato angosciosamente fermo dinanzi al muro delle convenzioni che adesso si è finalmente sgretolato.

 

E cosa c’è al di là del muro? Semplice: l’Oltre. E quindi, il Tutto. Pur senza essersi ancora, nei fatti, spogliato del suo corpo di carne, Serino si è distaccato dal mondo e dalle sue pastoie e può quindi aprire gli occhi su ciò che ci aspetta “dopo”. Non la fine, la morte, l’annientamento: oltre c’è un altro piano di esistenza, anzi, infiniti piani di esistenza da dove non solo i nostri morti, ma anche i tanti noi stessi speculari ci guardano. La nostra anima è un dispiegarsi in infiniti alter ego e in infinite potenzialità: tutto quello che i nostri limiti fisici e le costrizioni imposte dalla società ci impediscono può essere realizzato altrove, anche quello che abbiamo cominciato qui e che non siamo riusciti a portare a termine.

 

ora

danzi il flamenco che amavi

col tuo corpo d'aria

 

e da un altrove "detti" poesie

quelle

che non hai avuto il tempo di scrivere

 

Ma questo oltre non è trascendenza, è trasversalità: nel corso della nostra esistenza terrena, quindi, possiamo scorgerlo in trasparenza dagli innumerevoli segni inspiegabili in cui ogni giorno ci imbattiamo, nella bellezza della natura che ci fa “sentire” la nostra realtà di esseri spirituali, e soprattutto, attraverso il sogno. La dimensione onirica è sicuramente uno degli aspetti più interessanti della poesia seriniana, data la valenza assolutamente peculiare che le viene attribuita. Il sogno, infatti, è il trait d’union fra i diversi piani di esistenza: un bivio nel quale tutte le strade dell’oltre convergono, la via che rende possibile la comunicazione con l’invisibile permettendoci di evadere per un attimo dal nostro “esilio di carne”.

 

Ogni notte, quindi, il sonno ci scioglie dai ceppi del sangue per lasciarci fluttuare in quel Tutto al quale non smettiamo mai di appartenere, anche quando la vita di ogni giorno ci restituisce alla nostra condizione di peccato e di polvere: quel Tutto che è Dio e che è amore, assoluto e incondizionato. La consolazione alla nostra pochezza, quindi, è questo sconfinato amore di Dio per noi, e la certezza che, benché peccato e polvere, torneremo a Lui; che tutto è in tutto e tutto è Dio; che la vita nasce dalla morte e si rinnova da sé stessa. Così, l’anima è un continuo partorirsi e ritornare al Tutto: è grazie a questa consapevolezza che possiamo vincere la nostra atavica paura della morte. Perché, infatti, dovremmo temere quel “punto di non ritorno” che invece di distruggerci ci restituisce alla nostra vera vita?

 

fioriti

nelle braccia di Dio

come nella prima luce

 

La luce, altro punto nodale del nostro poeta-pensiero: una luminosità che fa quasi male agli occhi, tanto è intensa e inestinguibile. La poesia di Serino è tutto un immergersi in questa Luce dove l’umano e il divino sono allo stesso tempo sorgente, fiume, cascata, foce, in una continua simbiosi dove si può conservare la propria unicità solo annullandosi. Ed ecco, quindi, affiorare un nuovo concetto capace di rispondere a tutti i nostri interrogativi, soprattutto di fronte alla sofferenza, all’errore, all’inadeguatezza: questa vita sulla terra ha senso solo se trascendiamo la nostra animalità per trasformare il nostro sangue in ali. L’angelo e l’uomo, due facce della stessa medaglia che la carnalità rende opposte, nemiche:

 

convivere con gli umori

di un corpo di morte

 

dall'animalità all'angelo: questa

l'impervia salita

 

più d'una vita se dal sangue

fioritura sia d'ali levate:

 

ogni passo ne perdi una piuma

 

e ancora:

 

le mani affondi

nel sangue delle convenzioni

mentre

all'angelo lucente del sogno

tarpi le ali

facendolo all'alba svanire

 

Basta immergersi nel proprio spirito per annullare qualsiasi distanza fra noi stessi e l’angelo che siamo. Allo stesso modo, il distacco dalla realtà che ci circonda ci aiuta a prendere coscienza della verità che sempre ci sfugge: che vita e morte sono una cosa sola; che non c’è una fine, e che ogni morte non è che un nuovo inizio. Se a ciò fossimo sempre presenti, affronteremmo con serenità, quando non addirittura con gioia, il passo estremo che ci attende, e che altri hanno compiuto prima di noi:

 

rinfranca il pensiero d'essere

immortale -e già dalla ferita della

creazione lo sei-

 

la morte ti cerca?

uscito dal guscio tu sarai altro

 

l'anima libera sarà dai lacci

lo spazio mentale onde di luce e amore

 

niente d' imprevisto se la morte

non ti sorprenda più della vita

 

 

Avanzare negli anni, a questo punto, non è invecchiare, ma pervenire a nuova giovinezza; avvicinarsi sempre più alla verità mentre ci si allontana dalle meschinità del mondo. Eppure, come ogni altra creatura di carne e sangue, il Serino-uomo non può fare a meno di chiedersi: mi ricorderanno un giorno? Come sarà il momento del trapasso? Domande alle quali lo speculare Serino-pensiero risponde con l’ironia di chi ha già oltrepassato quella soglia e non può più essere scalfito. Il Serino che ricorda persone ed episodi del suo passato con tenerezza, con gioia struggente, filtrando ogni fotogramma alla luce dell’anima e conservando solo quelli in cui sia visibile il riflesso di Dio.

 

Così, il poeta rivolge lo sguardo solo alle strade che portano verso casa: l’amore, la bontà, la bellezza in grado di elevare, il donarsi che rende capaci di fare la differenza. Nonostante sia in continua introspezione, Serino non è mai chiuso in sé stesso. E in tutto ciò la parola lo aiuta, lo innalza, oltre le barriere che ovunque, su questa terra, ci opprimono e ci ostacolano. La parola acquista una valenza liberatoria grazie alle sue inesauribili possibilità di creazione: in questo sta il senso dello scrivere. Alla domanda: perché scrivi? Si potrebbe quindi rispondere: perché la parola è luce, e io detesto il buio. Perché la parola è casa. E’ il respiro dell’anima, è la vita stessa. E l’assenza di ispirazione, di conseguenza, è un sentirsi disabitato/simile a quell'albero nudo/da cui son fuggiti i canti/vivere/di stelle spente.

 

 

Donatella Pezzino

 

 

 

 

https://poesiaurbana.altervista.org/recensione-di-donatella-pezzino-a-vita-trasversale-di-felice-serino/?fbclid=IwAR3kWtpNOv7KjmmYKTzDb9_gGQlwlIXp7azt5rmvRZnkdxmLlYTXUT9A9eE

 

 

 

https://alessandria.today/2019/05/09/libri-vita-trasversale-di-felice-serino-recensione-di-donatella-pezzino/?fbclid=IwAR2DsOj843yI_GgXQMVQ6mbSp5zDBngOASQeUIL9c_NTEP5XcgOHXdlN2qM

 

 

 

https://donatellapezzinoangelpoetry.wordpress.com/2019/05/09/recensione-a-vita-trasversale-di-felice-serino/

 

 

 

https://ilmiolibro.kataweb.it/libro/poesia/486911/vita-trasversale-e-altri-versi/

 

 

https://www.arteinsieme.net/renzo/index.php?m=81&det=20073

 

 

 

 

FELICE  SERINO

Torino

 

Mailto:

feliceserino@tiscali.it

 

 

 

"Cancella spesso, se vuoi scrivere cose che siano degne d'essere lette." (Orazio)


 

 

E' ESSENZIALE CHE LA MORTE CI TROVI VIVI!
***
NON PRENDERE LA VITA TROPPO SUL SERIO TANTO NON POTRAI MAI USCIRNE VIVO.
***
PER GIUSTIFICARE LA PROPRIA INCAPACITA' L'ALIBI DEL FALLITO E' LA SFORTUNA. (lUCIANO SOMMA)
***
LA POESIA E' POESIA QUANDO PORTA IN SE' UN SEGRETO. (GIUSEPPE UNGARETTI)
^^^
SIAMO ANGELI CON UNA SOLA ALA
POSSIAMO VOLARE SOLTANTO ABBRACCIATI
LUCIANO DE CRESCENZO
^^^
LA VERA POESIA PUO' COMUNICARE ANCHE PRIMA DI ESSERE CAPITA.
(T. S. ELIOT)
***
LA VERITA' FERMEREBBE IL MONDO. PER QUESTO HANNO INVENTATO LA BUGIA [...], L'INGANNO.
(MINA)
***
IO SONO UNO STRANO MENDICANTE / CHE CHIEDE AMORE E PAROLE, / SONO UN SOLITARIO EMIGRANTE / VERSO LA TERRA DELLA LUCE E DEL SOLE.
(LORENZO CALOGERO)
***
QUELL'ESSERE CHE NON PORTA AL SUO INTERNO IL MISTERO STESSO E' UN INDIVIDUO CHE ACQUISTA SCARSO VALORE.
(LUCA ROSSI)
***
NON SI VEDE ALTRO CHE COL CUORE. PERCHE' L'ESSENZIALE E' INVISIBILE AGLI OCCHI.
(IL PICCOLO PRINCIPE)
***
I LIMITI DEL NOSTRO ESSERE SONO LIMITI INTERIORI. L'UOMO E' UNA LAMPADA LA CUI FIAMMA E' CADUTA ALL'INTERNO.
(JOE BOUSQUET)
*** 
SIEDI SOPRA UN SOGNO, E PENSI A QUANDO FINIRA', ROVINANDOLO. 
(GIORGIO MEDDA)
***
LA MENTE E' COME UN PARACADUTE, FUNZIONA SE SI APRE.
(ALBERT EINSTEIN)
***

TUTTE LE PAROLE NON SONO CHE BRICIOLE CADUTE DAL BANCHETTO DELLO SPIRITO
(ANONIMO)
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IL MISTERO E' QUELLA DIMENSIONE AL CONFINE DEI NOSTRI PENSIERI. AFFASCINA, INCANTA, IPNOTIZZA. CANTA AI NOSTRI CUORI, FA VIBRARE I NOSTRI SENSI. UN LUOGO DOVE SI RACCOLGONO I NOSTRI SOGNI, IMPALPABILI E LIEVI. DOVE LA MELODIA DEL VENTO TRASCINA CON SE' PROFUMI ANTICHI E SEDUCENTI. (ASTER)
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L'UOMO MUORE NEL MOMENTO IN CUI I RICORDI PRENDONO IL POSTO DEI SOGNI
(EZRA POUND)
***

IL MIO CUORE E' LA CASA DEI MIEI SOGNI.
(SRI CHINMOY)
***

 

IN CIASCUNO DI NOI CI SONO TRE PERSONE: QUELLA CHE VEDONO GLI ALTRI, QUELLA CHE VEDIAMO NOI, QUELLA CHE VEDE DIO.(M. DE UNAMUNO)
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LA VERA TRAGEDIA DELLA VITA E' QUANDO UN UOMO HA PAURA DELLA LUCE.(PLATONE)
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L'UOMO E' L'UNICO ESSERE ANIMALE PER IL QUALE IL SUO STESSO ESISTERE E' UN PROBLEMA DA RISOLVERE.(E. FROMM)
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IL MONDO PERIRA' PER MANCANZA DI MERAVIGLIA, NON DI MERAVIGLIE.(J. K. CHESTERTON)
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" Ma cosa vuoi che ti dica della poesia? Cosa vuoi che dica di queste nubi, di questo cielo? Guardare, guardare, guardarle, guardarlo e nient’altro: Capirai che un poeta non può dir nulla sulla poesia. Lasciamo dire pure ai critici e ai professori. Ma né tu, né io né alcun altro poeta sa cos’è la poesia. Stai qui; guarda. Ho il fuoco nelle mie mani. Lo sento e lavoro con lui perfettamente, ma non posso parlare di lui senza letteratura". ( ora in obras completas, vol. I cit. p. 114 ) –

Federico Garcia Lorca

 

RITORNI (poesie) – GIORDANO GENGHINI [clicca col dx e poi sulla copertina per leggere]
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Giordano Genghini
Giordano Genghini

Voli a solcare l'indaco

 

 

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